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Rock In Flames II - 21 Giugno 2008, Salerno – Centro Sociale

Vedere Fabio Lione (Rhapsody Of Fire, Vision Divine ed ex-Labyrinth) al sud è un evento decisamente raro! Eppure pare che i metallari del sud l’unica cosa che sanno fare è lamentarsi del fatto che qui da noi si organizzano pochi concerti per poi non supportarli neanche.
Infatti, ciò lo si vede da questa gran bella serata, in cui i presenti sono davvero pochini (e l’headliner della serata non è affatto un personaggio sconosciuto nel genere…). Cari lettori, credo che sia inutile sprecare ulteriormente parole per questa gente e penso che sia meglio che vi descriva un po’ questa seconda edizione del Rock In Flames.

Inizio di festival non certo dei migliori con i Voyeur Project, band salernitana dedita a una musica dalle sonorità gothic rock che si rifà più che altro al sound dei finlandesi H.I.M. con una forte componente elettronica. Solo due brani a loro disposizione, quindi lo show della band è durato veramente poco e non mi ha convinto del tutto anche se devo dire che non posso attribuirgli un giudizio pieno dato che hanno suonato poco tempo.

Scendono dal palco i Vojeur Project e subito si precipitano a prepararsi gli Stamina, altra band della zona con cui però la “storia cambia”, per quanto possa essere giovane questa band ha talento da vendere e ce lo mostra il loro bel symphonic power dalle molteplici influenze. Il vocalist che oltre ad avere una bella voce riesce anche a mantenere bene il palco e a coinvolgere spesso e volentieri i presenti (che pare che apprezzino la band e non poco), peccato solo che il tempo a loro disposizione sia poco (bastato solo per fargli presentare 3 brani tratti dal loro debut album “Permanent Damage”) ma che comunque mi è bastato per apprezzarli e non poco.

Scesi dal palco gli Stamina che hanno iniziato a riscaldare il pubblico ecco che è la volta dei Nude. Anche essi salernitani, per quanto riguarda il sound sfigura un po’ nel bill in esso contenuta dato che la band presenta un punk dai tempi abbastanza lenti. Il vocalist della band si presenta abbastanza deprimente (o meglio con atteggiamenti decisamente emo) che non riesce a fare suo il pubblico… Non dico che la prestazione che la band ha fatto è di pessima qualità, anzi probabilmente per il loro genere (che sinceramente non è il mio) potranno essere anche bravi ma con la serata in questione sicuramente non c’entravano proprio nulla.

Beh che dire sui Savior From Anger, per chi ancora non lo sapesse (cosa molto difficile!) sono il nuovo progetto di Marco Ruggiero (personaggio noto ai più per essere ex chitarrista dei Nameless Crime), band che sprigiona in sede live (come d’altronde anche su disco) una grande energia con cui riesce a riscaldare (e a far si che questa sera diventi una sera all’insegna del metal facendo alzare in piedi tutti i presenti che prima d’ora stavano comodamente seduti come se fossero al cinema) per bene il pubblico che pare essere pronto allo show di Fabio Lione, che con dieci minuti di preparativi è pronto a dare spettacolo.
Ed ecco che la mia più grande curiosità della serata (dato che non avevo mai avuto modo di vedere questo personaggio in sede live ed inoltre ero curioso anche per vedere quali brani avrebbe proposto con questo suo progetto solista). Le cover scelte dal nostro sono tutte note alla maggior parte del pubblico (o quasi, dato che molto spesso si è divertito a far cantare il pubblico che, poche volte ma comunque, non sapeva le parole delle canzoni), prediligendo i brani degli Iron Maiden (band che ogni metallaro medio italiano adora!) e proponendo qualcos’altro preso dai brani più noti dei Judas Priest, Bon Jovi, Europe e Queen aggiungendo due brani dei Vision Divine tratti da “Send Me An Angel” (album in cui il protagonista di questa sera ha prestato la sua voce).

Credo che sia inutile spendere parole sulle doti tecniche degli strumentisti (essendo un personaggio di fama, il nostro non poteva essere accompagnato da persone con scarse capacità) con cui ha suonato, in primis lui con la suo voce in sede live rende come su album, un Olaf Thorsen (Vision Divine) alla chitarra e i restanti membri pur essendo degli sconosciuti hanno messo in mostra le loro buone doti.

Un momento da ricordare è quando, su richiesta del pubblico e con l’aiuto di questi, il buon Fabio si è cimentato in un’improvvisazione (solo vocale) del brano “Lamento Eroico” dei suoi Rhapsody.
A conti fatti questa seconda edizione del Rock In Flames è risultata essere davvero divertente, spero che ci sarà una terza edizione…


Pax (Antonluigi Pecchia)

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