Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '






Firewind + Kiuas + Eldrich - Zoe club – Milano - 21/11/2008

Per la prima volta da quando scrivo qui posso fare un live report confrontando le esibizioni viste già in precedenza. Si perché i Firewind ho già avuto il piacere di vederli lo scorso maggio come supporto ai Kamelot, mentre adesso li vedo per il loro primo tour da headliner. Ma sinceramente nulla è cambiato, anzi la prestazione è stata di gran lunga superiore viste le notizie che ho ricevuto negli ultimi giorni. Ma andiamo per ordine…

Si inizia con i Kiuas, gruppo heavy/power metal finlandese che sin ad allora avevo sentito solo su my space. L’impatto col pubblico è devastante, la grinta che i cinque ci mettono è davvero incredibile, visto anche il numero davvero esiguo di pubblico presente. La presenza scenica è notevole ed alquanto stravagante : il cantante Ilja Jalkanen si presenta con i capelli rasta e rigorosamente senza maglietta, come se fosse un torrido giorno di agosto, il chitarrista Mikko Salovaara invece eccelle nello stile: totalmente calvo con pizzettone lungo e rosso, splendida chitarra Dime nera con bordi gialli e la cintura della chitarra con un piccolo pezzo fatto a mo di catena, il bassista Teemu Tuominen pelato anche lui com un pizzetto nero lungo sin all’ombelico e torso nudo, gli altri due invece, Markku Näreneva alla batteria e Atte Tanskanen alle tastiere, semplicemente capelli lunghi. Uno stile scenico notevole, come notevole è la loro musica e la loro energia. Interagiscono molto con il pubblico, soprattutto il vocalist, addirittura in un frangente il chitarrista scende dal palco con il suo chitarrone e si mette a suonare li in mezzo a noi, cosa che fa divertire molto i pochi presenti. Alla fine son stati suonati 6 pezzi, con grav vigoria e tra il divertimento ed il compiacimento generale.

Tutto si raffredda invece all’ingresso degli Eldrich. Gruppo di esperienza, attivi sin dal 1991, suonano un prog metal piuttosto pesante da ascoltare. In tour per promuovere il nuovo album  live “Livequake”, gli Eldrich molto probabilmente sentono il fatto che il pubblico è davvero esiguo. Infatti la loro performance si rivela un vero e proprio buco nell’acqua. Quasi nessuno li acclama, in pochi cantano le loro canzoni, vittime probabilmente dell’esibizione precedente dei Kiuas. Ho avuto occasione di sentire il loro cd live prima del concerto, e prima ancora li avevo visti ad un Evolution festival, e l’impressione in tutti e due i casi era stata più che positiva. Una band che nel tempo ha mutato molto, sia musica che line up, partendo dall’heavy metal, passando per il trash e terminando con una sorta di prog metal, genere che in Italia proprio non va, tranne alcune eccezioni. Alla fine 10 pezzi abbastanza deludenti, anche e soprattutto come esibizione. Nonostante l’enorme esperienza accumulata suonando in tutto il mondo, tra festival, tour da gruppo supporto e da headliner, la carica espressa dai 5 italiani è pressoche nulla; insomma tanto fumo e poco, pochissimo arrosto.

 Cambia del tutto l’atmosfera. Le luci si abbassano, la musica di sottofondo si placa. Il palco è vuoto quando iniziano a risuonare le note dell’intro di “Into the Fire” ed iniziano a salire sul palco i protagonisti Mark Cross si dietro la sua splendida batteria con i piatti a forma di croce (mica per nulla si chiama Cross…), pian piano entrano tutti, da Christo a Katsionis fino al leader Gus G. ed al frontman Apollo Papathanasio, presente nonostante una fastidiosa infezione alla gola che qualche giorno dopo farà saltare la data di Treviso. Nonostante questo Apollo da sfoggio di un carisma ed una potenza vocale incredibile, mentre il pubblico inneggia i Firewind e canta fino allo sfinimento. Ad ogni “Into the Fire” intonato dai presenti Apollo si illumina e nonostante i suoi problemi da il meglio di se. Gus G. invece inizia molto nervoso, infatta la cassa davanti a lui non sembra andare, e a quanto pare sembra che lui non si senta. Le casse verso di noi invece funzionano alla perfezione, così che possiamo gustarci tutte le delizie di cui Gus è capace. Il problema si protrae anche nella seconda canzone, “Head Up Hight” con un via vai di tecnici intorno alla cassa.

I Firewind però non ne risentono e danno sfogo a tutta la loro carica ed energia che hanno in corpo. La prestazione è maiuscola, la partecipazione del pubblico incredibile. Saremo stati non più di settanta, ma sembravamo duemila da tutto il baccano che facevamo. Rimango stupito anche dalla bravura degli altri membri: strepitoso Cross nel suo assolo di batteria, come incredibile anche Katsionis che si districa tra chitarra e tastiera come se nulla fosse. Ogni pezzo è un boato, cantato a squarciagola da tutti in sala, è l’ultimo album che piace di più; infatti dopo “Into the Fire” ed “Head up Hight” il pubblico esplode sulle note di “Mercenary Man” . Arrivata la classica pausa di riposo della band, al rientro è Katsionis che scuote tutti piazzandosi alla pianola ed intonando le note di un'altra canzone di “The Premonition”: “Maniac” cover della celebre canzone portata al successo dal film Flashdance.

E’ una sorpresa perché nel precedente live con i Kamelot questa canzone non è stata fatta, quindi ulteriore motivo di interesse per l’assolo davvero impegnativo che la canzone propone; beh neanche a dirlo Gus l’ha svolto in maniera impeccabile, con piccole sfumature aggiunte da lui giusto per renderlo più difficile( come se già non lo fosse). Si termina con “Fallin to Pieces” traccia del penultimo album “Alliance” tra l’acclamazione generale per i Firewind ed un abbraccio che Apollo fa ai presenti di una parte della prima fila gettandosi letteralmente su di loro. Tredici pezzi di pura classa, talento, stile ed immenso professionismo. E’ facile suonare con migliaia di persone davanti e fare una buona performance, ma se si è in pochi e per lo più non sei neanche in forma fisica,eppure dai il 200% come fatto da loro, li meriti un vero e proprio elogio: STREPITOSI!!!!

Kiuas:6.5
Eldrich:5
Firewind:8.5

Cristian

<<< indietro



   
Buzzøøko
"Giza"
Carnera
"La Notte Della Repubblica"
The Doomsday Kingdom
"The Doomsday Kingdom"
Northway
"Small Things, True Love"
Kill Your Karma
"What Hides Behind The Sun"
L’Ira Del Baccano
"Paradox Hourglass"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild