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Evolution Festival 2008 - Idroscalo - Milano - 11-12/07/2008

L’Evolution Festival attualmente rappresenta il secondo festival metal italiano per importanza. quest’anno si è svolto nei giorni 11 e 12 Luglio (date poste tra il Gods Of Metal e l’attesissima discesa in Italia dei Metallica e che hanno forse parzialmente oscurato questo).

11 Luglio:
A causa di un disguido da parte dei mezzi pubblici (al pullman che mi avrebbe dovuto portare all’Idroscalo gli si è forata una ruota ed ho dovuto aspettare che passasse l’altro) arrivo in ritardo. Infatti quando varco i cancelli gli Illogicist hanno già iniziato a suonare. La cosa che mi ha stupito è che di pubblico ce n’era veramente poco e la cosa non è migliorata molto nell’avanzare della giornata. Da quel poco che ho ascoltato del loro show, ho riscontrato una band che rende in sede live e che incentra maggiormente il suo show sulla potenza dei loro brani senza esaltarsi troppo (atteggiamento che ricorda molto i defunti Death). Essendo stata la seconda volta che ho avuto modo di vedere la band in sede live (la prima volta fu al S-Hammer lo scorso anno) devo dire che le doti tecniche della band sono migliorate parecchio, continuate così ragazzi!
Cambio palco e in meno che non si dica ecco salire sul palco i Dark Lunacy, band che ogni volta che ho avuto modo di vedere on stage mi ha fatto sempre divertire, a questo giro non è stata un’eccezione alla regola. I 30 minuti di tempo a loro disposizione sono praticamente volati tra cori, saltelli e spintoni.
Dopo i Dark Lunacy continua la fiera del death metal con la volta dei Sadist.
Trevor e company dal vivo sono una sicurezza, nel tempo a loro disposizione hanno praticamente distrutto tutto e tutti, inutile stare qui a discutere sulle doti tecniche dei componenti della band che come sempre non sbagliano assolutamente nulla dal vivo. Inoltre è risaputo che Trevor è un animale da palcoscenico, come incita il pubblico lui nessuno altro lo fa!
Molti stavano attendendo questo momento, scesi i Sadist dal palco è la volta di una delle band metal più amate in Italia (sarà forse che rispetto alle altre band del genere sono i più melodici), cari lettori, sto parlando dei Korpiklaani. Divertente, fottutamente divertente è stata la performance della simpatica e poco sobria band in cui il tempo passato in una maniera incredibile. Anche se penso che ciò sia accaduto perché il tempo a disposizione della band (45 minuti) era relativamente esiguo.
Dopodiché tocca agli Evergrey salire sul palco e dopo l’euforia e la stanchezza post-Korpiklaani è stato difficile il compito (bisogna sempre pensare che questa band propone del progressive metal) di riuscire ad avere la piena attenzione da parte dei presenti, ed infatti molti ne approfittano per fare le loro cose (mangiare, bere e farsi un giro per gli stand). Nonostante ciò la band ha dato una buona prova e, conoscendola poco (eh si, non chiamatemi deficiente, ognuno ha le sue pecche!) mi ha convinto a tal punto che cercherò di recuperare qualche loro album.
Passata l’ora a disposizione degli Evergrey è la volta degli svedesi Dark Tranquillity.
Scaletta magnifica quella proposta dalla band che proposto brani tratti da un po’ tutta la sua discografia prediligendo però i brani tratti  dagli ultimi lavori. Il momento da ricordare di questa prima giornata è l’esecuzione un’emozionante “Lethe” che ha concluso lo show. Convincenti in tutto, hanno fatto letteralmente volare il tempo a loro disposizione facendo divertire il pubblico. La band è ormai diventata, a mio parere, una sicurezza in sede live. L’atmosfera si sta riscaldando, molti dei presenti sono qui apposta per la band che sta per suonare, sto parlando dei finlandesi Sonata Arctica. Sinceramente non so cosa ci trovino di bello in questa band, personalmente il loro show è stato semplicemente un’ora e venti di sonno profondo da cui mi sono ripreso soltanto quando sale sul palco la mia più grande attesa di quest’oggi, i Cavalera Conspiracy. La band nel tempo a sua disposizione ha proposto interamente il loro debut album “Inflikted” ma ha anche trovato spazio per suonare le pietre miliari che molti dei presenti (me compreso) volevano ascoltare, presentando (non in ordine si esecuzione): “Refuse/Resist”, “Territory”. “Trops Of Doom”, “Roots Bloody Roots”, “Arise”, “Attitude” e “Inner Self”.
I componenti principali della band pare che con questo progetto abbiano preso nuova vita dando  mettendo in piedi uno spettacolo decisamente energico, violentissimo e inarrestabile in cui protagonista principale è stata la passione e la voglia di suonare assieme. Tremate gente i fratelli Cavalera sono tornati più in forma che mai!!!

12 Luglio:
A causa di un ritardo da parte dei mezzi pubblici (eh, purtroppo sono stato sfortunato) che mi avrebbero dovuto portare in orario all’Idroscalo per poter vedere dall’inizio il festival, arrivo in ritardo e mi perdo del tutto l’esibizione degli Idols Are Dead (ero curiosissimo di ascoltarli dal vivo ma credo che ci saranno altre occasioni per poter vederli). Appena entro nell’area del festival già noto che rispetto alla giornata precedente, i presenti sono molto più numerosi. Intanto si sente il suono di un carillon proveniente dal palco, segno che i Necrodeath stanno per aprire le danze. Non ho mai nascosto che la band dal vivo non mi ha mai entusiasmato più di tanto, in parte a causa di un Flegias che in sede live non ha reso come su disco. Invece questa giornata mi ha fatto ricredere sulla band che ha proposto uno show davvero trascinante in cui protagonista è stato proprio un violento Flegias dando un buona prestazione con la sua voce.
Continua la giornata con la performance dei romani Novembre.
I 45 minuti a loro disposizione stati fruttati al massimo dando vita ad una performance qualitativamente di alto livello. Inarrestabili (non c’è stata alcuna pausa tra un brano e l’altro), impeccabili nell’esecuzione, sono stati proposti più di dieci brani soddisfacendo a pieno tutti i presenti che spesso supportavano la band intonando cori. Ottima prestazione della band che si sta facendo amare sempre più dai metallari nostrani e soprattutto dal sottoscritto.
Tocca ai Pain Of Salvation e molti presenti si allontanano da sotto il palco per andarsi a fare un giro (proprio come è successo il giorno prima con gli Evergrey, cosa che mi fa dedurre che al pubblico dell’Evolution di quest’anno non piace molto il progressive metal). Io ho seguito lo show della band e sono anche bravissimi tecnicamente niente da dire su ciò, ma non mi ha particolarmente colpito.
Solo 45 minuti ha suonato la band e per il sottoscritto pare che abbia suonato per due anni, credetemi, sembrava che il tempo non passasse mai… Quando questa band ha (finalmente) terminato il suo show mi torna su il morale perché si stanno preparando gli statunitensi Death Angel. La band ha energia da vendere e per tutta la durata del suo show non ha mai abbassato il tiro. Davvero potentissimi e una volta terminato il loro show avevo ancora voglia della loro musica.
L’atmosfera si sta facendo sempre più calda ed ecco che a salire sul palco è la volta di una delle band più attese dai presenti, i teutonici Gamma Ray.
Nell’ora e dieci a disposizione della band messo in piedi un divertentissimo spettacolo in cui il tempo è praticamente scorso via velocemente, presentando una scaletta dei brani attingendo a piene mani in un po’ tutti i lavori della band e in più qualche cover dei primi Helloween. Buona è stata soprattutto la prova del singer che la prima volta che vidi la band (al XIII Agglutination) non mi convinse del tutto.
Quando scende dal palco la band capitanata da Kai Hansen, finalmente è arrivato il momento che io ho aspettato più di tutti, quello di vedere gli Opeth dal vivo. Che dire sul loro show? sicuramente nulla di negativo se non che i suoni inizialmente erano un po’ sporchi ma che, messo a posto questo piccolo problemino, è stato uno show da orgasmo, con un’esecuzione dei brani perfetta, sicuramente sono stati la migliore band del festival.
Peccato però che appena la band termina il suo show inizia un bel temporale estivo (la scena che ricorderò per tutta la mia vita sarà l’esibizione di “The Drapery Falls”, brano che ha chiuso lo show della band, arricchito da uno sfondo spettacolare di lampi e tuoni, tutto come se fosse stata un’immensa scenografia) in cui sono caduti chicchi di grandine grandi quanto albicocche che hanno distrutto il mixer e fatto saltare così l’esibizione degli In Flames.

Considerazioni finali: nubifragio a parte, l’Evolution di quest’anno è stato un festival degno di avere un pubblico numeroso per l’alta qualità delle band partecipanti, l’organizzazione è stata ottima (i prezzi del cibo e delle bevande erano accessibili), per quanto riguarda i suoni erano quasi sempre cristallini, orari delle band rispettati a pieno, ottima idea quella di proporre un palco b (idea già usata l’anno scorso al Gods Of Metal ma quest’anno messa da parte da questo) in cui si sono esibite, solo nella giornata del 12, band underground durante i cambi sul palco principale. Insomma un bel festival che non ha ricevuto il dovuto riscontro da parte del pubblico.

Pax (Antonluigi Pecchia)

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