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DISSONANT NIGHT - Giovinazzo - 10/07/08

La Dissonance Cospirancy è una agenzia dedita all’organizzazione di concerti per band metal-hardcore, operante nella zona di Bari. Il progetto nasce nell’Ottobre del 2007 dalla voglia di divertirsi e supportare la scena underground italiana di Francesco “paCMan", voce dei BackJumper, e Andro, bassista degli Zdreus. Del gruppo fanno parte anche Silvia "Solitude" di Obscure Chaos Design e Sergio "ZazOne" di Idea Rock Team, piccole formiche che unite riescono a costruire grandi cose: c’è chi si interessa di allacciare amicizie con i vari gruppi, chi si impegna a valorizzare l’immagine dell’agenzia con locandine e fotografie e chi non lascia mai un spazio vuoto durante lo show con le proprie selezioni.

Questi giovani ragazzi ci presentano un concerto dal titolo Dissonant Night con il palco che avrà il grande onore di essere calcato da BIOERASER (http://www.myspace.com/bioeraser), CO:DE (http://www.myspace.com/codearea) e HATRED SIGHT (http://www.myspace.com/hatredsight). Per chi conosce queste band sarà facile capire come mai la scelta del nome della serata. Dissonant perché ogni band propone un suo personale sound ben distinto anche se è netto il filo conduttore che caratterizza la serata. La location è quella dell’Arci Tresset di Giovinazzo, luogo con alle spalle diverse esibizioni live, metal e non. Il posto è accogliente con un grande spazio davanti al set, particolare che può essere un pregio ma anche un difetto, in quanto difficile da riempire per dar vita ad un (in)sano pogo liberatorio; unica pecca è l’impianto luci e audio che meriterebbe una sistemata, forse giusto il tempo di far ingranare bene le cose. La serata parte in ritardo per problemi con i Sound Check, ma Topone dei Deez Nuts con la sua flemma riesce a sistemare tutto al meglio. Purtroppo non si può pretendere di portare a 300 chilometri orari un maggiolone cabriolet: lo stile c’è manca solo la potenza.
La band con il duro compito di rompere il ghiaccio è quella degli HATRED SIGHT gruppo fresco fresco, sonorità che spaziano dall’industrial delle tastiere di Carmine, al groove thrash della batteria di Riccardo, dall’aggressività hardcore delle chitarre di Fabio e Davide ad un cupo e corposo basso di Giuseppe fino all’imprevedibilità del vocalist Francesco.

La band apre con il brano “Sigh of the owl” presente nella loro demo CD, impatto devastante come quando corri verso le porte automatiche di un supermercato senza renderti conto che i sensori sono presenti solo dal lato opposto. Il pubblico però non è ancora abbastanza caldo e allora i sei decidono di infuocare il concerto con una cover degli In Flames “Trigger”; dopo presentano 2 inediti “For Sale” e “Soffoc[hate]” con la prima più apprezzata dal pubblico, e poi ancora un pezzo “Death zone” estratto dalla loro demo. Concludono la loro esibizione con un’altra cover “New Beginning” dei Threat Signal.Che posso dire di questa band, le sue sonorità sono un mix perfetto tra Mnemic e Soilwork con le nuove tendenze di metalcore. Il gruppo paga molto in presenza scenica - difficile ritagliarsi un pezzo di palco quando si è in sei - ma comunque buona prova per Carmine, Giuseppe e Francesco, mentre un po’ sottotono le due chitarre e la batteria. Mi è capitato di sentirli meglio in precedenti occasioni.
Piccola pausa per il cambio palco, pausa per la musica live perché parte subito ZazOne con le sue selezioni esclusivamente metal. Il tempo di tre pezzi, i musicisti sono pronti ed ecco i Co:De da Taranto, gruppo nu metal con cantato in Italiano, scelta che rende i testi di facile comprensione a tutti ma che in musicalità a mio parere penalizza un po’. Tra le fila della formazione tarantina troviamo quattro pazzi e incredibili musicisti: Stafano alla voce, Alessandro alla chitarra, Claudio al basso e Davide dietro le pelli. Una combo più compatta ma con una gran potenza, velocità e precisione, tipica dei personaggi femminili dei più classici picchiaduro come Xiaoyu di Tekken. Basi fondamentali di questo gruppo sono i tempi sincopati del batterista - mi lascio andare ad un intercalare molto usato a Bari “tutto nervi” - per passare a linee di basso complesse tipiche del nu-metal, una grande chitarra in stile rapcore e un cantato che spazia dallo screaming al growl passando dal melodico.

La band presenta un repertorio inedito e parte con “Ascolta te stesso”. Gente ce n’è poca ma un piccolo gruppo di irriducibili fa casino per loro sotto il palco, mentre più dietro il pubblico ascolta e si gode lo show più attentamente. Il secondo pezzo “Fame” mi sa che ne fa sentire un po’ agli amplificatori che iniziano a friggere e a far saltare il suono, nonostante tutto il gruppo decide di andare avanti suonando “:” e COmincia DEntro” traccia ascoltabile sul loro myspace. Terminano la loro esibizione con “Un passo alla follia”.La presenza scenica e la capacità di divertirsi c’è tutta nel quartetto tarantino per questa serata a mancare è la fortuna, ma ci saranno senza dubbio occasioni per rifarsi.
Chiude la serata, o meglio la nottata perché si è un po’ sforati con l’orario, i Bioeraser, che dopo un drastico e rivoluzionario cambio di Line Up tornano con ancora più grinta ed esperienza. I nuovi innesti sono Carmine alle tastiere (stesso tastierista degli Hatred Sight) e Giuseppe al basso (solo un caso di omonimia con il bassista degli Hatred Sight) mentre le colonne portanti della Band restano Luigi alla chitarra, Damiano alla voce e Michele alla batteria. Il sound è veramente perfetto, giusto, niente sbavature o eccessi, in una parola sola SERIETÀ. Lo stile mastodontico di chitarra e batteria mi hanno lasciato impietrito, tecnica, tocco e velocità, doti che maturano solo con l’esperienza; ancora più a suo agio, Carmine alle tastiere sfoggia una grande inventiva e sperimentazione con il suo strumento, mentre il nuovo bassista da l’impressione di essersi trovato perfettamente nella ritmica del gruppo. Completa il tutto una potenza vocale non indifferente anche se non guasterebbe una maggiore accuratezza nella cover.

Il gruppo ha poco tempo per esibirsi in quanto il campeggio vicino si lamenta dell’alto volume della musica. Propongono senza indugiare “Poison”, un pezzo che lascia gli spettatori contaminati dalle loro capacità. A seguire altri due brani inediti “Reflected Frames” e “Cold Breath”. Il gruppo monopolitano ci saluta dandoci la buona notte con “Replica”, cover dei Fear Factory. In conclusione buona prova per tutti, resta l’amaro in bocca per una fine anticipata.

Jetraxim







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