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Alter Bridge + Logan – Alcatraz (Milano) - 29/11/2008

Probabilmente il concerto più emozionante a cui ho assistito quest’anno.
Al di là di qualsiasi previsione ed immaginazione: assolutamente strepitosi, questi sono gli Alter Bridge. Già si annunciava un evento con il sold out di un locale che ultimamente un gruppo metal fa fatica a riempire, in più le performance strepitose di Mark Tremonti & co. han permesso ai presenti di vedere qualcosa di davvero unico. Gente in fila già dal pomeriggio, coda incredibile all’apertura delle porte sotto una pioggia battente per un concerto che non bisognava perdere per nessun motivo. Andiamo in ordine: come già accennato tutto inizia con una pioggia battente che ci attende fuori dall’ingresso dell’Alcatraz. Io arrivo all’incirca alle 18.20… e la coda è già lunghissima.
Tutti rumoreggiano e cercano di scaldarsi inneggiando ai propri idoli, qualcuno mi dice che la gente era li sin dalle 15 del pomeriggio… pazzesco visto che la pioggia su Milano inizia a scendere sin dalle 17. All’apertura tutti dentro per accaparrarsi i posti più vicini al palco. Questa volta io desisto, e  mi accomodo su un soppalco sistemato alla sinistra del palco più o meno all’altezza del mixer. Sono le 19.30 quando riesco a prender posto, e la gente è già numerosa all’interno del locale. Spaccano le ore 20 ed i Logan scendono sul palco, puntuali come orologi svizzeri. Mi ero informato sul loro conto, visto che non li conoscevo, ed ho scoperto che sono un gruppo hard rock scozzese.

Come iniziano a suonare noto già qualche problema di acustica, infatti qualche cassa “fischiava” rendendo l’ascolto dei vari pezzi un po’ fastidioso in certi tratti. Il genere è molto simile a quello degli Alter Bridge, a mio avviso più del genere Creed, cioè molto più potente, infatti il pubblico ha gradito molto la prestazione offerta dai cinque scozzesi. Il loro sound è poderoso, carico di adrenalina ed anche il gruppo: un gruppo molto dinamico che fa della carica adrenalinica il loro punto di forza. Prestazione davvero ottima nonostante il fastidioso rumore derivante dalle casse che dura tutta l’esibizione durata nel complesso 45 minuti. Terminato il concerto dei Logan via tutto…inizia il via vai dei tecnici per sgomberare il palco da coloro che stanno per arrivare: Gli Alter Bridge.

L’inizio questa volta è puntuale: le luci si abbassano ed alcune luci rosse girovagano tra palco e pubblico nell’oscurità più concreta, quando le ombre dei protagonisti si fan spazio nel buio ed iniziano a prender posizione per un avvio che fa presagire che la scaletta sia la stessa di Cortemaggiore: “Come to Life”. Come sempre strepitosi, con un Myles Kennedy che inizia subito con la chitarra in mano e va a conquistarsi la scena con una voce incredibile. Si continua lo show con Myles sempre più divo e protagonista della scena, fin quando arriva il momento degli assoli di Tremonti; in quei momenti la scena è sua senza discussione, infatti Kennedy sembra quasi allontanarsi e lasciar, giustamente, la scena a Mark. Un atteggiamento che in realtà sembra avere spesso, infatti non cerca di strafare con la voce, anzi si limita allo stretto necessario( e non è che sia poco…). E’ alla chitarra che stupisce, sembra migliorare a vista d’occhio, una prestazione anche li eccellente data dall’esecuzione di vari riff ed assoli. Ciò si denota ancor di più quando sulla scena, nel buio tra un pezzo e l’altro appare uno sgabello dove Myles ci si accomoda impugnando una chitarra classica. Poco ci vuole per capire il pezzo che verrà suonato, soprattutto quando ricorda Cristina Scabbia con cui ha duettato: sto parlando di “Watch Over You” eseguita interamente in acustica, momento davvero memorabile e splendido!

Si ricomincia con la carica del pezzo che apre l’ultimo album “Blackbird” ovvero “Ties That Bind”, seguita dalla traccia che da il nome  all’album: “Blackbird” appunto, ma l’apice si raggiunge con una canzone non suonata al Fillmore, la dolcissima “In Loving Memory”, di una bellezza straziante visto il significato della canzone(scritta da Tremonti in ricordo della madre scomparsa). Commuovente all’inverosimile per quello che a mio avviso resta il momento più bello della serata! “Metalingus” e “Open Your Eyes” sono le canzoni che terminano la prima parte, delineata dalla classica pausa.

La ripresa è altrettanto commuovente con la dolcissima “Broken Wings” tratta sempre dal primo album “One Day Remains”, eccezionale ballad che racchiude tutta l’essenza degli Alter Bridge con il forte suono della chitarra abbinata alla melodiosa e suadente voce di Kennedy. Il concerto termina alla grande con “Rise Today”, pezzo energico e ritmato per l’esplosione e l’acclamazione di un delirante Alcatraz. Insomma, destinati ad entrare nell’olimpo dell’hard rock mondiale, mi fa piacere che gli Alter Bridge abbiano raggiunto una certa popolarità anche in Italia!

Christian

Voti:
Logan-7.5
Alter Bridge-9.5

Scaletta:

1) Come To Life
2) Find The Real
3) Before Tomorrow Comes
4) Brand New Start
5) White Knuckles
6) Buried Alive
7) One Day Remains
8) Watch Over You
9) Ties That Bind
10) Blackbird
11) In Loving Memory
12) Metalingus
13) Open Your Eyes
-----------------------
14) Broken Wings
15) Mudbone
16) Rise Today

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