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:: TRIVIUM + ANNIHILATOR + SANCTITY - 25 Maggio 2007, Milano – Rainbow Club

La prospettiva di un concerto al Rainbow Club di Milano non è certo delle migliori perché gli spettacoli si tengono nel sotterraneo, dove il soffitto bassissimo e nelle giornate primaverili la temperatura e l’umidità all’interno raggiungono picchi inimmaginabili, tanto che, durante l’esibizione dei Trivium, un ragazzo sverrà sotto il palco e si renderà necessario interrompere lo show per potergli prestare soccorso.

L’apertura del concerto spetta ai Sanctity, gruppo proveniente dal North Carolina e scoperto dal frontman dei Trivium Matt Heafy. I quattro, sotto contratto con la Roadrunner, sono in tour per presentare il loro debut album, “Road To Bloodshed”, un concentrato di thrash e classic metal di matrice statunitense dall’impatto davvero notevole. I quattro propongono buona parte dei pezzi dal loro disco, e le esecuzioni di “Beneath The Machine”, “Zeppo” e “Billy Seals” destano l’interesse del pubblico, che mostra il suo apprezzamento scatenando un violento pogo. Un complimento particolare va all’istrionico frontman Jared MacEacheren, che, nonostante la giovane età, mostra già tutto il carisma e le capacità dei colleghi  più blasonati. Se continuano su questa strada i Sanctity avranno di sicuro un radioso futuro, e ne sentiremo di nuovo parlare.
Dopo una ventina di minuti scocca l’ora degli storici Annihilator, attesi dal sottoscritto con grande trepidazione ma che purtroppo si renderanno autori di una prestazione scialba ed incolore. Il gruppo di Jeff Waters, da poco tornato sul mercato con “Metal”, non appare assolutamente affiatato e le nuove composizione non sono affatto convincenti. Gli unici momenti del loro show degni di nota sono le esecuzioni dei classici “Alison Hell”, “Never Neverland” e “King Of The Kill”, che destano nell’animo dei fan una certa malinconia al pensiero di  ciò che gli Annihilator sono stati in grado di comporre e a quel feeling, ormai perduto, che li contraddistingueva. L’unica tra le nuove composizioni a nostro parere degna di nota è “Kicked”, che gode, sia sul disco sia sul palco, della vitalità dei riff aggressivi dello special guest Corey Beaulieu dei Trivium. L’ultima volta che assistetti a un concerto degli Annihilator fu al Wacken Open Air del 2003, ed allora i canadesi si resero autori di una prova spettacolare e grintosa, mentre questa esibizione milanese mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Speriamo sia stato solo un concerto sfortunato e non l’inizio della fine per questa importantissima formazione!

Terminato il concerto degli Annihilator siamo usciti dal Rainbow Club per prendere un po’ d’aria e dissetarci, in quanto all’interno del locale, ormai tutto esaurito, l’atmosfera era completamente irrespirabile. Sulle note dell’intro “One Winged Angel” ci rituffiamo nella bolgia infernale appena in tempo per vedere i Trivium salire sul palco e calare subito uno dei loro assi “Entrance Of The Conflagration”, apprezzatissimo dai fan. Il concerto prosegue con altri grandissimi pezzi, come “Ignition”, “Anthem (We Are The Fire)”, “Dying In Your Arms”, “A Gunshot To The Head Of Trepidation”, cantati  a gran voce da un pubblico per lo più di giovanissimi. Nella scaletta c’è pure spazio per il brano metalcore “Ember To Inferno”, tratto dall’omonimo album di debutto del 2003. La prestazione sul palco dei Trivium è ineccepibile, come avevano già ampiamente dimostrato a dicembre nelle loro date di supporto agli Iron Maiden, con Heafy e Beaulieu che intrecciano di continuo assoli, riff e parti cantate in growl e in pulito. Dietro le pelli il batterista d’origine italiana Paolo Gregoletto e una macchina per precisione e potenza, e tutto il gruppo mostra quell’affiatamento che tanto è mancato agli Annihilator. La proposta musicale dei Trivium non sarà senza dubbio il massimo dell’originalità, ma hanno il pregio di riportare l’attenzione, soprattutto dei più giovani, sul thrash anni ottanta. I Trivium concludono la loro esibizione con la hit “Pull Harder On The Strings Of Your Martyr”: li aspettiamo di nuovo in Italia per un altro entusiasmante concerto.

Marco Cramarossa & Chiara Ciurli

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