::
INTERVISTA A DARIO MOLLO E TONY MARTIN DEI THE CAGE - leggi
la bio dei Crossbones / Dario Mollo
D -
Di solito non mi sbilancio mai nel fare apertamente i complimenti ad un
artista, ma questa volta credo proprio di fare un'eccezione, considerando
che poi c'� di mezzo un certo Tony Martin che ho sempre ammirato. Direi
che The Cage 2 � l'ideale connubio tra influenze del passato, stili diversi
e le tue personali "rivisitazioni" che rendono al disco un sound "attuale"
e lascia ben poco spazio alla superficialit�, giusto?
R - Grazie per i complimenti, sono onorato che ti piaccia "the cage 2",
devo dire che hai proprio colto nel segno, e' un misto di classico e di
modernita' allo stesso tempo.
D - The Cage � da considerarsi un tuo progetto solista o una band a tutti
gli effetti?
R - E' un progetto solista che ha i lati positivi e l'amalgama di una band.
D -
Conoscendoti dai tempi dei Crossbones, ti ho sempre reputato un "perfezionista",
sempre alla ricerca della precisione, dell'alta qualit� e della competitivit�,
a costo di fare passare anni di lavoro per raggiungere l'obiettivo prefissato.
E' forse questo un pregio che � mancato a molte bands italiane in passato
ed ancora oggi?
R - Diciamo che non � sempre facile dire no fino a quando non si e' assolutamente
soddisfatti del proprio lavoro, comunque e' una questione di carattere,
di testardaggine e di rispetto per i fans che acquistano i tuoi lavori.
D - Sar� anche per la tua passione ad avere il meglio che ha facilitato
collaborazioni con personaggi di elevato spessore, da Don Airey (fin dagli
anni '80) a Tony Franklin?
R - Si, e' gia' difficile partire dall'Italia con questo genere di musica,
in piu' se si parte col piede sbagliato�..
D -
Sfatiamo la leggenda che vuole spesso le rockstars come persone viziate
e desiderose solo di guadagnare soldi. In verit�, come � stato lavorare
con persone del calibro di Martin e Hughes?
R - Non mi riesce proprio di considerare le persone "famose" come una casta
superiore, per me conta quello che hanno da esprimere artisticamente, comunque
piu' un musicista e' bravo e piu' e' umile e rispettoso del lavoro altrui.
D - A proposito di Hughes, ci sar� un seguito al progetto Voodoo Hill?
R - Presumo di si.
D - Credo che nei tuoi due albums Tony Martin canti con una voce molto
pi� versatile rispetto ai dischi con i Black Sabbath, questo dovuto forse
anche alle variet� delle musiche da te composte. Qual � il tuo giudizio
definitivo in proposito?
R - Si la mia musica e' un po' piu' varia e di solito lascio molta liberta'
di espressione.
D - Come vi siete ritrovati tu e Martin nei panni di novelli Page-Plant
in "Dazed And Confused"?
R - Una faticaccia, riprodurre quelle atmosfere non e' stato facile.
D - Non esiste un'amichevole e rispettosa competizione tra te e Aldo
Giuntini, dato che vi dividete lo stesso vocalist per i vostri lavori?
R - Assolutamente no, pensa che sono io a produrre tutti i lavori di Aldo.
D - E' proprio vero che "chi fa da se fa da se fa per tre"? (mi riferisco
al tuo Damage Inc. studio)
R - Parole sante, mi manca solo di mettere su una label e ho chiuso il cerchio.
D - Che ricordi hai dei Crossbones e c'� un filo conduttore che lega
il passato con gli attuali The Cage?
R - Nulla e' cambiato dai tempi dei crossbones, ho sempre lo stesso approccio
nei confronti della musica.
D - Ammesso che in Italia si creino i presupposti giusti, vi muoverete
per delle date live?
R - E' probabile.
D - Dopo gli ottimi risultati di The Cage 2, penso che tutti aspettino
The Cage 3 (come la saga Led Zeppelin?), ci stai gi� pensando?
R - Sicuramente si, visto poi che il connubio con Tony funziona alla grande.
TONY MARTIN
D - Allora Tony, leggendo oggi le lyrics, sembra che tu abbia avuto una
maggiore ispirazione nel comporle rispetto a "The Cage 1". Se � vero, a
cosa � stato dovuto tutto ci�?
R - Hai saputo del mio divorzio, vero?!!!
In effetti ho passato veramente un brutto periodo, ma che fortunatamente
sono riuscito a superarlo con abilit� e a trasformarlo per un buon uso creativo.
D - So che parteciperai ad un altro album di Aldo Giuntini, ma che differenze
ci trovi nel lavorare con lui e con Dario Mollo?
R - Dario � molto pi� sperimentale di Aldo, infatti � possibile trarre molte
pi� idee con The Cage. Aldo ha molte idee chiare su ci� che vuole ascoltare
ed � un vero guitar player. Diciamo che in entrambi i casi sento il bisogno
di cambiare la musica per trovare le vocals giuste, e con le composizioni
di Dario sono pi� abile nell'esplorare pi� soluzioni tecniche che con Aldo.
D - Al momento partecipi soltanto come special guest in vari progetti.
Secondo te � meglio lavorare in questo modo o magari essere leader di un'"unica"
band?
R - A breve ci sar� un'offerta per le case discografiche di un solo
project a nome Tony Martin e spero sinceramente che ora possa proporre la
mia propria musica.
D - Senza voler entrare troppo nei dettagli, come � nato un testo come
quello di "Guardian Angel"?
R - Non c'� una spiegazione specifica. In un certo senso ho solo cercato
di parlare in modo divertente, di come molta gente pensi che ognuno di noi
abbia "qualcuno" che li osservi e che li guidi�
D - Scusami, ma mi sembra d'obbligo una domanda sui Black Sabbath.
Supponiamo che dall'altra parte del telefono ci sia Tony Iommi che ti propone
di tornare a fare qualcosa con loro, tu cosa gli risponderesti?
R - Sabbath�? No!
Iommi�? Beh�Forse!
D - Bene�Hai avuto occasione di conoscere la scena hard-heavy metal italiana?
R - Non molto bene, dal momento che non � molto diffusa nel resto del
mondo.
R
DARIO MOLLO/TONY MARTIN - THE CAGE 2 - FRONTIERS REC. 2OO2
 |
Nella vita esistono emozioni che
non sempre si riescono a tenere a freno, soprattutto se queste arrivano
cos� forti e tanto inaspettate, in grado di cancellare d'un sol colpo
anche se solo per poco, le giornate nere, le preoccupazioni o i problemi
che spesso la vita stessa ci riserva. Non dico ci� solo per la passione
smisurata che ho verso la musica (quella buona intendo) e non sar�
neanche retorica questa (�nessuno mi ha pagato per tali affermazioni�),
ma all'ascolto di The Cage 2 mi sono ritrovato, se da un lato con
gli occhi lucidi tra meraviglia ed entusiasmo dinanzi alla bellezza
e alla qualit� dei brani contenuti, d'altro canto il mio pensiero
� andato a tutti coloro che con tenacia e testardaggine operano quasi
nell'ombra, lontano dai grandi riflettori e proponendo lavori carichi
di passione VERA, che avranno se non altro "piccoli" ma significativi
riconoscimenti da parte di un pubblico attento a diffidare dalle tonnellate
di spazzatura che il music business ed i mass media ci offrono. Per
i poco informati, The Cage 2 � il secondo capitolo del progetto che
vede coinvolti il chitarrista nonch� leader Dario Mollo (gi� ex dei
prime movers italiani Crossbones) ed il vocalist d'eccezione Tony
Martin (ex Black Sabbath su tutti) che in questa occasione sembra
essere entrato stabilmente in una line-up completata da ottimi musicisti
come Tony Franklin al basso (altro nome illustre), Roberto Gualdi
alla batteria e Dario Patti alle tastiere. Il fatto che il chitarrista
ligure venga "supportato" da gente di un certo calibro, non deve stupire
pi� di tanto se si pensa che gi� ai tempi dei Crossbones, poteva contare
sull'esperienza di un certo Don Airey (Rainbow, Ozzy,ecc.) o di Glenn
Hughes nel progetto Voodoo Hill di qualche anno fa. I continui riferimenti
a bands come Rainbow, Whitesnake o Black Sabbath (quelli delle epoche
Dio/Martin), assieme all'acume indiscutibilmente personale di Dario
Mollo, fanno di The Cage 2, un ideale connubio tra sonorit� del passato
(con opportune "rivisitazioni"), ed indovinate "sperimentazioni" che
lo rendono decisamente attuale. In una produzione curata nel dettaglio
e che rasenta la perfezione, ci� che forse ha colpito di pi� � stata
la versatilit� della voce di Martin, che sicuramente non lo scopriamo
oggi come ottimo singer, nel saper interpretare e a dare il giusto
feeling ad ogni brano, i quali non risultano poi tanto omogenei tra
loro: il riff plumbeo ed opprimente dell'opener "Terra Toria", che
sfocia in un refrain dai toni altamente melodici, la classica e americheggiante
"Overload", la sorprendente e trascinante "Life Love And Everything",
le veloci e dirette "Bilance Of Power" e "Guardian Angel", si tocca
poi l'apice con la lunga "Amore Silenzioso" dai vaghi imput orientaleggianti,
e poi ancora le atmosfere sognanti di "Wind Of Change", la classe
di "Theater Of Dreams", la sbarazzina "What A Strange Thing Love Is",
l'ottima "Poison Roses" e la cover di un classico come "Dazed And
Confused" dei Led Zeppelin, semplicemente da applausi. Questa la breve
(purtroppo) disamina delle canzoni contenute in un lavoro straordinariamente
sopra le righe. In trepida attesa di The Cage 3.
R
www.dariomollo.com |
|
 |
|
|
This text will be replaced
 Archivio video>>>
|