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:: INTERVISTA A PAUL CHAIN
ATTENZIONE: LA SEGUENTE INTERVISTA INSERITA IN RETE SOTTO ESPLICITA
AUTORIZZAZIONE DI PAUL CHAIN ED ATTUALMENTE SOTTO VISIONE E CORREZIONE DA
PARTE DELO STESSO. E' NOSTRO DOVERE INFORMARE DI CIO' PER EVENTUALI INESATEZZE
CONTENUTE IN ESSA.
È l’artista creativo, in genere a creare il futuro. Una civiltà priva di
persone creative, è una civiltà condannata.
http://web.tiscalinet.it/paulchain
e-mail: paul.chain@libero.it
PAUL CHAIN OFFICIAL FAN CLUB
C.P. 53 - 10140 DRUENTO (TO) ITALY
e-mail: pcofc@mail.com
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PAUL CON LO STAFF DI RAW & WILD
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Di seguito è riportato ciò che è stato
detto e fatto in poche ore con Paul Chain.
Premetto subito che questa che segue non è unintervista tradizionale
secondo la formula classica domanda-risposta.
Lappuntamento con Paul Chain in quel di Pesaro, si è rivelato
quanto più di interessante mi potessi aspettare. |
Infatti, nonostante avessi preparato con cura una ventina (!) di domande
da esporre al poliedrico musicista, il tutto si è svolto in una tranquilla
ed affascinante chiacchierata, senza particolari schemi preordinati; quindi
niente domande di quelle che avevo stilato e niente registrazione alcuna
della conversazione. Tutto questo per volere dello stesso Paul Chain, che
come ho potuto personalmente constatare, fa uso dellimprovvisazione
non soltanto con la proprio musica, ma anche con le situazioni
che egli giornalmente affronta.
Ma andiamo con ordine: innanzitutto è
il padrone di casa che ci guida nel conoscere gli studi
di registrazione siti nella sua abitazione, la nota Day Records, una
casa risalente al 600 di un centinaio di mq e dove ci vive da
una quindicina di anni. Con perizia tecnica e scrupolosa, ci illustra
le particolarità di tutto il complesso di registrazione.
Ogni stanza è praticamente uno studio di registrazione di cui
una funge da cabina di regia per il prodotto finale |
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Il discorso si sofferma sul fatto che lui è verosimilmente autodidatta,
da lì il racconto della sua infanzia e quindi della sua crescita artistica.

PRIMA CHITARRA
DI PAUL. |
Ho voluto imparare a suonare da solo
poiché non ho mai avuto voglia di studiare. Frequentando da ragazzino
il conservatorio, convinto dai miei genitori, capii che la cosa non
faceva per me (a parte che poi andavano avanti solo i raccomandati
),
così decisi di abbandonare gli studi dopo soli due anni di solfeggio,
nonostante ero considerato un bambino prodigio dotato di naturale
senso di apprendimento verso lo strumento. In un certo senso, è da
quando sono nato che ho avuto a che fare con la musica; mio padre
suonava la fisarmonica, mio zio la chitarra e poi alletà di
sei anni, mio nonno mi regalò una pianola e così cominciai da subito
a saperla suonare. Grazie a mio padre, che ascoltava Le Orme, e a
mio zio, i Pink Floyd, conobbi due grandi gruppi che mi influenzarono
non poco. Successivamente iniziai a suonare la batteria nella sala
prove di mio zio, poiché a casa mia madre non me lo permetteva; uno
strumento che ho sempre amato e che attualmente non suono più per
problemi fisici. |
Venivano fuori già le prime composizioni dedicandomi anche ad imparare
la chitarra (regalatami da mia zia) e il basso. Sempre da ragazzino entrai
a far parte di alcune bands. Da una in particolare ricordo che fui addirittura
cacciato perché avevo uno stile di suonare la chitarra poco tradizionale,
e pensare che da lì a poco fondai i Death SS, pensa un po
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Inevitabilmente il discorso sfocia sulla storica
band pescarese, tra passato e presente e sul suo ex amico Steve Sylvester
attraverso interessanti dichiarazioni.
I Death SS, nascono nel 77 come gruppo di rottura
verso le istituzioni con una forte attitudine punk. Allepoca
si viveva la realtà dei Sex Pistols e del punk inglese in generale
e ricordo che io, Steve e qualcun altro, eravamo gli unici punk in
tutta Pesaro. Alletà di 15 anni conobbi Steve, che tra laltro
abitava vicino casa mia; lui conduceva un programma musicale punk
in radio e sapevo che era un cantante, così gli proposi lidea
di fondare i Death SS. |
Lidea piacque subito a Steve che si occupò delle liriche ed io
della musica. Ben presto però lui si dimostrò una persona dalle manie di
protagonismo, accollandosi la paternità della band, come se fosse solo sua,
mentre io non solo mi occupavo della musica, ma anche delle scenografie
live e di scovare musicisti nella zona che andassero bene per il gruppo.
Il culmine della vicenda si raggiunse quando apparve il brano Terror
sulla compilation dell81 Gathered, dove Steve arrivò a firmare con
il suo nome lunico pezzo dove io, non solo avevo scritto la musica,
ma anche il testo!
Di comune accordo con gli altri della band, decisi di allontanarlo, sostituendolo
con Sanctis Goram. Steve si trasferì a Firenze e non lo vidi più.
Qualche anno dopo decisi di sciogliere i Death SS e fondare il Paul
Chain Violet Theatre. Nell87, dopo notevoli spese, faccio uscire insieme
a Marco Melzi della Minotauro Records, The story of Death SS 1977-1984
che voleva essere una commemorazione ad un gruppo avanguardistico per quegli
anni, ma poco dopo Steve, che già sapeva di questa operazione, subito ne
approfittò e mise su una bando registrando alla SIAE il marchio Death
SS a suo nome, facendomi passare solo per il chitarrista degli stessi.
Tutto questo successe perché allepoca non ritenevo necessario iscrivermi
alla SIAE, anche perché pensavo che Steve fosse scomparso per sempre e invece
Verso linizio degli anno 90, lui tornò a casa mia chiedendomi
scusa e tentando di ricucire il rapporto damicizia. Era il periodo
dei suoi album solisti. Però ben presto mi accorsi che la sua era soltanto
una scusa per sfruttare me e il mio studio di registrazione, così alla fine
gli diedi il master di Mad Messiah e linvitai a non tornare
più.
A me dispiace, ma il fatto è che lui si è rovinato con il suo presidenzialismo,
con le sue stesse mani, portando i Death SS ad un tracollo artistico inevitabile,
interessandosi solo del business, del denaro, tralasciando larte,
che io al contrario ritengo sia più importante senza abbassarmi a cialtronerie
di secondordine come sta facendo Steve ultimamente.
Parole pesanti quelle di Paul, i quale però
tiene a precisare che rivendica solo il giusto riconoscimento, sullintera
vicenda e per la sua persona, come artista che va fuori da qualsiasi
schema, quel riconoscimento che gli è stato negato anche dalla stampa
specializzata e che solo adesso sembra dargli ragione
Alla fine non me ne frega niente della sua carriera, ma
troppi anni sono passati nel silenzio, senza che ci siano stato i
giusti riconoscimenti anche da parte della stampa che ha molte volte
censurato le mie dichiarazioni a riguardo e su altri argomenti scottanti,
cosa che succede anche oggi. Sarà per questioni di ignoranza, di compiacimenti,
di ricatti, ma fatto sta che questo è successo solo in Italia. |
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In questi anno sono stato allestero pur rimanendo qui
a Pesaro ed è assurdo come un artista debba avere più riconoscimenti oltre
confine anziché nel proprio paese. Non ultima la mia comparsa (come unico
artista italiano) nellenciclopedia del rock mondiale di Martin Poppof.
Per quanto mi riguarda, continuerò a produrre per lo stato italiano, ma
di certo non mi venderò e non starò al gioco meschino delle case discografiche.
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Questo è il momento di maggior successo
per me e lo voglio sfruttare nel migliore dei modi, dopo anni di problemi
personali che mi hanno quasi distrutto psicologicamente e fisicamente.
Tuttora non godo di una situazione fisica ottimale, ma la voglia di
continuare cè. |
Recriminazioni, accuse pesanti rivolge Paul Chain riguardo allo stato delle
cose qui in Italia, che vanno dalla Chiesa al governo, allindustria
musicale. Accuse fondate, nate dalle parole di un uomo che ha vissuto esperienze
sulla propria pelle. Per noi, inetti burattini è troppo facile nascondersi
dietro codardi paraventi, ma cè da prendere atto che finché nessuno
ne parla, si continuerà a fare il gioco del potere
La mia attività di produttore artistico, mi permette di stare a
contatto e lanciare molte giovani bands, con produzioni che da altre parti
costerebbero se non il triplo, il quadruplo. Il consiglio che propongo ai
giovani è di guardarsi bene dalle case discografiche, perché sono lì pronte
ad aprirti le porte del successo per poi annientarti artisticamente.
È dal dopoguerra che lItalia è diventata una colonia
dellAmerica. Sono loro che con il loro potere, controllano la crescita
e lo sviluppo creativo nel nostro paese; tutto questo perché hanno capito
che senza questo controllo, la questione potrebbe risultare pericolosa per
la loro economia e a giudicare dagli ultimi eventi bellici, non solo in
campo musicale... (nota di Paul Chain un paio di mesi dopo l'intervista)
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Purtroppo questo è un problema che va aldilà
delle case discografiche, perché in Italia vige un potere occulto
guidato dai soliti politici e dal Vaticano che impediscono di sviluppare
qualsiasi tipo di arte che non porti nessun vantaggio per loro e per
le loro tasche. |
Personalmente mi ritengo vittima del sistema culturale italiano,
poiché non sono mai stato tutelato come artista poliedrico, musicista, scultore
e pittore. Non cerco soldi o gratificazioni, ma solo essere considerato.
Questi sono argomenti che nessuno vuole affrontare, forse per paura, forse
perché fa comodo. Mi potrebbero considerare un anarchico per quello che
faccio e che dico, ma io vado oltre lanarchia, infatti io non mi autodefinisco.
È difficile per uno come me sopravvivere andando sempre fuori dagli schemi
Sono un pacifista, credo nella pace non solo terrena, ma cosmica, universale,
benché dicendo questo non voglio passare per un profeta, un mago, un messia
o chissà cosa, sono solo un artista, in continua evoluzione, e levoluzione
è stata alla base della mia crescita, poi da quando nel 98 ho creato
il container system e con larte dellimprovvisazione posso sfuggire
al facile business musicale che rende sterile ogni cosa.
Nel frattempo assistiamo ad alcune fasi di missaggio del debut-album dei
Crow Heads, nuova band da aggiungere alla lunga lista delle produzioni artistiche
di Paul, mentre lo sguardo scruta tra le varie cose conservate in studio:
una cartolina scritta e spedita da Lee Dorrian. Ovviamente le domande sul
singer dei Cathedral nascono spontanee
Sì, con Lee Dorrian ci sarà unaltra collaborazione, faremo
qualcosa di nuovo insieme. La sua voce su Alkahest è incredibile
ed è risultata a livello di produzione, migliore rispetto ai suoi albums
con i Cathedral. È rimasto molto soddisfatto di quel lavoro. Alkahest
uscì per la Godhead, una sotto etichetta della Flyer Rec., casa discografica
dedita alla musica dance, da discoteca. Curai nei minimi dettagli la registrazione,
che mi è venuta a costare meno di 10 milioni nel mio studio, mentre da altre
parti se ne sarebbero versati almeno 50. effettivamente quellalbum
poteva vendere molto di più se la stessa Flying non fosse di lì a poco fallita.
Poi tra laltro nacquero delle accese discussioni tra me e i tecnici
della label sui missaggi sui nastri DAT che poi si sono conclusi a mio favore.
Preferisco lavorare con piccole etichette indipendenti, nonostante abbia
ricevuto proposte da importanti case discografiche.
A questo punto Paul, mostrandoci il suo archivio, ci fa un resoconto su
gli attuali lavori e quelli futuri, che si prospettano impegnativi sia per
lui, sia per le vario labels e per i suoi fans
Attualmente sono impegnato su più fronti. In questi mesi è uscito
il 7 Solitude Man per la Beyond Prod. sotto il moniker
Paul Chain, che vuole significare in un certo senso la continuazione
dei Violet Theatre, con, diciamo le tipiche sonorità doom. Poi è uscito
Sign from Space, uscito per la Beard of Stars con il moniker
P.C. The Improvisor, che è musica totalmente improvvisata e si rifà diciamo
a quello che proponevano gli Hawkwind; mentre lultima uscita è Master
of All Times, su Andromeda Rec., sempre con P.C. The Improvisor, tendente
al progressive anni 60-70 con luso di strumenti quali
il flauto e il violino. Ed infine ci sono i progetti per il moniker P.C.
Experimental Information (su LM rec.), in cui collaboro con musicisti di
altre bands tipo gli Ojm o i Pelican Milk, in cui sperimentiamo soluzioni
musicali di svariati generi. Non dimentichiamo poi che è uscito per lamericana
Southern Lord, lo split 7 con gli Internal Void, Full
Moon Improvisation.
Per il futuro cè la partecipazione ad un tributo ai Saint Vitus con
il brano Let The End Begin per letichetta Raven Moon Rec.
e per la Black Widow Rec., un tributo particolare in cui molti gruppi reinterpretano
i brani risalenti alla prima formazione dei Death SS. Un'altro 7', "Sanctuary
Eve" per al Beyond prod. oltre alle continuazioni di "Sign From
Space" e "Master of All Times".
Ad una mia domanda personale, mi conferma che in futuro saranno messi su
cd, le mitiche e rare Relative Tapes, che usciranno con tutta
probabilità per la storica Minotauro Rec.; mentre sulla possibilità di pubblicare
un video ufficiale, cè già lidea, ma non si sa ancora come e
quando uscirà.
Per la cronaca il nostro incontro, si conclude con una jam-session, ovviamente
improvvisata, tra Paul Chain alla chitarra e Baron Frankenheimer al basso:
per larte dellimprovvisazione non si perde tempo
http://web.tiscalinet.it/paulchain
e-mail: paul.chain@libero.it
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:: Assalto all'Arma Bianca vol 3
E' online il terzo volume della compilation dedicata alla bands che cantano in lingua italiana: S.R.L., ILLOGO, CRANIMO, DISFORIA, NERONOVA, LACERATER, LINEAVIOLA, CLINICAMENTE MORTI, OS.CU.RE, UGLY FACE
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:: R&W
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E' online in nuovo volume della Raw & Wild compilation by Baron Frankenheimer con: Subliminal Fear, Angel of betrayed, Deinonychus, Insomnia, Five Machine, Exhuman, Crimes, Rocky Horror Fuckin’ Shit, Nefarium, No Fuck, Ecnephias, Butterfly Noir, Band: PlanE.
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