:: INTERVISTA
A TONY “DEMOLITION” DOLAN DEGLI ATOMKRAFT - english
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Chi ricorda il leader della cult band inglese nata agli albori della N.W.O.B.H.M.
e poi chiamato a sostituire addirittura il dimissionario Cronos nei leggendari
Venom? In questa lunga intervista Mr. Dolan ci racconta del suo passato,
della sua nuova ed eccitante carriera cinematografica (importante ruolo
in “Master and Commander”, film vincitore di due premi Oscar) e dell’interessante
possibile ritorno dei suoi Atomkraft!
Dopo molti anni di silenzio, incredibilmente, torniamo a parlare degli Atomkraft.
La prima cosa che ci sarebbe da chiederti è se si tratta in effetti di una
vera e propria reunion…
Beh, una reunion? Mmh, direi una fattispecie di reunion, ma non comunque
nel modo in cui mi auguravo! Il mio originario chitarrista, ad esempio,
al momento è occupato come capo carpentiere in teatro e per quel che ne
so non suonerà ancora per un bel po’ di tempo. Poi, il chitarrista che apparve
sul vinile è ora un musicista di strada ed anche lui in un certo qual modo
non si sente pronto per tornare a suonare ancora a certi livelli. Il cantante
potrebbe essere disponibile anche se attualmente fa il macellaio ed è fuori
dalle scene da lungo tempo. Il batterista originario fa il fotografo e si
può dire che non suona più il suo strumento, mentre il batterista che apparve
sulle nostre produzioni, ha oggi una propria label e anch’egli non ha più
suonato per molto tempo. In considerazione di ciò, sulla reunion decisi
che fosse in tutti i modi una cattiva idea anche perchè sembra che io sia
stato il solo che abbia continuato nell’attività di musicista. Mi è stato
chiesto tuttavia se volessi prepararmi ad uscire fuori con una nuova band,
così oggi sono nel bel mezzo della registrazione di un nuovo album che vedrà
la luce per l’estate del 2005, mantenendo però il moniker Atomkraft. Avrò
un nuovo batterista che si chiama Basty che proviene dai Sevenchurch ed
un nuovo chitarrista chiamato Payre proveniente dalle bands Viperine e Hunter/Killer.
Effettivamente ci sarà così comunque un membro originale della band originaria.
Poi penseremo ad esibirci con del materiale inedito che sarà presente sul
nuovo album, il quale ripeto, uscirà nel 2005. Oggi intanto viene realizzata
la nostra antologia e in più avremo un dvd contenente due concerti e qualche
intervista e inoltre verrà pubblicato un doppio album con i lavori mai più
usciti sul mercato, ossia Atomized e un live. Certamente con gli Atomkraft
c’è il piano per un tour che toccherà nel 2005 Stati Uniti, Sud America,
Italia e Spagna.
Cosa contiene l’antologia?
L’antologia contiene tutte le registrazioni ufficiali edite dalla Neat,
includente anche i due pezzi originali “Demolition” e “Funeral Pyre” cantatei
dal sottoscritto. Come extra troviamo poi anche la traccia “Your Mentor”
che comparve la prima volta su una cassetta Neat intitolata Powertrax e
due tracce live di livello amatoriale risalenti al tour del 1987. E’ stato
inserito il demo del 1983 Total Metal/Death Valley, di cui mi ricordo il
simpatico aneddoto di quando scambiammo il demo con i Metallica che a quell’epoca
tentavano di accasarsi alla Neat e successivamente rifiutati dalla stessa…chissà
come se ne saranno pentiti poi!!! Infine nell’antologia ho messo due tracce
inedite che dovevano andare a completare l’ultimo album mai realizzato Atomized,
“Annihilate The Bride” e “Dance Of The Immortals”.
Sicuramente per molta gente gli Atomkraft sono poco conosciuti,
per altri invece, essi sono una vera cult band…
Puoi ripercorrere un po’ la storia della band dai primi giorni ad oggi?
Beh, questa domanda richiederebbe una lunga risposta, quindi cercherò di
riassumere il tutto, in ogni modo, tutti possono andare sul mio sito web
tonydolan.net per trovarvi una più dettagliata versione della storia. Tutto
è cominciato negli anni settanta, dove io e un mio vecchio amico d’infanzia,
apprezzavamo più o meno la stessa musica. Io in verità ero più orientato
verso il punk, mentre egli era più per il rock tradizionale di quei anni;
scoperti i Motorhead successivamente, diciamo che la nostra vita cambiò,
ovviamente nel modo di vedere la musica.Nel corso del tempo, arrivò la N.W.O.B.H.M.
con tutte quelle bands che era un piacere andare a vedere e di conseguenza
in noi cresceva sempre più la voglia di farci coinvolgere da questa nuova
passione. Un giorno soleggiato, d’impulso, mentre stavamo passeggiando nel
centro di Newcastle, cominciammo quasi per scherzo a canticchiare e ad imitare
parti di chitarra e batteria in modo del tutto improvvisato; quello fu evidentemente
il momento in cui ci venne l’idea di imparare a suonare e mettere su una
band. Ricordo che il fratello di questo mio amico aveva una chitarra ed
un basso dove comunque potevamo iniziare a creare qualcosa, ma oltre al
fatto che erano entrambi strumenti un po’ scadenti, c’era la questione che
il mio amico si era impuntato sul fatto di voler suonare la batteria, che
ovviamente non c’era e costava troppo e che del basso non ne voleva sapere…così
dopo qualche tentativo da parte mia per convincerlo, mi dovetti accontentare
del ruolo di bassista. La nostra prima intenzione era quella di comporre
del classico heavy metal ed in effetti i primissimi pezzi, seppure fossero
di bassa qualità, anzi diciamo pure che facevano schifo, col tempo e con
lo studio andarono meglio. Sicuramente in quelle canzoni tuttavia, vi era
la mia influenza punk che conservo suppongo ancora oggi. All’epoca ricordo
che era difficile per me comporre un brano heavy metal ed è divertente se
penso che oggi nel mio studio scrivo musiche per tv o per film in un giorno
solo! Con l’ingresso di un batterista in formazione, l’embrione degli Atomkraft
era nato ed era pronto già per le prime esibizioni, che non tardarono ad
aumentare così come aumentava l’esperienza in noi. Tra il1979 ed il 1983,
sempre come trio, registrammo parecchio materiale, ma per arrivare ai veri
Atomkraft, dobbiamo arrivare al 1985, anno del nostro debutto ufficiale:
l’album “Future Warriors”. Ora potrai essere indotto a pensare che nell’arco
di tempo che va dal ’79 all’’85 abbiamo fatto girare i nostri demo o almeno
abbiamo cercato di avvicinarci a qualche casa discografica, ma non è stato
così. Prima dell’accordo con la Neat del 1985, non abbiamo mandato niente
a nessuno, né tanto meno abbiamo lasciato che qualcuno ascoltasse il nostro
materiale. Non abbiamo fatto i preziosi a riguardo, ma la questione era
legata al fatto che effettivamente non sapevamo a chi e dove mandare i nastri
e come gestire questo tipo di cose. A quel tempo eravamo noi a gestire noi
stessi e non era una cosa facile, ma in fondo è ancora il modo in cui lavoro
io oggi. Poi devi pensare che all’interno del gruppo l’equilibrio non era
perfetto: come aneddoto ti posso raccontare ad esempio che nel 1983 il nostro
chitarrista ci lasciò per andare a suonare nella band della sua ragazza…sai
le solite storie d’amore che interferiscono nei rapporti tra amici…A quel
punto poi, destino volle che io mi trasferii in Canada quello stesso anno,
per essere successivamente raggiunto dal batterista e così poter riformare
gli Atomkraft con una quasi nuova formazione, ma non era più la stessa cosa.
Tornato in Inghilterra nel 1984, ritentai l’operazione di riformare la band.
Trovai quindi un nuovo batterista proveniente dai Tysondog e un giovane
chitarrista di appena sedici anni che per ovvie ragioni non aveva fatto
alcuna esperienza seria.Dopo qualche prova, cominciammo subito a buttare
giù i pezzi che andarono a costituire il demo Pour The Metal In, comprendente
oltre alla title track, “Burn In Hell” e “Carousel”. Di lì a poco arrivò
il contratto per la Neat e la pubblicazione del già citato Future Warriors.
Una volta finito il disco, partimmo per un tour europeo con i Venom e gli
Exodus per poi apprestarci alla registrazione dell’ep Your Mentor, ma al
momento della sua pubblicazione ci fu una situazione di frizione tra noi
ed il management e come conseguenza, tra me e gli altri ragazzi della band,
portando tutto questo alla mia decisione di abbandonare tutto. Se loro continuarono
l’attività sostituendomi con un nuovo cantante ed un nuovo bassista (pubblicando
due soli brani “Queen Of Death” e “Protector”) e scendendo ai compromessi
della Neat, io di contro mi organizzai da solo, scrivendo materiale per
un nuovo album e trovando un accordo con la Whiplash rec. Come era prevedibile
inoltre, la Neat e il manager dei Venom si presero premura di mettermi il
bastone tra le ruote affinché io non intralciassi con il mio imminente album
la strada degli Atomkraft. Ma il giorno in cui gli Atomkraft, senza materiale
pronto e alle soglie contrattuali per un nuovo album, i ragazzi vennero
a bussare alla mia porta. Avrei dovuto negare loro il mio aiuto, ma in fondo
sentivo che gli Atomkraft erano ancora parte di me. Proposi loro il materiale
che intanto avevo scritto e così uscì Conductors Of Noize, con la novità
di prendere un nuovo cantante. A supporto dell’album partecipammo a diversi
festival e anche una tournee assieme a Nuclear Assault e Agent Steel oltre
alla incredibile realizzazione video del nostro show all’Hammersmith Odeon.
Atomized sarebbe dovuto essere il successivo passo per la band, ma a quel
punto vennero fuori nuovamente i problemi con la Neat, non offrendoci il
supporto adeguato e…non pagandoci. Elemosinavamo ad ogni tour perché il
budget era sempre contenuto. La nostra promozione ed il supporto che ci
vennero offerti furono tra i peggiori e le cose stavano andando sempre peggio:
facevamo meglio da noi. I nostri dischi non stavano certo andando nella
direzione giusta. Al completamento delle registrazioni di Atomized, andammo
in tournee con i Nasty Savage ed gli Exumer, quando ritornammo in Inghilterra
decidemmo per un’altra etichetta, ma tutto era ormai compromesso. Il cantante
si trasferì fuori città ed io mi unii ai Venom. Gli Atomkraft si fermarono!
Atomkraft era assolutamente un tuo progetto, ma riesci ad individuare
dei pregi e dei difetti in esso? E può essere vero che è mancata un po’
di fortuna a questa band?
Si! Potrebbe essere che sia stato così, e cioè che ci è mancata un po’ di
fortuna, ma può anche darsi che abbiamo avuto all’epoca una etichetta non
adeguata alle nostre esigenze o che abbiamo avuto solo un breve periodo
di attività… La Neat, come ho detto, non ha mai avuto un grande interesse
verso di noi già dopo la firma del contratto. Nonostante ci fossero i Venom
nel proprio rooster, il mio istinto mi diceva che era tutto un flop. Ed
in effetti furono dei manager terribili e ci usarono solo per fare soldi
in modo insospettato. Giusto per raccontarti un aneddoto ti potrei dire
che non ci fecero alcuna t-shirt, l’unica occasione risale grazie al manager
degli Exumer!!! Gli Atomkraft sono nati da un’idea molto ben definita e
che non ha modificato le nostre personalità e pensai di portare avanti questo
progetto per quello che poi è durato. Eravamo un gruppo affiatato dove ci
siamo divertiti molto nei tours e in ogni situazione. Se fossimo stati in
cinque o in tre, ci saremmo divertiti sempre e non ci saremmo presi quasi
mai sul serio. Questo era lo spirito degli Atomkraft. Potevamo avere altre
etichette più serie? Senza dubbio! Potevamo fare meglio? Si! Potevamo avere
una migliore distribuzione? Si! E così via…questa è la storia. È stato grandioso
far parte degli Atomkraft? Sicuramente! Abbiamo fatto un qualcosa di cui
esserne fieri? Si! Può significare tutto per me? Decisamente si! Queste
possono essere le mie conclusioni a riguardo.
Prima hai citato i Venom, ed in effetti non si può non parlare di
loro. Che ricordi hai di quel periodo passato con Mantas e Abaddon?
Prima lasciami dire che far parte e quindi suonare nei Venom è stato incredibilmente
fantastico, sia in studio che dal vivo! È stato un onore per me come lo
sarebbe stato per qualsiasi fan della musica. C’è da dire che i Venom dopo
l’esclusione di Cronos, si trovarono in difficoltà, perdendo molti soldi
e Abaddon e Erik Cook cercarono di raddrizzare la situazione ripiegando
su di me. Da parte mia potevo dire che di Abaddon era ed è una persona che
mi piace molto e stimo e di Jeff ti basta sapere che gli ho fatto da testimone
quando si sposò, quindi alla loro chiamata accettai senza esitazioni. Tuttavia
l’essere stato con loro è si stato bello ma ha avuto anche il suo aspetto
negativo! Ad esempio, avremmo dovuto migliorare un po’ tutta la gestione
o aver fatto spettacoli di portata maggiore rispetto a quello che ne sono
venuti. In effetti alcuni piani a riguardo, erano stati già presi poco prima
del mio ingresso in formazione da Jeff, il quale era consapevole che con
il sottoscritto chiamato a sostituire Cronos, la band sarebbe stata diversa.
Per quanto riguarda il songwriting invece, noi tre non abbiamo mai lavorato
veramente insieme, ma ci siamo limitati a consigli reciproci, quindi non
si può dire che il lavoro svolto sia stato frutto di un lavoro di gruppo.
Altro fattore scomodo era che ben presto mi accorsi che i soldi che ci spettavano,
si fermavano quasi sempre nelle mani dei manager, cosa che mi sorprese molto
considerando che i Venom anni addietro lasciarono la Neat per le stesse
medesime ragioni. Roba da non crederci…Avessimo avuto un management migliore,
forse le cose sarebbero andate meglio.
Per molto tempo la gente mi biasimò per non aver portato i Venom verso un
cambiamento di suoni o verso lidi musicali diversi, ma questo non era un
mio compito, dico ora sfortunatamente; anzi fui l’unico che cercò di riportare
i Venom indietro, verso ciò che amavo di loro, ma tutto questo è risultato
un tentativo fallito. Il “rilancio” della band non fu affatto facile, infatti
non tutti sanno che Jeff era alquanto scettico di voler continuare a portare
avanti il progetto Venom e tornò solo dopo molte persuasioni da parte di
Abaddon ed Erik Cook ed aver ascoltato alcune tracce composte da me per
l’album Prime Evil e poi c’ero io e di me si fidava. Il modo di apparire,
gli show che facemmo, le cover versions, ecc., fu tutto in realtà “manipolato”
dalla Music For Nations e questo fu anche il motivo per cui andai via dalla
band. È stato dichiarato da qualche parte che io lasciai i Venom per via
delle relazioni sataniche. La notizia apparve sulla rivista Kerrang che
intervistò qualcuno che si spacciò per me dichiarando che il motivo dello
spit era dovuto dai componenti dei Venom che erano satanisti. Mi occupai
personalmente nel far smentire tale notizia sul successivo numero, che credo
alcuni se lo siano perso…
Tu conoscevi bene Mantas, Abaddon e Cronos ancor prima di entrare
nei Venom. Secondo te, chi era il più “crazier fucking head” della line
up originale?
Ah! Ah! Ah! Domanda divertente, dovrei quindi riassumerli tutti e tre… Mantas:
il più pericoloso “fisicamente”. Un tipo abbastanza tranquillo, amichevole
e cordiale con i fans così come appare nella sua vita privata, ma che ha
un temperamento altrettanto forte e deciso da istruttore di arti marziali
(e lui lo è veramente!!). Egli non è certamente il pazzo dei tre. Abaddon:
la rockstar consumata! Beve le sue bottiglie di Jack Daniels, indossa le
sue rigorose maglie bianche molto casual e i sui stivali da cowboy. Come
batterista è alquanto scarso e non ha avuto mai esperienze importanti se
non quella nei Venom, ma ha un carisma sorprendente. Personalmente non ho
mai visto nessun altro che si comporta così come fa lui. Neanche lui lo
possiamo considerare il pazzo del gruppo. Cronos: non è il più grande bassista
del mondo, ma al tempo stesso è il più grande. Lo so che potrebbe essere
divertente e strano fare questo tipo di affermazioni, ma è così. Pensa ad
esempio bassisti come Lemmy, Shmier, Tom Angelripper, Billy Sheenan, Flea,
Geddy Lee, ecc….capito il senso? Un frontman fino all’osso. È un grande
ed ha molta capacità in questo senso. Lui è sicuramente il più “crazier
fucking head”.
Come giudichi oggi “Prime Evil”, “Temples Of Ice” e “Wastelands”?
Penso che Prime Evil sia un album “forte”, un vero album dei Venom. Adoro
quasi tutti i brani e la produzione, anche se devo dire che non è privo
di ombre; ad esempio non mi piace “Skeletal Dance” (escludendo l’intro)
e “Harder Than Ever” che è una canzone valida, buona da suonare, ma è un
po’ goffa per essere riconosciuta come “vera” song dei Venom. Potrei sbagliarmi,
ma questa è la mia verità ed è ciò che penso. Temple Of Ice? A dire il vero
ho preso il titolo da un verso del singolo “Nightmare” dei Venom e questo
è un piccolo segreto che nessuno è riuscito a sapere eccetto la band. Per
questo album coloro che erano al di sopra di noi, decisero di puntare sul
fare più soldi possibile risparmiando un po’ su tutto, così mandato via
il precedente produttore (la produzione fu affidata al tecnico del suono
e a Abaddon), il risultato fu deludente. Penso ci siano forse due o tre
buone canzoni e non di più. Di quelle due o tre, ne sto rifacendo una che
merita sicuramente una produzione migliore ed ho intenzione di usarla come
bonus extra per il nuovo album, così potrei dimostrare finalmente la qualità
di quel pezzo. Direi che non è un vero album dei Venom. The Wastelands?
Anche questo non lo posso ritenere un vero album dei Venom. Manca di energia
proprio come Temples Of Ice, anche se a mio parere ci sono tracce migliori
rispetto ad esso. Ricordo che le parti di tastiera furono registrate da
un amico di Abaddon ad insaputa mia e di Jeff (Mantas)…comunque anche il
mio vecchio chitarrista apparve come ospite senza che io mi consultassi
con Jeff e di questo me ne pento ancora oggi...tuttavia all’epoca ero anche
consapevole che le cose nella band stessero giungendo al termine, per questo
non mi preoccupai molto ad agire in quel modo. Produzione a parte, mettemmo
su del materiale davvero buono, ma ben lontano da quello che erano e dovevano
essere i Venom. L’album nel complesso mi piace.
Dopo la tua esperienza con i Venom, perché non sei riuscito subito
a tornare sugli Atomkraft per registrare “Atomized”?
Penso sia stato soprattutto per una questione di soldi e per gli affari
che mi sono andati male in quel periodo e ne ho avuti abbastanza. Mi trasferii
a Londra e mi sistemai con i miei fratelli con un’attività. Ho solamente
voluto lasciare alle spalle l’intero disordine creato a Newcastle! Ormai
non mi curavo più dei Venom, degli Atomkraft e di qualsiasi cosa che sia
stata connessa a loro. Cominciai a produrre e a scrivere per altri musicisti,
scrivere musica per film e televisione e successivamente diventai un attore
legittimo! Avevo bisogno di far passare del tempo per sentire la mancanza
di ciò che desiderassi!
Parliamo un po’ della tua attività come attore. In che modo, ti
sei trovato nell’ambiente cinematografico?
Bene, lavorai per una compagnia teatrale per molti anni come assistente
e mentre stavamo facendo un tour in India, per un’esibizione teatrale, uno
del cast si ammalò e lo show fu di conseguenza nei casini, poiché non avevano
abbastanza persone per ricoprire quel ruolo. Mi fu chiesto se l’avessi saputo
rimpiazzare e feci proprio questo, accettando la proposta. Una volta che
lo spettacolo riprese e si concluse, ritornai in Inghilterra mentre il direttore
di quella stessa compagnia mi invitò a proseguire dei lavori di assistenza
per lui al teatro Young Vic di Londra. In seguito a questi lavori di assistenza,
conobbi un agente e da lì in poi iniziò il tutto; feci qualche lavoro in
TV e qualche ruolo in teatro per poi ricevere fortunatamente offerte di
partecipazioni a ruoli di maggiore importanza. In questo caso qualche agente
di casting deve avermi notato e quindi mi fu data la possibilità di fare
un provino per essere successivamente selezionato per i ruoli.
Cosa hai provato quando ti è arrivata la notizia che eri stato scelto
per il cast di “Master And Commander”?
Meravigliosamente sorpreso! All’epoca stavo lavorando per la Royal Shakespeare
Company e mi fu chiesto dal mio agente di andare ad incontrare una direttrice
di casting alla periferia di Londra. Lei si dimostrò subito cortese e simpatica
nel parlarmi di questo libro “sul mare”. Mi informò comunque che il film
avrebbe comportato un lungo periodo di gestazione, infatti molte ed importanti
riprese sarebbero dovute avvenire in Messico nell’arco di cinque mesi. Inoltre
mi mise a conoscenza che il film sarebbe uscito per la 20th Century Fox
e vi avrebbero partecipato diverse star hollywoodiane. Dopo quattro settimane
incontrai Peter Weir, il regista, che conoscevo di fama poiché aveva diretto
in passato “The Truman Show”, “Witness”, “Piknic At Hanging Rock, ecc. e
solo allora mi resi conto che cogliere questa occasione sarebbe stata la
mia fortuna! Dopo un colloquio in cui gli ho illustrato le mie esperienze
sul campo, mi chiese di improvvisare qualche parte, dopo di che, si complimentò
e ci salutammo. L’incontro con Weir tuttavia, mi fece pensare di aver fatto
la peggiore audizione di sempre, forse anche complice l’emozione e quindi
di aver buttato all’aria l’opportunità della mia vita. Intanto stavo girando
un altro spettacolo sul musical dei Queen “We Will Rock You” e rimasi zitto
con tutti sulla vicenda. Dopo ormai sei settimane circa, dimenticai l’incontro
con Weir (e le speranze) anche perchè di solito con questi tipi di staff,
se non hai notizie nelle prime due settimane, significa che il lavoro è
andato a farsi fottere! È accaduto quindi, poi, il giorno prima di andare
a firmare il contratto di un anno con il Queen show, di ricevere una telefonata…Avevo
un ruolo nel film! A quel punto già pensavo, cinque mesi in Messico, un
sacco di soldi e poi la sorpresa nel scoprire Russel Crowe l’attore principale,
stavo quasi per impazzire di gioia! Chiamai tutti quelli che mi conoscevano
per dare loro la notizia, ma nessuno mi credeva, anche se si dovettero ricredere
quando ho avuto il contratto tra le mani Ebbi successivamente cinque settimane
di tempo prima di partire per il Messico per capire e studiare la mia parte.
Tutto fu sorprendente per me!
Immagino che per te sia stato difficile lavorare per un film come
“Master…”, che però ha ti ha ripagato nei tanti riconoscimenti che esso
ha poi ricevuto…
Si, è stato in parte difficile girare questo film, naturalmente, ma d’altronde
non avevo niente da perdere perché non avevo niente su cui poter fare il
paragone con le cose che avevo fatto in passato, quindi posso dire che fu
anche facile per me; nulla da potermi lamentare a riguardo. Ebbi in quella
circostanza molte agevolazioni e un bel po’ di soldi per vivere bene. Tutte
queste situazioni per me sorprendenti, facevano parte del fatto che ero
nel cast. Fare questo film per molti aspetti per me ha ancora dell’incredibile.
Lavorare e socializzare con Russel è stato grande e siamo ancora in contatto.
Il direttore Peter Weir, poi, è un genio! Paul Bettany è stato fantastico
ed il cast nel suo insieme è stato ed è un grande gruppo. Ho imparato così
tanto come attore e come persona su Master And Commander e me lo porterò
dietro per tutta la vita.
Che effetto ti ha fatto rivedere il film a lavoro ultimato?
Ero in soggezione! Sono stato fortunato ad essere invitato alla prima del
film a Los Angeles. Ci sono andato con un collega del cast. Dopo tre giorni
ci venne a prendere all’hotel una limousine che ci portò dove si proiettava
il film; immagina, rincontrare i membri del cast (anche se non tutti), un
tappeto rosso steso all’ingresso del cinema e tutta la gente accorsa che
salutava entusiasta, una sensazione davvero strana e nuova per me. A guardare
il film poi le sensazioni che provi sono ancora diverse, perché sei consapevole
di come è stato realmente fatto, con tutti i suoi retroscena; inoltre è
strano vedere per la prima volta il film interamente montato ed osservare
i vari personaggi che sono stati interpretati dagli attori, che ovviamente
sono lontani dalla realtà. Poi ci se tu, e ti chiedi se farai una buona
impressione, se sarai stato un cane di attore o se avranno tagliato qualche
tua parte. Fortunatamente del mio ruolo è stato tagliato poco o nulla e
inoltre ho poi saputo che sono piaciuto molto a Peter Weir ed ai produttori.
Non andai bene solo in una scena, che poi è stata la prima che girai io
e Russel da soli. Mi prese l’ansia e lo feci presente allo stesso Russel
e a Peter, ma loro saggiamente mi dissero: “Non giudicare e non dare mai
troppo peso a questi errori, che poi sono sciocchezze, sii solo fiducioso,
perché se hai lavorato duramente e hai messo tutto te stesso in ciò che
hai fatto, quello che otterrai sarà il massimo!”.
Cosa ne pensi di Russel Crowe come attore e come persona?
Come attore? Sorprendente! Conosce la sua arte ed è un incallito professionista.
Osserva tutto sul set ed è al corrente di ogni cosa. Sa come ci si lavora
sulla camera da presa e sarà un grande direttore. Spero di poter lavorare
ancora una volta con lui molto presto. Come persona? Abbiamo la stessa età
ed abbiamo molte cose in comune. È generoso e complesso, talentuoso e soprattutto
è una persona come tutti noi. Hollywood cerca di dipingere questa figura
come ha fatto Colin Farrell in Hellraiser. Sono semplicemente due persone
a cui piace divertirsi e perché no?! Come non dare loro ragione? È solamente
il fatto che Hollywood ha un’immagine e provano con tutte le forze per rispecchiarsi
in loro. Persone come Russel e Colin mostrano Hollywood per quello che attualmente
è, e questo è il reale motivo per cui cercano di sembrare come se fossero
gli unici a contraddistinguersi. Cazzo! Un po’ come i Motley Crue che venivano
da Los Angeles e con tutti i loro vizi, droghe, ragazze, ecc….
Non hai mai pensato che molte “metal girls” possano aver visto il
film più per te che per Russel Crowe?
Ha! Ha! Ha! Bene, non credo sia possibile attualmente. Il lato prettamente
“metal” è di secondo piano in ogni modo. Direi mia madre e le mie sorelle
perché comunque io ci lavoravo e non perché ci lavorava Russel. A loro piace
la mia musica che è il metal e così penso che essi hanno avuto modo di apprezzare
entrambi gli aspetti film/metal, ovviamente rispondendo in merito alla tua
domanda. Ha! Ha! Ha!
Ti ritieni soddisfatto di aver interpretato il ruolo di Mr. Lamb?
Assolutamente. Se la 21th Century Fox decidesse di farne un seguito, Mr.
Lamb apparirebbe sicuramente e questo sarebbe molto entusiasmante per me.
Adoro Mr. Lamb. Egli è una grande parte di me ora. Una personalità molto
simile alla mia, abbastanza forte, molto laboriosa ed è un operaio come
lo ero io. Suppongo che io sia Mr. Lamb e che lui sia me! Naturalmente,
sarebbe stato bello poter aver avuto la possibilità fare qualcosa di più
con Mr. Lamb in Master And Commander, ma ciò che fu richiesto, fu esattamente
coerente con la storia e così è la questione. Direi di essere stato convincente
riguardo al ruolo del film e di come mi sono relazionato col personaggio.
In quale genere di film preferiresti lavorare?
Mi piace ogni tipo di film e in ogni cosa che faccio ho bisogno di trovare
un qualcosa con cui mi possa mettere alla prova, così più è difficile è
il ruolo e più mi piace. Il mio primo amore è comunque il teatro e William
Shakespeare. Se ci fosse una qualsiasi proposta in tal senso, preferirei
sempre lavorare sul teatro, non c’è dubbio. Sarebbe fantastico per me.
Musica e cinema: ma quale è per te la maggiore passione?
Entrambi! Cosa posso dire? La musica è la mia anima. È stata sempre lì per
me e non mi ha mai abbandonato e mai lo farà! Mi piace recitare ed è una
mia passione. Entrambi mi danno enormi soddisfazioni differenti tra loro.
Entrambi sono dei mezzi creativi. Devi sapere che sono anche un fumettista
e nonostante ciò non ho fatto nulla in questo campo e non ho fatto realmente
niente per molto tempo, eccetto sai, quando si creano quelle situazioni
familiari…come a Natale, che prendi carta e penna e disegni qualcosa di
simpatico… Credo di essere la tipica persona, e di questo sono sicuro di
non esserne l’unico, che ama ogni cosa che sia creativo!
Ti piacerebbe ricevere più un riconoscimento alla carriera come
musicista o come attore?
Attualmente non ho pensato a questo. Avrei preferito aver avuto più persone
che siano state in grado di apprezzare la mia musica. Per quanto riguarda
il cinema e la tv la questione è differente. Tu puoi fare un piccolo ruolo
ed essere visto da migliaia di persone o nel caso di Judge Dredd e Master
And Commander da milioni di persone; comunque la musica gira tutto intorno
alla casa discografica, così come i distributori. Non ho mai avuto la fortuna
di essere stato sotto contratto con una major, ma sono stato a contatto
con una grande casa cinematografica e così diventa difficile il confronto.
Anche se in piccolo, è veramente bello nella mia situazione, se la
gente ti riconosce.
Questo mi capita spesso quando vaggio in metropolitana a Londra, dove le
persone che mi riconoscono, non sempre mi parlano ma almeno mi notano!
Ah! Ah!
Tutto è per me veramente piacevole lavorare sia come attore sia come
musicista, sopra a tutto se poi le persone apprezzano quello che fai ma
anche se non apprezzano è un motivo in più per fare meglio.
In questi mestieri i sildi non sempre contano perchè è sempre
il pubblico che decide di seguirti e riconosce se hai fatto un lavoro di
merda oppure no.
Spero di vedervi tutti molto presto.
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