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INTERVISTA AI NEGAZIONE - leggi la
biografia
1)
Com’è nata l’idea di pubblicare la raccolta “Tutti Pazzi 1982 - 92” e come
la si deve interpretare questa nuova “uscita”?
Volevamo lasciare una traccia del nostro passato prima che passasse
troppo tempo. Da un lato siamo e rimaniamo molto orgogliosi di quello che
abbiamo fatto e questo coinvolge sia la nostra avventura come band che la
"scena" di quegli anni. Infatti, oltre che nel CD, anche nel sito che abbiamo
fatto insieme alla raccolta (www.negazione.com), abbiamo incluso una sequenza
di pensieri, ricordi, considerazioni, saluti di amici dell'epoca, che nel
loro insieme sono sia testimonianza per chi c'era che per chi non era ancora
abbastanza grande anagraficamente. In quest'ottica il sito ancora più che
il disco rappresenta un punto di documentazione che resta a disposizione
di tutti, così come é disponibile in formato mp3 praticamente tutto il nostro
repertorio con l'aggiunta di pezzi live, disponibile tramite download gratuito.
2)
Da dove sono saltati fuori i due pezzi inediti?
Giochi nel vento é uno dei pezzi che stavamo scrivendo per il disco che
avremmo dovuto fare se non ci fossimo sciolti. La registrazione é dal vivo
da uno degli ultimi concerti. Ci pareva una bella cosa iniziare proprio
così, dalla fine, andando poi a ritroso verso il passato fino agli esordi.
Todos Locos invece é un giochino fatto da me in collaborazione con Roberto
Vernetti, anche questo composto prima dello scioglimento. In pratica avevamo
registrato dei provini con Massimo che era il nuovo batterista, e tra questi
anche un ennesima versione di Tutti Pazzi. Estrapolate le tracce audio ne
abbiamo rimontate alcune sul campionatore e via.
3) In questo periodo di reunion e ritorni più o meno clamorosi e a volte
inconcludenti, voi fate eccezione a tutto ciò. I perché di un mancato come
back a tutti gli effetti da parte vostra…
Non avrebbe senso. Siamo sempre stati guidati da istinto ed emozioni
ed ora tutto ciò non si può ricreare. Mi dispiace per quelli che ce lo chiedono
ancora oggi ma visto che personalmente detesto essere deluso da gruppi che
stimavo io stesso, non vedo perché dovrei io deludere altri.... Preferisco
che i Negazione siano ricordati per quello che erano quando spaccavamo sul
palco. Anche per questo abbiamo pubblicato il disco e manteniamo il sito.
4)
Che tipo di messaggio hanno voluto portare i Negazione con le loro canzoni?
Le nostre canzoni avevano la pretesa di parlare con il cuore. Fuggendo dal
cliché dello slogan che andava forte quando iniziammo, i nostri testi erano
semplici e diretti, seppure a volte anche poetici. Abbiamo sempre cercato
di comunicare, provando a scrivere anche in inglese quando per lo più suonavamo
di fronte ad un pubblico non italiano, per poi tornare alla nostra lingua
originale quando capimmo che la barriera linguistica poteva anche essere
superata da una maggiore "sincerità" che solo la tua lingua ti può dare.
Considerando il nostro intero "repertorio", abbiamo scritto tutti e tre
noi membri fondatori del gruppo (io, Marco e Zazzo), e quindi ci sono delle
differenze che vanno dalla cieca rabbia negativa ad una visione anche positiva
e se vuoi costruttiva della propria vita, sempre seguendo un discorso "personale",
che vuol dire affrontare le cose semplici che ti girano attorno prima ancora
dei grandi problemi del mondo.
5) Siete ancora legati al mondo della musica?
Nessuno di noi suona più. Io ho fatto diverse cose, punk e non per finire
ormai tre anni fà con l'esperienza degli Angeli con i quali abbiamo fatto
2 dischi. Zazzo aveva cantato per un pò con i Peggio Punx subito dopo il
nostro scioglimento e Marco nel 96 suonò, insieme a me nei Fluxus, per un
anno e un disco. Ora Marco fa il giornalista e scrive libri (é in uscita
"In viaggio con Manu Chao" per Feltrinelli), Zazzo si occupa del suo mail
order di B-Movies (www.captainbvideo.com) ed io mi arrangio come posso.
8) Con gli anni molte cose sono cambiate, ma credi che anche nell’attitudine
di fare musica le cose siano cambiate (magari in peggio…) per le giovani
bands, forse coinvolte inconsapevolmente da un ambizioso business?
Credo di sì, non seguo in maniera attiva quello che succede ma mi pare
che le possibilità oggi siano molte di più di quelle che avevamo noi. Invece
di essere un aiuto però mi sembra che questo abbassi di molto il livello
di entusiasmo e rabbia ed autodeterminazione. Quando non c'é niente sei
più motivato ad inventarti le cose, ad esprimerti in senso personale ed
originale e proprio questo mi sembra oggi sia assente. I motivi per essere
incazzati non mancano certo, però il risultato é debole, magari i gruppi
vendono un casino rispetto a quello che facevamo noi, ma ad ascoltare bene
mi sembra che siano tutti uguali. Quando siamo cresciuti noi nessuno sapeva
suonare e questo era il bello, perché quasi ogni gruppo aveva la sua specificità,
era unico.
9) Descrivi con una o poche parole la musica dei Negazione.
Per me Negazione era salire sul palco e voler spaccare tutto, sudare, tirare
le corde della mia chitarra, guardare la gente gridare e cantare insieme
a Zazzo.
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