:: INTERVISTA
A JOEY BELLADONNA DEGLI ANTHRAX - english
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Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lo storico singer della band newyorkese
da poco tornata a rifarsi viva con una imprevedibile reunion…e se tutto
andrà bene, al Gods Of Metal ne vedremo delle belle!
Questa
reunion, anche se momentanea, è arrivata forse in modo del tutto inaspettata.
Puoi dirci come essa si sia sviluppata?
Charlie Benante ne parlò con Scott Ian e loro proposero l’idea al management.
Ne discutemmo poi insieme e decidemmo che questo sarebbe stato il periodo
migliore per fare una cosa del genere, anche e soprattutto in concomitanza
del nostro ventesimo anniversario.
Eppure erano in molti a pensare che i rapporti tra voi non fossero
più molto buoni e alcuni maliziosi potrebbero pensare che tutto questo sia
dovuto ad una questione di soldi…
Prima di tutto voglio dire che non c’è niente di cattivo e condotto in malafede
in tutto questo che abbiamo fatto. Guadagniamo già abbastanza bene, ma nessuno
di noi sta diventando ricco per questo motivo. Naturalmente i soldi ce li
stiamo facendo, ma questo è anche il nostro lavoro e dobbiamo pur guadagnare
per vivere. Certo, per questa reunion veniamo pagati, ma d’altra parte c’è
la questione di ritrovare una grande line-up, quindi perché non farla. Siamo
straconvinti delle nostre scelte.
Che sensazioni provi oggi all’idea di tornare a suonare con la tua
vecchia band e dinanzi ai vecchi fans degli Anthrax?
Beh, è semplicemente una grande sensazione tornare a suonare con la vecchia
line-up ancora una volta di fronte a vecchi e nuovi fans.
Quali
furono all’epoca, i motivi che ti portarono allo split con gli Anthrax?
A dire il vero non fui io a lasciare gli Anthrax, ma loro si staccarono
da me. Furono loro infatti a cambiare strada. Penso che volessero utilizzare
un differente stile di vocals, tutto qui.
Hai poi intrapreso la carriera solista, ma con quanti stimoli è
iniziata? Immagino non sia stata una cosa semplice per te ricominciare quasi
da zero…
Bene, io sono sempre stato nel mondo della musica e così era inevitabile
che io continuassi a scrivere e suonare in proprio. Come ovvio, continuando
la carriera non usando più il nome degli Anthrax è stato un po’ difficile,
così chiamai la mia band semplicemente Belladonna. Ma dopotutto, superate
certe difficoltà, oggi mi sto divertendo molto.
In questo periodo ci sono i due volumi “Artifacts”. Puoi descriverci
che materiale ci sarà, con chi ci hai suonato e cosa si dovranno aspettare
i fans da questi albums?
Attualmente solo il primo volume è stato realizzato, ma per il secondo non
si dovrà aspettare poi tanto. Precedentemente ad “Artifacts I” ci sono anche
i miei tre album solisti “Belladonna”, “Spells Of Fear” e “03”. Per gli
album di Artifacts, oltre a me alle vocals, ci sono Paul Crook alla chitarra,
Paul Mocci al basso e Jeff Torotora alla batteria. Ci sono dei grezzi demo
registrati nella cantina di casa mia risalenti al 1993, e col tempo ci rendemmo
conto che quelle songs erano così belle che non potevano rimanere solo come
demo, ma che la gente doveva poterle ascoltare.
Hai pianificato al momento un tour per promuovere Artifacts?
E’ dal 1995 che ho incluso alcune songs ora presenti su Artifacts nelle
mie scalette dal vivo.
Riusciresti a cambiare qualcosa nel tuo primo album solista?
Beh, a dire il vero ho diversi primi albums alle spalle, quindi non sono
molto sicuro di quale tu stia parlando. Il mio primo album in assoluto è
stato “Spreading the disease” con gli Antrax. Il mio secondo “primo” album
è stato “Belladonna”, registrato con la mia band omonima, e il mio terzo
“primo” album è stato “Artifacts I”, registrato con i musicisti di cui ho
parlato prima. Ogni album è stato fatto in un determinato momento, perciò
niente è sempre perfetto, con il senno di poi. Ci sono alcune cose che avrei
voluto cambiare nell’album “Belladonna”, tipo avere Paul Crook alla chitarra,
che purtroppo non era disponibile all’epoca. Mi sarebbe piaciuto suonare
con la line up di “Artifacts I” per i miei primi albums da solista, ma ciò
non è stato possibile. Adoro tutto di “Spreading the disease”.
Tornando a parlare degli Anthrax, come valuti l’idea di come sia
stato concepito “The Greater Of Two Evils”?
Hanno avuto la possibilità di farlo uscire…perché no? Una buona idea.
Sei rimasto soddisfatto della tracklist votata dai fans?
Hey, nella tracklist sembra ci siano tante buone canzoni, ma sinceramente
non ho mai saputo cosa contenesse di preciso, così non posso dirti molto
a riguardo.
Quindi inutile chiederti se sei rimasto sorpreso se nella tracklist
hai trovato qualche brano “inconsueto” come ad esempio “Deathrider”?
Ancora una volta ti devo dire che sinceramente non potrei darti una risposta
definitiva. Credo che tutto quello che posso dirti è “perché no?”.
Personalmente ho potuto riscontrare di come molta gente identifichi
ancora gli Anthrax nella storica line-up (quella di Among The Living per
esempio). Cosa ti fa pensare questo? E ti può fare piacere se la gente ti
ha sempre considerato come il singer degli Anthrax?
Io la chiamo “classic” line-up..
Questa line up era davvero sopra le righe e ha avuto molto successo. E’
proprio quello che sente la gente, penso sia spettacolare.
Sono davvero contento se la pensano così, grazie!
Puoi esprimere un giudizio su ogni album da “Spreading The Disease”
a “Persistence Of Time”?
“Spreading The Disease”: Il semplice fatto di essermi unito a loro è stata
un’esperienza spettacolare.
"Among The Living": un altro bel insieme di canzoni. In questo caso è stato
bello avere anche Eddie Kramer come produttore. Ricordo che venne mixato
con Eddie nelle Bahamas. "I'm The Man": un altro bel prodotto, fatto apposta
per diventare un EP. Riprodurre un pezzo dei Black Sabbath è stato forte,
soprattutto dal vivo, quando mi cimentavo nel suonare la batteria. "State
of Euphoria": mixato a Miami. Sole, partite di tennis, piscina, tour con
Ozzy. Un’altra bella esperienza con un disco leggermente differente dagli
altri. Registrare “Antisocial” in Francia è stato bello. "Persistence of
Time": l’abbiamo registrato all’Electric Lady studio ed è uscito alla grande.
Diciamo che è stato un buon ritorno a New York City. Un album un po’ oscuro…e
poi il tour con gli Iron Maiden.
E cosa ne pensi delle ultime releases degli Anthrax?
Non conosco molto bene nel dettaglio le loro ultime cose. Comunque sembrano
tutte abbastanza “heavy” e sembra che il loro modo di fare e intendere la
musica, lungo il percorso, abbia allargato i propri confini.
Avete intenzione di registrare qualcosa in occasione di questa reunion?
No, al momento non so dirti nulla a riguardo. Stiamo solo pensando a divertirci
insieme.
Parteciperete al Gods Of Metal a giugno. Cosa ti senti di dire ai
tuoi fans italiani?
Che è grande tornare ancora una volta in Italia! Ho passato veramente dei
bei momenti lì da voi. Siete dei grandi fans! Grazie a tutti per avermi
permesso di essere ancora qui con voi!
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