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INTERVISTA A TOMMY LEE

Chi
è Tommy Lee credo lo sappiano tutti; buon batterista di una delle band
più importanti ed allo stesso tempo sregolate del pianeta, personaggio
eccentrico, istintivo e che si pone senza mezze misure in tutto ciò che
fa, non risparmiandosi quindi neanche per vicende (fin troppo gratuite)
di gossip grazie al chiacchierato matrimonio con Pamela Anderson, ma anche
riconosciuto musicista senza confini (come dimostrato ampiamente nei suoi
album solisti), ed ora protagonista di un reality show trasmesso tempo
fa dalla rete statunitense Nbc in sei episodi, ovvero, strampalato e controverso
show definito da molti ironico e divertente, in cui Tommy torna a studiare
in college (precisamente nell’università del Nebraska) scatenando immancabilmente
polemiche da più parti: dai professori e studenti “bacchettoni” ai critici
televisivi, uniti dal prevedibile capo d’accusa “di essere un cattivo
esempio”. La macchina del “reality” è comunque andata avanti come se nulla
fosse, dopotutto se i palinsesti ne sono pieni è il risultato del grande
affare degli ultimi anni per la tv…
Fortunatamente, non solo televisione nella frenetica attività di Mr Lee,
infatti la recente uscita del suo terzo album solista “Tommyland: the
ride” è un lavoro naturalmente lontano anni luce dalla sua band madre,
ma che si scosta oltremodo anche dai suoi precedenti dischi orientandosi
questa volta su un “pop-rock” da classifica e coinvolgendo nel progetto,
nomi di punta del mondo “rock-mainstream” come Nick Carter dei Backstreet
Boys, Andrew McMahon dei Something Corporate, Chad Kroeger dei Nickelback,
Joel Madden dei Good Charlotte e Carl Bell dei Fuel.
Comincerei
col chiederti di quanto sia stato importante lanciare questa sfida a te
stesso e al pubblico, con il tuo “Tommy Lee goes to college” e cosa hai
ricavato da questa esperienza.
Nel complesso è stata una buona esperienza. Se mi conosci bene sai che
mi piace fare di tutto, soprattutto se mi capita di trovarmi in certe
situazioni fiacche e statiche ed il mio cuore è preso da motivazioni interessanti,
non mi va di starmene con le mani in mano ed in questo sono la prima persona
a mostrarsi ed esporsi e l’ultima ad andarsene, se non fosse così mi rattristerei
davvero…
Il “reality” è davvero buffo; sai, la merda è una fottuta cosa divertentissima.
Ci sono stati alcuni momenti veramente antipatici ed altri molto divertenti.
Ti basta vedere qualche mia foto all’università in momenti davvero ridicoli.
È stato un viaggio allucinante. Tornare a scuola e nel college, sono due
cose notevolmente diverse ed è stata la prima volta che ho fatto un’esperienza
del genere.
Con “Tommy Lee goes to college” si sono susseguite molte polemiche,
di cui molte ingiuste e patetiche, che ti hanno coinvolto. Avevi pronosticato
tale effetto sull’opinione pubblica?
Ovviamente sapevo che si sarebbe creato un vespaio attorno a quello che
stavo per iniziare. Quando si tratta di attaccare una rockstar come me
si danno tutti da fare anche per farsi pubblicità, ma queste sono le regole
del business…l’importante è rimanere se stessi. Riguardo alle polemiche
negative che ne sono seguite non le commento neanche, perché chi mi conosce
sa bene cosa vuole da me.
Il
reality show, naturalmente, era considerato un po’ controverso già prima
che iniziasse. In effetti anche tu sei una persona un po’ fuori dalle
regole…
Non credi che tutto il clamore e le polemiche che ne sono seguite siano
state un modo indiretto per fare pubblicità allo show? (quindi in ogni
caso, si può affermare che non sono tutti nemici coloro che ti attaccano
verbalmente su tutto ciò che fai…)
Infatti è un po’ quello che ho detto nella precedente risposta: nella
vita anche gli stronzi alla fin fine ti aiutano.
In che modo hai reagito alle “provocazioni” di chi ti riteneva non
“adatto” a questo reality show?
Penso di aver seguito la mia strada con convinzione e orgoglio.
Se te lo proponessero, come immagini che fosse il tuo prossimo reality
show?
Non so, comunque per ora non se ne parla proprio, oggi i Motley Crue hanno
la priorità assoluta.
Prima il ritorno dei Motley Crue, ed ora il tuo show insieme al tuo
album solista. Un periodo intenso per la tua attività…
Naturalmente lo show televisivo e l’album sono usciti contemporaneamente.
Sarei un idiota se non li avessi fatti uscire insieme, perché quello era
il momento giusto per farlo. Io e il mio amico Butch Walker abbiamo scritto
il pezzo “Good Times”, un brano incredibile inerente al programma e così
quando la gente ascolta la musica durante lo show, conosce anche un po’
di quello che troverà sull’album.
È significativo sapere che la SPV abbia contenuto i costi (sotto tua
specifica richiesta) per favorire la vendita del cd…
Non tutti i ragazzi hanno la possibilità di poter acquistare un cd ed
in questo ho trovato la piena disponibilità da parte di quelli della SPV.
Musicalmente, il nuovo album è molto diverso dai precedenti. Ma quale
è la vera identità stilistica di Tommy Lee solista e cosa mi dici di questo
tuo orientamento prettamente “pop”?
È chiaro che con i miei dischi solisti non volevo fare della musica uguale
ai Motley Crue, ma seguire il mio istinto e la mia creatività del momento…
Sulla questione del “pop” ti posso dire che non ci trovo molto distacco
da ciò che ho fatto in passato: ci sono alcune belle canzoni, alcune “heavy”
ed altre “pop” e quando dico “pop” intendo veramente belle canzoni.
Ricordo purtroppo la sciagurata esibizione dei tuoi Methods Of Mayhem
qui in Italia al Gods Of Metal Festival del 2000…purtroppo non tutti erano
tuoi fans…
Mi ricordo…e ricordo che quel giorno ero veramente incazzato…come dici
tu, non tutti lì erano miei fans.
Come vedi il tuo futuro nei Motley Crue? Molti fans sperano veramente
che questa reunion duri per sempre, anche perché il tour per voi è andato
benissimo…
Si, hai ragione, per il momento abbiamo intenzione di suonare in giro
il più possibile, poi probabilmente, entro la fine del 2006, torneremo
con un nuovo album. Abbiamo già cominciato a scrivere il nuovo materiale,
in particolare Nikki e io stiamo lavorando su alcuni pezzi sul mio bus
adibito anche a studio di registrazione, ma è ancora troppo presto per
parlarne.
R
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