:: INTERVISTA A BERNEMANN DEI SODOM
Quello che segue è il resoconto di una chiacchierata post-concerto tenuto al S-Hammer Metal Festival col disponibile Bernemann, chitarrista della band, in un camerino imbandito da bevande di ogni genere; i deliri di fine intervista ed un’improbabile caccia alle zanzare, sono infatti imputabili in gran parte proprio all’elevato tasso etilico di tutta la crew, che schierava da parte di Raw and Wild il mastermind della webzine Roberto, il doomster Doomenicus, la mia consorte Angela (alla videocamera, altrimenti questa intervista sarebbe andata a farsi fottere...) ed il sottoscritto, che cercava di serbare lucidità residua per le domande. Ecco quello che ne è stato vomitato fuori.
Dunque, ho trovato il vostro ultimo cd un riuscito connubio tra “Code red”e “M-16”, con un’alternanza tra pezzi più veloci e slow parts... Quale è la tua opinione al riguardo?
Bene, prima di registrare il disco ci eravamo preposti l’obiettivo di registrare pezzi che fossero stati al passo coi tempi, materiale energico, potente, e la produzione ha notevolmente influito sotto questo aspetto, rispecchiando appieno l’attitudine Sodom targati 2006.
Come mai la scelta di intitolare l’ultimo lavoro semplicemente “Sodom”? Cercavate qualcosa dal forte impatto, senza orpelli?
Esatto, il primo pensiero nella scelta del titolo è stato quello di far capire ai nostri fans che si trattava di un evento davvero speciale, il nostro ritorno sulle scene dopo un periodo di assenza...volevamo urlar loro: “Sodom is back!”(i Sodom sono tornati n.d.a.).
Per quale motivo avete deciso di registrare un live in Bangkok?(Tom Angelripper mi suggerisce, sussurrandomi all’orecchio “cheap fucking”, ovvero, “scopate economiche...”)
Beh, è un posto davvero inusuale dove registrare un live show, e la nostra convinzione è stata accresciuta dall’aver riscontrato sempre un notevole interesse per i Sodom le volte precedenti che suonammo là...
Qual è la cultura musicale di un posto come Bangkok?
Sebbene la scena locale non sia molto nota, i kids sono dei folli totali, dotati di un entusiasmo ammirevole: è come una grande famiglia, ti giri per strada e ti ritrovi circondato da una moltitudine di gente vestita di nero, con capelli lunghi, catene, davvero un posto unico...
Ti senti responsabile per la fama mondiale di cui godete in ambito thrash/death metal
quando componete nuovo materiale?
No, affatto! Facciamo musica da molti anni ormai, e continuiamo ad adorare quello che facciamo, è questa la nostra maggiore gratificazione; non pensiamo a chi possa poi piacere quello che facciamo, non siamo una “assholes band” (band di rotti in culo n.d.a.), non lo siamo mai stati e non lo saremo mai, andiamo in studio, ci portiamo delle birre e facciamo quello che più ci piace.
Avresti mai pensato che i Sodom sarebbero divenuti così popolari, sebbene dopo tanti albums?
Sono ancora molto sorpreso dalla nostra fama, è qualcosa che non puoi pianificare dall’inzio...mi ricordo ancora perfettamente il mio primo show con la band e l’emozione di vedere la folla sottostante urlare a squarciagola il nostro nome, dunque posso tranquillamente ammettere di aver imparato io stesso proprio dai fans quanto fosse importante la band nella quale suonavo e suono tuttora.
Quello che stai dicendo trova pieno riscontro nel live show da voi appena tenuto: ho notato uno strettissimo contatto col pubblico, un feeling naturale e reciproco...
Infatti, proprio così, mi reputo al loro stesso livello, condivido le loro emozioni, la passione per questa musica ci unisce.
Amate ancora i Motorhead?
Si, certo, anche se personalmente preferisco i primi Motorhead a livello di sound, è innegabile che Lemmy e la sua band abbiano e continuino a rappresentare per i Sodom un punto di riferimento.
Preferite suonare solo come Sodom oppure anche in bill come quello di qualche anno fa ad esempio, insieme ad altri due alfieri del thrash, come Kreator e Destruction?
Non fa poi molta differenza: ricordo con enorme piacere quando proprio in Italia suonammo con le bands da te citate, fu per i kids un’emozione enorme vedere la triade teutonica ricostituirsi e calcare lo stesso palco...
…bands degli anni ’80, con affinità e divergenze...
Proprio così, e tutte nello stesso tour! Ci lega davvero un legame di forte amicizia con Destruction e Kreator, alternavamo l’headlining dello show ogni sera proprio per il massimo rispetto che ci unisce, e viaggiavamo nello stesso tour-bus per 6 settimane.
Senti dunque ancora presente il legame con queste bands?
Senza alcun dubbio...credo che 10-15 anni fa la cosa non sarebbe stata possibile, adesso invece abbiamo un forte rispetto reciproco...
Ultima domanda, una curiosità personale: che musica ti piace ascoltare?
(Caos totale: Angela evoca i Velvet Underground, Tom Angelripper dal suo trono in legno urla: Gianna Nannini!! Dopo un coro di disapprovazione e risate alcoolico/isteriche, si cerca invano di riprendere il filo...Bernemann che invoca il blasfemo nome di Ramazzotti con convinzione, il sottoscritto che blatera di punk e Dead Kennedys...Bernemann riprende in mano la situazione)
Due giorni fa ho preso l’ultimo dei Trivium, è una band che merita, mi piacciono parecchio, riescono in un connubio tra melodie ed impatto davvero notevole...poi a casa sento roba vecchia, tipo Crimson Glory, Vicious Rumors...
A tal punto, ci concediamo qualche salubre bicchiere di whiskey fornitoci dai Sodom stessi ed andiamo in cerca di altra birra, prima che le zanzare del luogo ci perforino le carni durante la notte...
Angy
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