:: Intervista agli Aither
PER INIZIARE RACCONTATECI COME NASCE LA BAND (BREVI CENNI BIOGRAFICI)
Pierluigi "Aries": La band nasce da una mia idea durante il mese di Aprile del 2005. Anzi inizialmente doveva trattarsi di un mio progetto solista, ma poi l'alchimia che si è formata fra i vari componenti ha fatto sì che nascesse un gruppo vero e proprio, in cui ognuno offre il proprio contributo sia a livello artistico-musicale che organizzativo.
DESCRIVETECI I VOSTRI ULTIMI LAVORI
Pierluigi "Aries": Attualmente abbiamo soltanto un demo all'attivo, registrato durante il mese di luglio del 2005 e pubblicato a settembre 2005. Stiamo lavorando per la pubblicazione di un "Promo 2006" che conterrà tre tracce, le quali rappresentano sicuramente di più gli Aither come band. Infatti il demo consta di soli due brani (più un intro strumentale scritto da me e il tastierista), che sono praticamente due miei vecchi brani (avevo scritto io sia la musica che i testi) che fino ad ora non ero riuscito a registrare con nessuno. Quindi questi due brani sono poco rappresentativi degli Aither, ma rappresentano più che altro "la nascita" della band. Inoltre dopo la registrazione di questo primo demo (che si intitola "Awoken from Beyond") è entrato nella line-up del gruppo un secondo chitarrista: Alberto "Ishtar", il che ha arricchito notevolmente la band, sia dal punto di vista dell'impatto sonoro che da quello compositivo.
QUALI SONO LE BANDS CHE PIU' HANNO INFLUENZATO IL VOSTRO SOUND?
Pierluigi "Aries": Sarebbero veramente troppe da elencare perché ognuno di noi a dei gusti abbastanza diversi (che spaziano anche al di fuori del Metal). Basta dare un'occhiata alle schede personali dei componenti del gruppo sul nostro sito (www.aither.it) per rendersene conto! Sicuramente però ci sono alcune bands comuni a tutti noi, ovvero i classici: Metallica, Iron Maiden, Pantera e tutti i vari "mostri sacri" che rappresentano le colonne portanti della storia del Metal.
QUALI SONO LE TEMATICHE DEI VOSTRI TESTI?
Pierluigi "Aries": Nei due brani presenti sul demo i testi parlano di due tematiche completamente differenti. Infatti il primo pezzo, che si intitola "The Coming of the Blessed Age", è ispirato alla cosiddetta "dottrina delle quattro età", fondamento comune praticamente a tutte le tradizioni del mondo e in cui è descritta una visione ciclica della storia dell'universo e dell'umanità, il cui fondamento è il concetto della caduta, che culmina in una rinascita e un ritorno alla perfezione dei primordi. Nel testo si parla proprio di questo ritorno ad una leggendaria "Età dell'Oro". Il secondo brano ("Alone Under the Sky") parla della profonda sofferenza di una persona che non è riuscita ad adattarsi nel mondo in cui vive e non riesce più a trovare speranza in nulla. Due testi quindi praticamente opposti in quanto a contenuto; infatti mentre il primo parla di rinascita, il secondo è intriso di un senso di morte e di un pessimismo totale. Nel promo ci saranno testi che affronteranno tematiche ancora differenti (fra l'altro non saranno testi miei, ma del cantante Rubens e del bassista Domenico). In generale comunque non ci poniamo limiti per quanto riguarda le tematiche dei testi. Qualsiasi cosa colpisca la nostra emotività va bene. Stesso discorso vale per la musica. Naturalmente per dimostrare ciò avremo bisogno di tempo e di più registrazioni! Due brani (in cui fra l'altro c'è una sproporzione nel contributo compositivo fra me e il resto della band) non rendono minimamente giustizia a questo approccio, ma non basterà neanche l'aggiunta dei tre pezzi del prossimo promo CD. Ci vorrà più tempo perché gli Aither possano davvero esprimere anche soltanto i propri "intenti artistici"!
AVETE AVUTO LA POSSIBILITA' DI ESIBIRVI DEL VIVO? COM' E' STATA FIN ORA LA RISPOSTA DEL PUBBLICO?
Pierluigi "Aries": Fino ad ora abbiamo suonato due volte nella nostra città (Cosenza). Sul nostro sito sono anche presenti due spezzoni video che testimoniano queste nostre prime due esibizioni live. La risposta del pubblico è stata buona e ne siamo rimasti molto colpiti, ma è pur vero che una buona metà del pubblico presente (un centinaio di persone in tutto) erano nostri amici o conoscenti, o comunque erano persone che ci avevano visto suonare nei nostri precedenti gruppi. Penso che il vero "live test" per gli Aither sarà quando suoneremo fuori dalla nostra città, davanti ad un pubblico che non ci conosce proprio. Alla fin fine è così per tutte le bands. Noi non abbiamo ancora neanche un anno di vita come gruppo, quindi per ora aspettiamo con pazienza che si verifichi questa opportunità!
COSA LEGA LA BAND NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?
Pierluigi "Aries": Indubbiamente la passione per la musica! Al di là di ciò però ci sono fra di noi dei legami di amicizia che sono precedenti alla nascita degli Aither (fra l'altro si era già verificato che alcuni di noi suonassero insieme in bands locali). Molti di noi in realtà si frequentano più "extra-Aither". D'altronde noi proviamo ancora una sola volta (raramente due) a settimana, ma - ad esempio - io mi vedo con Domenico e Alex (il batterista) quasi ogni giorno e molte di queste volte degli Aither non ne parliamo proprio!
COSA PENSATE DELLA SCENA METAL ITALIANA? CREDETE CHE QUALCOSA STIA CAMBIANDO?
Pierluigi "Aries": Che qualcosa stia cambiando è sicuro. Lo dimostrano il successo di band come Lacuna Coil, Rhapsody e Labirinth. Le tre band che ho appena citato stanno avendo un buon successo a livello di vendite e diffusione della propria musica ben oltre i confini della nostra penisola (tanto, evitando ipocrisie, è questo il parametro che utilizziamo tutti per quantificare il valore di una band). Poi comunque possiamo vantare "cult-band", che rappresentano praticamente la nascita del Metal in Italia, di cui andare fieri come Necrodeath e Death SS. Per quanto riguarda la scena più underground italiana, personalmente non la conosco bene. Quelle poche volte che vi ho avuto a che fare (anche con una mia ex-band, i Darkshine, con cui registrai un demo nel 2001 con recensioni ed interviste sul Web sia in Italia che all'estero e con cui partecipai ad una compilation della Dawn of Sadness) non ne ho avuto una buona impressione. Mi è sembrato di notare che alla fin fine la fa da padrone una forma di concorrenza fra i gruppi alquanto "provincialesca", in cui sembra che si pensi che per "riuscire" bisogna un po' fregare l'altro, altrimenti: "poi ci fotte il posto". Naturalmente questo modo di fare è perpetrato cercando di dimostrare il contrario, ovvero che si è tutti fratelli e che la cosa più importante è bere fiumi di birra insieme. E naturalmente ciò è controproducente per tutti, perché "la scena" ne viene sistematicamente indebolita. Potrebbe essere che mi sbagli e sicuramente ho visto troppo poco, però questo è quello che mi è sembrato di percepire sia vivendo alcune situazioni, sia osservandole dall'esterno. Infine per quanto riguarda la scena locale, dalle nostre parti (ovvero in Calabria e più specificamente a Cosenza) siamo al di sotto del livello "di sopravvivenza". E per quanto riguarda quest'ultima le cose che ho detto prima non sono una supposizione, ma una realtà di fatto tangibile e indiscutibile.
RAW & WILD TRATTA PRINCIPALMENTE METAL ANNI '80. COME VEDETE QUESTO PERIODO DAL PUNTO DI VISTA CREATIVO?
Pierluigi "Aries": Beh, la maggior parte delle grandi band Metal sono nate e si sono sviluppate in quegli anni (e anche quelle che sono nate prima, come gli Iron Maiden, hanno conosciuto il loro apogeo in quella decade), quindi ci sono pochi commenti da fare a riguardo! Personalmente non li ho vissuti "in prima persona" (ho iniziato ad ascoltare Metal negli anni novanta, quindi i gruppi degli anni ottanta li ascoltavo già allora come "i padri" del genere - i mostri sacri degli anni settanta, Led Zeppelin, Black Sabbath, Deep Purple, ecc., li vedevo, e li vedo, come "i nonni!). Il Metal degli anni ottanta ha stabilito praticamente la maggior parte degli elementi che ancora oggi definiscono il genere. Tutti i clichè (musicali, attitudinali, di immagine e via dicendo) derivano praticamente da lì. Personalmente ne considero alcuni positivi ed altri negativi. Non sono per esempio un grande estimatore dell'elemento di teatralità, spesso - per i miei gusti - un po' pacchiana, che si è sviluppato in quegli anni e che ancora oggi è praticamente una delle caratteristiche fondamentali del Metal - anche se in forme diverse - ma adoro la musica di quegli anni dal punto di vista prettamente compositivo e penso anche di esserne fortemente influenzato appunto quando compongo (d'altronde se hai ascoltato centinaia e centinaia di volte gli album di band come Metallica, Iron Maiden e Judas Priest come potrebbe essere altrimenti?). Dal punto di vista creativo non penso che ci siano decadi più prolifiche di altre, ma semplicemente diverse. Sicuramente il "True Metal" (da intendere nella maniera più completa possibile, non solo come capelli lunghi, borchie e headbanging) è un concetto che spetta di diritto agli anni ottanta.
PROGETTI FUTURI ED EVENTUALI CONCLUSIONI
Pierluigi "Aries": I progetti futuri sono tanti, visto che siamo praticamente ancora all'inizio della nostra avventura come band! Come ho detto prima adesso siamo impegnati nella preproduzione di un promo CD di tre pezzi che speriamo di finire per maggio del 2006. Naturalmente ne seguirà la solita trafila di spedizioni ad etichette discografiche, riviste e zines del settore. Poi vogliamo organizzare un concerto nella nostra città per aprile 2006 (da noi funziona così per quanto riguarda il Metal: o te lo organizzi da te il concerto o non suoni). Nel frattempo per chi ha voglia di conoscerci "virtualmente" c'è il nostro sito all'indirizzo www.aither.it dove si possono scaricare i brani (in forma integrale o anche solo dei samples) che compongono il nostro primo demo "Awoken from Beyond", l'artwork completo zippato e anche alcuni spezzoni video dei nostri primi due concerti suonati a Cosenza nei mesi passati, dove si possono ascoltare degli "assaggi" di quelli che saranno i brani che comporranno il promo di cui sopra. Per concludere vi ringraziamo per lo spazio concessoci e vi auguriamo il meglio con "Raw and Wild"!
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Pierluigi Ammirata
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Via Veneto, Cosenza – 87100
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