Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





:: Intervista ai Dead Venus

L'entusiasmo di Daniele per i Dead Venus, la nuova creatura musicale di Seraina Telli, era già percepibile dalla sua trionfale recensione del loro debut “Bird of Paradise”. Vi lasciamo dunque alla chiacchierata tra il nostro collaboratore e la singer svizzera, che parla della sua nuova creatura e della sua concezione del progressive rock, pur senza rinnegare i suoi trascorsi...

Ciao Seraina, benvenuta su Raw & Wild. Consideri i Dead Venus come una sorta di one-woman-band o un vero e proprio gruppo?
Ciao Daniele, sono felice di essere tra queste pagine, e colgo l'occasione di ringraziarti ancora una volta per l'ottima recensione del nostro disco di debutto! I Dead Venus sono una band vera e propria: all'inizio sono nati come progetto solista, ma non c'è mai stata l'intenzione di farne una one woman band. Poi, ho iniziato a cercare le persone giuste con cui suonare; Mike Malloth (batteria) ha risposto alla mia chiamata e mi ha consigliato il bassista Andre Gaertner... ecco dunque il trio al completo!

La voglia di comporre e trascrivere in musica questo arcobaleno di emozioni deriva dal fatto che in qualche maniera ti sei liberata da una sorta di prigione musicale costituita dal tuo gruppo precedente?
I brani del disco sono stati scritti mentre ero ancora in un gruppo heavy metal [le Burning Witches, ndr] e persino prima. In realtà credo che il pezzo “Redemptionless” sia stato addirittura scritto nel 2014! In ogni caso, è tutta questione di equilibrio, perché con i Dead Venus faccio semplicemente quello che mi piace e gli altri ragazzi fanno la loro parte. Tutti noi siamo molto legati alla musica e amiamo sperimentare e lasciare che le cose si sviluppino. Il processo compositivo dell'heavy metal è qualcosa di completamente diverso, ma ovviamente ha anch'esso il suo fascino. In sostanza, credo che per essere davvero creativi non bisogna porsi limiti: la cosa più sorprendente è osservare quello che succede quando suoni e basta, senza porti dei paletti.

Sei stata un'insegnante di canto per bambini... dai ancora lezioni? Cosa significa insegnare ai bambini nelle scuole canzoni tipo “Holy Diver” o “Leather Rebel” dei Judas Priest, vista (forse) la non facile assimilazione di dinamiche musicali? E soprattutto, che cosa ti ha lasciato come esperienza?
Sì, insegno ancora, sia ai piccoli che ai grandi. È molto bello sentire i bambini cantare una musica così potente, pur non essendo cresciuti con essa – semplicemente, cantano e la amano. Ecco... questa è la passione, ed è la cosa più importante nella musica.

Dall’ascolto dell’album si evince che la tua cultura musicale assimila diversi stili – AOR, goth, classic metal, ecc. Quali sono i tuoi gusti preferiti o le band che ti hanno ispirato?
Sono sempre stata affascinata dalla follia creativa di musicisti e artisti; non a caso, i miei primi eroi sono stati Marilyn Manson, Björk, Alice Cooper, Him e i Rammstein. Poi ho scoperto l'heavy metal: i miei preferiti sono Dio e i Judas Priest, ma anche alcune band progressive metal come gli Opeth e i Pain of Salvation. Per molto tempo ho pensato che avrei dovuto scegliere un genere musicale ben preciso, ma non l'ho mai fatto; il mio obiettivo è quello di mettere insieme tutte queste cose, e questo è il motivo per cui suono progressive rock: questo genere di musica non conosce limiti, tranne per il fatto che in esso il concetto stesso di musicalità non debba mai andare perduto, nonostante l'alto livello tecnico richiesto.

Scrivere un disco hard rock di livello eccelso come il tuo esordio, senza l’ausilio di chitarre compresse, iper prodotte e solitamente aiutate da vari sistemi software, potrebbe essere visto come una mosca bianca all’interno di questo panorama inflazionato dalla modernità. Che ne pensi?
Esatto, credo che “Bird of Paradise” sia assolutamente fuori norma nel panorama del rock, come ad esempio potrebbe esserlo una band heavy metal senza chitarra distorta... sarebbe sicuramente qualcosa di speciale! Tuttavia, come dicevo nella risposta precedente, è il progressive rock a consentire di attraversare i confini tra i generi, quindi credo che il tutto si adatti bene. Di sicuro non vogliamo porci dei limiti in fase di composizione ed esecuzione, quindi... credo che potrete sentire anche una chitarra elettrica nel prossimo album!

Ho trovato il disco deliziosamente soffice, ma molto conturbante e variegato. Cosa vuoi trasmettere con questa similitudine agrodolce?
Grazie per la definizione! Vedo “Bird of Paradise” come una raccolta di esperienze quali il dolore, la paura, il coraggio e l'amore sconfinato per la musica, con un messaggio ben preciso: restate fedeli a voi stessi e non lasciate che nessuno vi dica quello che si può fare e quello che non si può fare. Il concetto espresso nella title track, “It's in your heart my friend – in your soul, I know, you will find the colors of the world”, rappresenta appunto il significato principale dell'album.

“Human Nature” è per il sottoscritto un’autentica perla, un gioiellino AOR con forti rimandi alle Heart. Di contro, ci sono canzoni con un irrobustimento del sound che rimanda ad effetti operistici simil Savatage. Questo saliscendi musicale è studiato a tavolino o è casuale?
È un po' la combinazione dei due approcci, in costante evoluzione. All'inizio c'è un'idea, poi ci lavoro su cercando di farlo anche su basi teoriche, poi viene fuori l'idea successiva e così via...

Parlami della ballata intimista “Dear God”. Che rapporto hai con la religione?
“Dear God” non parla tanto di religione, quanto di come la gente si serva della fede degli altri per arricchirsi e trarne dei vantaggi personali. Se leggi il testo attentamente, scoprirai che non ha alcun senso... parlo con un “Dio” che non è lì ad ascoltarmi, e non c'è nessuno con cui prendersela. È proprio questo il dilemma del pezzo, che si rivolge a chiunque tragga vantaggio dalle paure degli altri di proposito, e lo faccia nel modo peggiore possibile. Parlo di chi conduce le guerre di religione e lo fa per i soldi e per il potere, parlo di chi fomenta l'odio e il razzismo, nonché di quelli che abusano dei bambini che sono a loro affidati, e questi solo solo alcuni esempi...

Domanda d'obbligo, visti i tuoi trascorsi con le Burning Witches: quella dalla band è stata una separazione consensuale? Hai ancora contatti con alcune di loro? C'è la possibilità di qualche collaborazione futura, o di qualche ospitata?
No, sì, no e no [più chiara di così... ndr].

Come siete riusciti a organizzare il lavoro in questi mesi di pandemia e lockdown?
Naturalmente, i nostri piani sono stati scombinati: molti concerti sono stati rimandati o addirittura cancellati. Non è facile organizzare qualcosa, e temo che le cose non miglioreranno, almeno fino all'anno prossimo. Tuttavia, pur senza la possibilità di suonare dal vivo siamo almeno riusciti a dedicarci alla pre-produzione del secondo album dei Dead Venus, ai video, al marketing per la band e ad altre cose. Quindi... non siamo stati con le mani in mano e non ci stiamo affatto annoiando (ride, nda)!

Progetti futuri? Una discesa italica? Le ultime parole sono per te...
Suonare in Italia sarebbe fantastico! Mica riesci a organizzarci un tour? [vai Daniele, è il tuo momento... ndr]. Ehi, mi piacerebbe ringraziare i vostri lettori! Cercateci su Spotify, YouTube, Facebook, Instagram, ecc., e contattateci se volete ordinare il nostro album su CD o su doppio LP. Grazie mille per l'intervista, Daniele! Alla grande! Speriamo di vederti presto, magari a un concerto! Ciao da Seraina!

Daniele Mugnai

<<< indietro


   
Carcass
" Despicable "
Crépuscule d’Hiver
" Par-Delà Noireglaces et Brumes-Sinistres "
Gotthard
" Steve Lee - The Eyes of a Tiger: in memory of our unforgotten friend "
Corde Oblique
" The Moon is a Dry Bone "
In-Side
" Life "
Raven
" Metal City "
Vader
" Solitude in Madness "
Primal Fear
" Unbreakable "

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   


Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2020
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info


admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Privacy | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild