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Raw & Wild Rockfest IX edizione



:: Intervista ai The Dolly’s Legend

Benvenuto Frank! Raccontaci in breve la tua storia musicale e quella della nascita dei tuoi The Dolly’s Legend!

F: Grazie! C'è anche Nataly, mia moglie e bassista.
N: Ciao a tutti!
F: Suono dal 2002 e il mio progetto musicale The Dolly's Legend è attivo dal 2007. Fino a quattro anni fa ho suonato sempre da solo con voce e chitarra ma poi sono riuscito a trovare i ragazzi giusti, Claudio e Steve, oltre a mia moglie Nataly, per affiancare la The Dolly's Legend Band. Da solo ho suonato circa 150 volte in giro per l'Italia e una volta in Inghilterra.

È fuori da poco Wolves’ Songs, il vostro nuovo album: siete soddisfatti del lavoro finale?
F: Tendenzialmente, quando finisco un disco e lo riascolto dopo qualche settimana, trovo sempre cose sparse qua e là che avrei potuto fare diversamente… ma ci sta. È inevitabile quando componi, registri, fai registrare gli altri, editi, mixi e fai il mastering... come faccio io! Alla fine è molto difficile essere obiettivi soprattutto per quelli come me, cioè quelli super auto critici, che cercano sempre un modo migliore per portare la canzone più su di livello, soprattutto in fase di mix, però penso sia l'atteggiamento giusto per migliorare sempre di più. In poche parole siamo soddisfatti ma il prossimo lavoro sarà ancora migliore... Promesso!

Questo disco è stato definito “un viaggio Rock”: cosa aspettarci?
F: Wait, la prima traccia, è un lento che cresce, Drivin', la traccia seguente, è un semi acustico veloce, poi in Fake arriva tutta la band carica per poi tornare a un Blues lento e sofferto come Orlando. E così via... ho cercato di comporre con molte sfumature fra una canzone e l'altra, Trust è l'esempio perfetto. Alla fine secondo me anche un lento può essere Rock, perché il Rock è un'attitudine non un genere. Se suoni quello che ti piace e quello che ti va senza compromessi sei Rock! I ragazzi, Claudio, Steve e Nataly, sono perfetti per questa band perché hanno capito questo mio modo di vedere la musica.

Attualmente siete in tour. Che tipo di concerto si troverà ad ascoltare chi viene a vedervi dal vivo per la prima volta?
Domandone... direi un concerto di musica sincera, con poche chiacchiere perché non sono per niente bravo a parlare sul palco. Insomma... un concerto con musica da ascoltare e non da sottofondo!

Rock e non solo nel vostro background?
F: Nel mio personalmente il Grunge è al primo posto, seguito dal Blues, dal Folk, dal Classic Rock '70... Ascolto e ho ascoltato un po' tutto a parte il Reggae e il Funk. Massimo rispetto per carità solo non sono i miei generi. Sostanzialmente vado dagli anni '60 fino ai '90 nell'ascolto ('70 e '90 in primis). Negli anni 2000 qualche buona band in giro c'è stata, ultimamente ascolto moltissimo i Black Stone Cherry, grandissimo sound. Nataly adora i Queen, David Bowie e i Rolling Stones... ah già... anche gli Aerosmith e Bon Jovi. Claudio, il batterista, i Foo Fighters e il Rock classico in generale mentre il guru di Steve, il chitarrista solista, è BB King!

Dammi almeno tre aggettivi per “inquadrare” la vostra musica? N: Energica... Genuina... Poliedrica!

Quali ascolti vi hanno formato come band?
N: La nostra è la band di un cantautore, quindi alla fine sono gli ascolti che hanno formato Frank, ognuno mette del suo ma l'impronta principale è la sua.
F: Chris Cornell, a cui è dedicato l'album, ha avuto l'influenza maggiore a livello di scrittura dei testi e composizione delle mie canzoni, mescolato a Springsteen e Dylan. Poi provo sempre a mettere del mio dappertutto.

Come è nato il singolo No news today?
F: No News Today è nata per puro caso. Stavo smanettando con la chitarra ed è uscito il primo verso. Poi il resto di conseguenza. Tempo di composizione: 5 minuti, testo compreso. Ogni tanto capita, per fortuna.
Il testo nasce, come molte canzoni, dalla difficoltà della nostra generazione di trovarsi un futuro e sicurezza. Viene spontaneo fare il confronto coi nostri nonni, che hanno vissuto la guerra e hanno provato molto più di noi l'istinto di “sopravvivenza”. “Full Metal Jacket” e “Niente di nuovo sul fronte occidentale” hanno dato un aiuto ad arricchire e completare il tutto.

Grazie del tempo dedicatoci! Per concludere, un saluto ai nostri lettori!
F: Ciao a tutti e grazie per avere letto questa intervista! Ascoltate Wolves' Songs e veniteci a sentire live... ovvero la situazione ideale per tutte le band!
N: Ciao a tutti! Vi aspettiamo!

BF

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