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Intervista ai THE DEALERS

Benvenuti ai THE DEALERS! Ragazzi raccontateci un po’ della band.

Ciao! La band nasce nei primi mesi 2013 a Molfetta(BA). In quel momento io(Giovanni vox,gtr) e Gigi(bass) ci siamo ritrovati a suonare insieme dopo aver cominciato un progetto poi abbandonato qualche anno prima. Il nostro sound iniziale era totalmente diverso da quello attuale e si è definitivamente assestato,ormai un paio di anni fa, con l'ingresso nella line up di Leo alla batteria.

È da pochissimo fuori PSYCHES TORN APART, il nuovo singolo e video estratto dal vostro ultimo e.p. Droops of loose humanity. Ce ne volete parlare?
Psyches torn apart è un pezzo al quale siamo particolarmente affezionati, perché penso rappresenti fedelmente il nostro modo di fare musica ed ha segnato una piccola svolta nel nostro modo di comporre,essendo riusciti, a mio parere, ad inserire in questo pezzo sia parti più aggressive sia parti più melodiche ed introspettive. Dopodiché è stato abbastanza naturale scegliere questo pezzo come nuovo singolo e la realizzazione del video è stata per noi estremamente facile e divertente grazie al prezioso lavoro svolto dal regista Gennaro De Pinto

Prima invece era stato il turno del singolo/video Strike down?
Strike Down, che è anche l'opener dell'EP è un pezzo estremamente energico e solido con il quale abbiamo più volte aperto i nostri live,proprio in virtù del suo carattere. Quando l'abbiamo composto avevamo in mente le sonorità dei Mötorhead, ed è a loro, a torto o a ragione, che ci siamo ispirati quando scrivevamo questo pezzo. Riteniamo il video un bell'esperimento essendo stato girato con una camera a 360 gradi. Proprio per questa sua particolarità , il video ha riscosso un discreto successo alla sua uscita.

Siete attualmente impegnati in un live tour promozionale. Qual è il vostro rapporto col palco e con il pubblico?
Quello del live è senza dubbio il nostro habitat naturale, ci sentiamo realmente irrealizzati quando non ci esibiamo per un po' . L esperienze in studio sono sempre stimolanti ma è durante il live che esprimiamo al meglio le nostre potenzialità dando spazio non solo ad un'interpretazione ancora più intima ed energica dei pezzi, ma anche inserendo quanti contenuti possibili, anche video se possibile. Il rapporto col pubblico d'altro canto è sempre stato fonte di soddisfazione per noi: l'empatia e le emozioni trasmesse dalla band al pubblico e viceversa, sono indescrivibili e sono il vero e proprio carburante che spinge non solo noi, ma la stragrande maggioranza delle band underground ad andare avanti anche a costo di qualche sacrificio

L’Hard Rock è il vostro marchio di fabbrica. Quale è stata l’evoluzione che vi ha portato a questo sound?
L'idea iniziale mia e di Gigi, al momento della fondazione della band, era quella di coniugare due nostre grandi passioni musicali: l'hard rock/metal e il rock/blues americano anni 50. Tuttavia col passare degli anni e con l'ingresso di Leo nella band è innegabile che il nostro sound abbia decisamente virato verso l'hard rock. A dirla tutta,il nostro viaggio di esplorazione musicale non sembra essersi fermato, visto che nei pezzi composti successivamente all'uscita di DROPS OF LOOSE HUMANITY, la nostra vena metal ha cominciato a riaffacciarsi più viva che mai.

Quali le fonti d’ispirazione per i vostri testi?
Potenzialmente ogni cosa. Da qualche tempo a questa parte i testi sono prerogativa dal nostro batterista Leo, che fa riferimento spesso ad eventi personali accadutigli ed ha un modo di scrivere particolarmente diretto. Personalmente preferisco lasciarmi influenzare più da libri o film e scrivere in maniera più distaccata per far sì che chi legge/ascolta possa interpretare in maniera più soggettiva possibile il concetto. Gigi , il nostro bassista, invece, quando si è approcciato alla scrittura ha preferito fare riferimento a temi sociali

Con K331, il vostro lavoro d’esordio, avete avuto parecchi consensi anche all’estero. Pensate che fuori dai confini italiani la musica emergente, ed i giovani musicisti, abbiano maggiore considerazione rispetto al nostro paese?
C'è sicuramente meno scoramento e meno ostruzione nei confronti del genere, . Di sicuro la situazione italiana attuale è veramente drammatica ma anche all'estero non è tutto oro quello che luccica. Certo è che in alcuni contesti, come quello sudamericano o dell'est Europa l'hard rock e il metal in generale sono ancora visti come generi di rottura e di protesta e questo aiuta molto i ragazzi, soprattutto i più giovani, ad avvicinarsi al genere. Non è un segreto del resto, che ormai molte band americane facciano il maggior numero di sold out proprio in queste parti del mondo

Fate un saluto ai nostri lettori!
Grazie mille a Raw & Wild per la possibilità concessoci e ai lettori che vorranno seguirci. Potete raggiungerci su Facebook (TheDealersItaly) , da dove potete ascoltare l'intero EP e su Youtube (TheDealersItaly). Speriamo di vederci presto live e con un bel full leght!

THE DEALERS
http://www.facebook.com/TheDealersItaly



BF

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