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:: Intervista agli ILLacrimo

ILLacrimo. Raccontateci un po’ la vostra storia!

Il progetto nasce dall' incontro mio e di Federica alla fine del 2012, abbiamo trovato subito sintonia e ci siamo messi a scrivere i primi brani assieme. Gli iLLacrimo sono un duo a cui si aggiungono altri elementi in relazione al bisogno sia in studio che per i live.

Il vostro nuovo singolo “Sabbia al vento” è una rivisitazione di un brano di una famosa band ungherese. Come mai questa scelta?
Durante un nostro viaggio a Budapest, siamo venuti in contatto con il producer magiaro Attila Kornyei, che ci ha proposto di realizzare un arrangiamento in italiano di un brano ungherese di successo.Tra i pezzi che ci ha dato c'era appunto “Homok a szélben” dei Koral, che subito ci è piaciuto molto. Abbiamo presentato tre versioni diverse ed alla fine quella che potete ascoltare è stata la preferita dagli autori originali, che ci hanno supportato moltissimo e di cui siamo grati per questo.

Si può dire che questo pezzo sia il vostro ritorno sulla scena nazionale, che vi ha visti già protagonisti con i precedenti lavori?
In realtà non abbiamo mai snobbato il mercato italiano, semmai l'inverso! Il nostro paese è abbastanza chiuso verso la musica inedita non incline a quanto passano le radio, quindi si tende a risultare piuttosto invisibili ai più .

All’estero spopolate, tanto da esservi guadagnati una nomination ai Grammy Awards e non solo. Quali le differenze tra qual mercato e quello italiano?
La differenza sta soprattutto in due aspetti secondo me:gli spazi e l'interesse dell'ascoltatore.
Per il primo punto, qui da noi per suonare live o fai tributi ad artisti super famosi, come Vasco o Ligabue, che la gente conosce a memoria, oppure ti adegui a farlo gratis, con i gestori che se non gli porti persone non ti lasciano spazio adeguato. Ad esso si lega il secondo aspetto, in quanto da noi la gente ha smesso, il più delle volte, a vedere la musica suonata “emergente” come momento di ascolto, concependola più come sottofondo, accompagnamento, ad altre attività:branch, incontri, tutto viene prima, quindi un gruppo deve suonare piano, poco, per evitare di disturbare il cliente. Ci è capitato lo scorso anno di suonare a Torino, in un noto locale del centro, dopo un' apericena delle 20, e successivo incontro filosofico sui tarocchi. Quando il tutto è finito, con i nostri strumenti posizionati durante il sound check spostati malamente per fare spazio all'evento, erano quasi le 24. Immaginate la voglia delle persone di rimanere il giovedi sera dopo oltre 3 ore di “evento”. Abbiamo suonato davanti a 20 persone per 40 minuti ed il proprietario ci ha pagato 50 € in meno perchè la gente era poca. All'estero esistono ancora i club dove si va esclusivamente per assaporare musica dal vivo, famoso o meno che sei.

Il vostro produttore ha lavorato con grandissimi artisti come ad esempio i Lynyrd Skynyrd, come l’avete conosciuto e come e com’è collaborare con lui?
Siamo stati contattati da uno dei vari agenti della sua etichetta direttamente, dopo che avevano ascoltato un nostro brano su di una radio estera, gli siamo piaciuti e da quel momento è iniziata la nostra collaborazione, che prosegue tuttora. Mr. Wrench è una persona straordinaria che ha dedicato tutta la sua vita alla musica, quindi lavorare con lui è un onore ed un privilegio.

Come definireste il vostro genere?
Ci definiamo un gruppo rock melodico, cerchiamo di dare sempre la precedenza ad una bella melodia nelle nostre composizioni, a volte ottenendo buoni risultati, altre volte meno. Si spera sempre di essere originali, ma sono gli altri a dovertelo dire.

Quali sono stati gli ascolti con cui vi siete formati come musicisti?
Federica è cresciuta con le grandi interpreti italiane come Mina, Fiorella Mannoia, ma anche artiste internazionali come Janis Joplin, io invece sono stato sempre un metallozzo nel cuore, benché poi negli anni accademici abbia abbracciato altri generi, ma alla fine quando ascolto Seek and Destroy dei Metallica comincio a muovere la testa come quando avevo 15 anni.

Quali invece le ispirazioni quando componete?
Si parte di solito da un'emozione, un sentimento, che viene sviluppato attraverso accordi, armonia e melodia in un brano finito. Non esiste un percorso predefinito in quanto la bellezza di una forma d'arte come questa, intangibile, nasce proprio da aspetti profondi della nostra anima difficili da codificare. Come diceva Bach, la musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori.

Lasciate un messaggio ai nostri lettori!
Speriamo possiate apprezzare il nostro nuovo brano, vi invitiamo a scoprire anche i Koral, che hanno festeggiato i 40 anni di carriera e sono una band seminale del panorama ungherese, e a visitare il nostro sito ufficiale dove potete ascoltare quanto fatto in questi 5 anni. Grazie per averci concesso questa intervista e per lo spazio lasciatoci.

BF

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