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:: INTERVISTA AGLI EVERSIN

Prolifici e determinati: ecco due aggettivi che ben si addicono ai modern thrashers Eversin, fuori ora con il nuovo “Armageddon Genesi”. Il resto? Scopritelo con l'intervista del nostro Giovanni al chitarrista Giangabriele Lo Pilato e al batterista Danilo Ficicchia!

Ciao ragazzi! Benvenuti sulle pagine di Raw & Wild: partiamo con vostra breve biografia, per chi ancora non vi conoscesse.
Giangabriele: gli EVERSIN nascono verso la fine del 2008 da una idea mia, di Ignazio Nicastro (basso) e di Angelo Ferrante (voce). Dopo aver provato diversi batteristi, nel 2013 a noi si è unito in pianta stabile Danilo Ficicchia (batteria). Abbiamo pubblicato quattro album tutti per la My Kingdom Music, ultimo dei quali è “ARMAGEDDON GENESI” uscito alla fine di giugno. Da circa quattro anni abbiamo iniziato a calcare palchi di livello internazionale e fortunatamente possiamo vantare di essere tra le pochissime band italiane, e probabilmente l’unica band del sud Italia, ad aver partecipato ad alcuni dei più grandi festival europei tra cui il Rock Avaria ed il Rock Off e ad aver diviso il palco con gente come Iron Maiden, Slayer, Megadeth, Annihilator, Carcass e molti altri.

Come definireste il sound degli Eversin oggi?
G: Musicalmente parlando siamo figli degli anni ’90 e perciò di tutto quel meraviglioso Metal che in quegli anni si è prepotentemente diffuso. Album come Divine Intervention, Chaos A.D., Burn my Eyes o The Gathering sono per noi continue fonti di ispirazione. Nel corso degli anni abbiamo sviluppato il nostro modo di comporre avendo certe sonorità come linea guida, ma con il passare del tempo siamo riusciti comunque a creare un personalissimo stile, cosa che è assolutamente riscontrabile se si ascoltano i nostri due ultimi lavori in studio. Il nostro modo di comporre è sempre stato molto particolare, il genere che proponiamo non è sempre di facile assimilazione, il nostro è un Thrash Metal molto articolato, particolare e moderno che poco ha a che vedere con il classico Thrash. Noi siamo ben coscienti che il percorso musicale che abbiamo scelto di intraprendere è un percorso molto rischioso, abbiamo sempre seguito il nostro istinto componendo sempre ciò che ritenevamo più opportuno, senza mai pensare a come sarebbe stato accolto un album, cosa che nel corso degli anni ci ha esposto a moltissime critiche ma allo stesso tempo ha fortificato in noi il desiderio di essere sempre una band riconoscibile e con una forte personalità

Nei vostri dischi avete avuto molte collaborazioni eccellenti… quale è stata la vostra reazione alla notizia della recente scomparsa di Ralph Santolla?
Danilo: Eh, che triste storia… Tutti noi siamo da sempre fan di Ralph e del suo stile unico. Che dire? La notizia ci ha davvero rattristato, Ralph era un amico, una persona disponibile e gentile, la sua scomparsa è stata una gravissima perdita per la nostra musica e non soltanto.

Tornando al disco… Siete soddisfatti dell’album o cambiereste qualcosa?
G: E’ il miglior disco che abbiamo mai registrato, almeno fino al prossimo. A parte lo scherzo, non cambierei una virgola di ARMAGEDDON GENESI, è un macigno senza eguali, veloce, devastante, monolitico e fottutamente ispirato. Lascia senza fiato e senza muscoli del collo. Sinceramente è abbastanza presto per provare a tirare qualche somma ma al momento direi che, data l’accoglienza eccelsa da parte di tutti, quanto sto dicendo è la pura realtà. Ho notato che gli addetti ai lavori ne parlano in maniera entusiastica e soprattutto che finalmente ci riconoscono un trademark ben definito e riconoscibile. Perdona la mia presunzione, ma ti invito a trovare, tra le band italiane e non, oggi nel 2018, un prodotto simile, un disco che, nel panorama Thrash odierno, suoni come il nostro, che abbia le stesse caratteristiche tecniche e compositive.

Potete anticiparci se avete già qualche data o magari un tour in programma?
D: abbiamo suonato in Estonia il 29 giugno assieme ai Lacuna Coil ed agli I Am Morbid di Dave Vincent ed il giorno successivo ci siamo recati in Grecia al Chania Rock Fest, in cui abbiamo suonato l’anno scorso, per presentare ufficialmente l’album ai supporters greci. Sono già in programma altre date live per la fine del 2018 e i primi mesi del 2019 che però, non essendo ancora state ufficialmente confermate da chi di dovere, non posso anticipare.

Cosa pensate della scena metal italiana? Non mi riferisco solo ai gruppi, anche al contorno (realtà live, 'zines, ecc.): per voi, qualcosa sta cambiando in Italia?
G: La scena italiana non è coesa, le band si fanno la guerra per nulla e nel 90% dei casi tutto si basa quasi interamente sulla politica del pay to play. E’ una scena che viene supportata solo a parole, da gente che quando va ai concerti snobba i gruppi italiani d’apertura guardando soltanto lo show degli headliner e che non perde occasione per parlar male di tutto e tutti. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni, quei 3-4 fest gestiti da gente seria e professionale che si sbatte da mattina a sera per poter realizzare qualcosa di buono, ma è ancora troppo poco. La stampa specializzata non sempre è all’altezza della situazione, spesso e volentieri le band vengono recensite da gente che nulla ha a che vedere con il genere proposto, che si limita a sentire e non ad ascoltare. Proprio per questo abbiamo deciso di rivolgerci solo e soltanto ad alcune webzine e ad alcuni magazine, proprio per avere qualità e non soltanto quantità. Che ce ne facciamo di 100 recensioni del nuovo disco se poi la metà non dicono ciò che è importante dire?

Più in generale, in che direzione va il thrash metal? C'è un futuro di evoluzione per questo genere o siamo destinati a un revival sempre più accurato? E gli Eversin come si collocano in questo filone?
G: Il Thrash Metal odierno non mi piace per nulla. La mancanza di idee è evidente, i gruppi sono dei cloni, suonano tutte uguali tra loro e tutte si impegnano a scopiazzare quanto fatto dai grandi del passato. Ma che senso ha tutto questo quanto i grandi del passato sono ancora vivi e vegeti e possono far lezione a tutte queste insulse nuove leve? Gli EVERSIN, da sempre, hanno cercato di creare un propri stile musicale, ben riconoscibile e ben definito e la cosa ci ha procurato non pochi problemi, dato che la gente oggi vuole ascoltare sempre la solita merda e non ha più voglia di impegnarsi ad ascoltare qualcosa di diverso dalla solita minestra.

Siamo alla fine: diteci pure quali sono i vostri progetti futuri, e lascio a voi le conclusioni... G: Al momento pensiamo ad ARMAGEDDON GENESI e a fare del nostro meglio sul palco. Spero di poterti dire le stesse cose tra due/tre anni riferendomi però ad un nuovo capitolo.
D: Ci sarà un altro disco degli EVERSIN, puoi starne certo, infatti nel poco tempo libero di cui disponiamo abbiamo già iniziato a gettare le basi per qualche nuova canzone.

Giovanni Clemente

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