Intervista ai Vision Divine
Le parole introduttive ad un’interviste sono sempre inutili e fuorvianti. In special modo per le interviste riguardanti gruppi affermati come i nostri Vision Divine. Pertanto, meglio lasciar parlare l’intervista.
Qual è il mood artistico che vi ha portato a realizzare “9 Degrees West of The Moon”?
“9woftm e' un album che volevamo differente da tutti gli altri lavori,perche' al nostro 6 album in studio ci sentivamo pronti a realizzare qualcosa di meno "spettacolare" da un punto di vista delle sonorita',e piu intimista. Direi che e' il lavoro di una band che cerca di affrontare temi maturi, con un tipo di musica matura.”
Perché 9 gradi ad ovest della Luna?
“Perche' e' un titolo particolare, come la musica che abbiamo tentato di realizzare. Riferito ai testi dell'album,quello e' il punto dove il protagonista guarda quando si rivolge al figlio mai nato. proprio in quel punto c'e' una stella alla quale lui fa riferimento.”
Cosa c’è a 9 gradi ad ovest della Luna?
“C'e' per l'appunto lo spirito del suo figlio mai nato.”
Cosa rappresenta per voi la Luna?
“Credo che rappresenti il sogno, l'inarrivabile. In fondo, molto probabilmente nessuno di noi avra' mai l'occasione di toccare la Luna con mano, eppure la vediamo tutte le sere,anche se ormai quasi nessuno si ferma piu' ad osservarla.”
Il sound è molto cangiante…
“Si, come lo sono i testi che ne fanno parte. Cerchiamo sempre di fare corrispondere i testi e la musica che li rappresentano.In questo caso, l'album non avrebbe potuto assolutamente essere omogeneo nella sua interezza.”
Quali relazioni fra il vostro sound e il termine progressive?
“Non lo so, e non mi interessa, sinceramente. Io faccio musica, e suono quello che sento dentro. Le etichette non mi appartengono, ed anzi ritengo che facciano confusione, il piu' delle volte.Ovvio, ci sono delle particolarita' che sono piu' presenti di altre caratteristiche, ma lascio sempre che sia l'ascoltatore a decidere quale etichetta affibbiarmi, perche' in fondo per me non cambia assolutamente niente, essere considerato progressive, power, o chissa' cos'altro.”
Ho notato anche alcune sottigliezze psichedeliche…
“Ahah, beh, questo non saprei proprio dirlo. Ascolto moltissimi tipi di musica, ma credo di poter affermare che la psichedelia non fa parte del mio background. Chissa', magari involontariamente...”
Il vostro nuovo album è un album di conferme oppure lo sentite come una release di transizione?
“Come ti ho detto prima, per noi era un album importante,dal punto di vista della maturita'. Nel corso di una carriera artistica, si fanno molti album: alcuni saranno rivolti alla tecnica, altri alle emozioni,altri ancora al mercato ed a quello che gli altri vogliono sentire da noi. In questo album abbiamo riversato tutte le emozioni che avevamo, senza preoccuparci di fare qualcosa per il mercato. Non so se suonero' ancora per un giorno, un mese o 40 anni, ed a questo punto volevo assolutamente realizzare un disco del quale essere orgoglioso negli anni a venire sotto l'aspetto delle emozioni. Per tante altre cose avevo gia' realizzato album dei quali saro' sempre fiero,ma ora era tempo di fare il disco "del trentenne", cioe' completamente differente per mood ed intenzione da quelli "da ventenne", se intendi quello che voglio dire. Potrei dire, riassumendo ,che questo e' sicuramente il disco che piu' di tutti ho fatto per me stesso.”
Come ve lo immaginate il sound dei Vision Divine degli anni a venire?
“Non sono assolutamente in grado di risponderti, visto che ogni nuovo album si basa sul mio stato d'animo di quel momento. Spero solo di poter avere sempre qualcosa di nuovo da dire.”
Come mai avete inserito una cover dei Judas Priest?
“Semplicemente perche i Judas sono IL METAL, e dopo tante cover di tutti i generi, era il momento giusto di recuperare le radici piu' vere, da cui siamo tutti partiti quando abbiamo deciso di suonare questa musica, e non dance, pop, blues,hip hop.”
Cosa c’è nel breve periodo per i Vision Divine?
“Concerti, sicuramente, e soprattutto i primi lavori per il prossimo album, che significa concepire l'argomento del prossimo lavoro, e cominciare a tirare giu' le prime idee musicali.”
Avete un motto…un grido di battaglia?
“Stay Divine”
Per maggiori informazioni: www.visiondivine.com
Emanuele Gentile
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