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Intervista ai Necrodeath

“In Italia chi inizia e finisce il campionato sulla stessa panchina non e' un allenatore, ma un eroe”. Così la pensa Jose' Mourinho. Chissà cosa direbbe il portoghese dei Necrodeath, band giunta al venticinquesimo anno di vita. Altro che eroi, se sono sopravvissuti un quarto di secolo in quel guazzabuglio che è la scena underground mondiale…

L’inizio è scontato: buon compleanno!Come si arriva a 25 anni di carriera senza neanche una ruga?
PESO: Non esageriamo le rughe ci sono e tante! Non e' stato facile arrivare al 2010. Lo scioglimento nel 90, la dipartita di Claudio nel 2004 mi hanno fatto pensare per un paio di volte che non ci saremmo riusciti, ma invece eccoci qui!  Come dici te nella recensione questo e' un triplice tributo, hai ragione l'abbiamo fortemente voluto, nonostante le critiche che può generare un album di cover. Ma del resto con 8 album alle spalle non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno... La gente sa chi siamo e quello che facciamo per cui la selezione tra i nostri stimatori e detrattori è già stata fatta da anni, e di conseguenza noi andiamo avanti per la nostra strada e la cosa migliore da fare nel 2010 era proprio far uscire questo OLD  SKULL... I maestri che hanno influenzato il nostro modo di suonare e diciamo anche le nostre vite, sono tutti compresi nell'album. Certo avremmo potuto metterci ancora una decina di band se andiamo a vedere,  ma a quel punto fare uscire un cd doppio sarebbe stato un po’ complicato. Siamo comunque contenti del risultato finale, questo è il nostro primo album auto- prodotto, fortemente voluto da noi 4 che per la prima volta ci siamo voluti mettere in gioco anche come produttori e ti dico che la cosa mi sta stimolando parecchio. Il fatto di avere il controllo totale di ogni cosa da parte nostra sembra rendere più gratificante il lavoro svolto per la realizzazione del nostro nono album.  Per cui tornando alla domanda iniziale nonostante le rughe ci siano e anche le stempiature, siamo sempre fieri di proseguire il nostro percorso musicale, sia attraverso questa nuova uscita discografica e sia dal punto di vista live. Un nuovo tour e' imminente grazie anche alla collaborazione della CPA agenzia di Roma con la quale abbiamo pianificato un bel giro nei mesi di marzo e aprile.

In fase di recensione ho definito Old Skull un triplice tributo: alle band coverizzate, ai vostri fan e a voi stessi. Credete che sia errata questa mia  analisi?
FLEGIAS: Concordo appieno. E' stato molto divertente interpretare alcune delle pietre miliari della storia del metal e ci siamo fatti un bel regalo. Fa una certa impressione ascoltarmi su certi pezzi che ho sempre cantato sotto la doccia o in macchina da solo, per noi è sicuramente un cd diverso dal solito che ci offre molteplici sensazioni positive. Normalmente, quando siamo soddisfatti noi, lo è anche il fan e spero che Old Skull sia accolto per quel che è: un omaggio a tutti coloro che sono cresciuti o si sono formati musicalmente con queste band che omaggiamo.

L’album inizia e termina con due versioni differenti di “Mater Tenebrarum”, come mai?
PESO: E' un cerchio che deve aprirsi e chiudersi. La nostra storia dal '85 a oggi passando attraverso l'insegnamento dei nostri guru., le due date sono significative per rimarcare il fatto che sono passati ben 25 anni dalle prime registrazioni  fino ad arrivare appunto alle ultime. I 25 teschi che trovi in copertina lo riconfermano! La versione di Mater Tenebrarum del '85 è stata rimasterizzata un po' per ridarci quel volume che l'originale non ha.  La versione del 2010 invece include il grande A.C.WILD dei Bulldozer. Come dici tu ad una festa non potevano mancare gli amici per cui come capo carismatico di tutti loro abbiamo dato a lui l'onere di aprire il brano, nonché il disco. Della stessa Mater Tenebrarum, nostro pezzo manifesto, stiamo anche preparando un video clip, anche questo completamente auto prodotto. E’ la nuova linea del gruppo e ognuno di noi ricopre all'interno dello stesso un ruolo ben specifico, oltre a quello di suonare il proprio strumento naturalmente. E' una nuova esperienza e vedremo tra un anno quando tireremo le somme se il tutto ci ha dato ragione.

Il nucleo centrale del disco è rappresentato dalle cover. Se è vero che non ci sono “sorprese” e anche vero che della formazione originale è rimasto il solo Peso, quindi l’unico che ha costruito il sound dei Necrodeath su quelle influenze. Come sono stati scelti i pezzi? Solo dalla memoria storica Peso o anche dagli altri membri?
FLEGIAS: La tua premessa fa un'analisi veritiera ma è anche vero che i Necrodeath, rinascendo nel 1998, sono andati avanti e hanno continuato a far dischi con una formazione diversa per più di dieci anni. Quello che trovi all'interno di Old Skull non è solo ciò che ha influenzato la nascita dei Necrodeath, ma anche il suo evolversi. Per cui i brani che compongono questo lavoro sono il frutto della passione e della formazione culturale di ognuno di noi. Alla fine qualcuno avrebbe potuto anche dire: “...si ma manca quel pezzo o quella band” ma non potevamo fare un disco di venti brani e tutti si sono trovati d'accordo con la scelta fatta. Da parte mia ho scelto soltanto Bloodlust, il resto mi andava benissimo così.
GL: Vorrei aggiungere che la scelta dei brani da coverizzare è avvenuta spontaneamente anche perché molte di queste canzoni le proponiamo già dal vivo, quindi ci sembrava giusto raccoglierle in un album. Ovviamente ci sono molte altre band che avremmo potuto omaggiare, ma quelle scelte rappresentano bene il nostro background musicale.

Questa volta avete fatto una scelta ben precisa, autoproduzione e poi album in distruzione alla Scarlet, etichetta che dal vostro ritorno in poi ha pubblicato i vostri album. Cosa vi ha spinto in questa direzione?
GL: L’idea di autoprodurre l’ultimo album è stata presa di comune accordo tra i membri della band, ovviamente ne abbiamo parlato con Scarlet, ma non abbiamo trovato un accordo comune, non sappiamo ancora se in futuro proseguiremo con una autoproduzione o appoggiandoci ad una etichetta. Anche perché siamo curiosi di vedere i risultati di questo lavoro, che ci ha permesso di confrontarci e di metterci in gioco sui diversi aspetti relativi alla produzione e promozione di una uscita discografica. Siamo soddisfatti delle nostre scelte e per ora le cose stanno andando nel verso giusto.

Così come “Mater Tenebrarum”, anche la copertina rappresenta un punto di congiunzione tra passato e futuro. Come è nata questa scelta di rielaborare la cover del vostro storico demo?
FLEGIAS: Esattamente non me lo ricordo, ma era un'idea già discussa più volte e in attesa del momento giusto, l'unico ostacolo sembrava la realizzazione. Se un tempo bastava un disegno a china per rendere l'idea, oggi avevamo bisogno di una foto realistica. Alla fine ci siamo affidati ai professionisti del settore fotografico e grafico e il tutto si è concretizzato nel migliore dei modi. Ci piace molto giocare con il nostro passato e riproporlo in chiave attuale. L'iconografia e la stessa musica, sono sempre riprese nei nostri album, a volte in maniera più celata, altre volte in modo più esplicito.
PIER : Diciamo che in ogni disco cerchiamo sempre qualcosa di nuovo e diverso dai precedenti, nei brani e non solo, ma sempre rispettando il classico stile Necrodeath. Questo è avvenuto nell’esecuzione delle cover del disco, qua e là arrangiate secondo il nostro stile, e così per la copertina abbiamo cercato qualcosa di moderno ma che riconducesse alle nostre origini. Con questa copertina direi che abbiamo centrato l’obbiettivo.

Al di là degli avvicendamenti che ci sono stati in questi anni, i Necrodeath danno l’idea di una oscura famiglia. Prova ne è la presenza di alcuni ex membri sull’album, Claudio in primis…
FLEGIAS: Dici bene. I legami con tutti gli ex sono sempre forti e nessuno se ne è mai andato per problemi caratteriali o divergenze (... beh fatta eccezione forse per qualche mio caso di ubriachezza molesta nel quale mi rendo veramente insopportabile nei confronti di tutti ah ah...). L'ostacolo sono sempre stati i tanti impegni che i Necrodeath comportano e non tutti potevano adeguarsi, fatto sta che nelle grandi occasioni cerchiamo sempre di coinvolgere tutti gli amici, il quale non mancano mai di presenziare.
PIER: Si, a un Gods of Metal di qualche anno fa a cui abbiamo partecipato è salito sul palco a suonare qualche pezzo con noi proprio Claudio e per me è stata un’esperienza molto piacevole. Gli ex membri sono sempre in contatto con noi e continuano a seguire il nostro cammino per cui è stato un piacere ospitarli in questo disco

Non mancano altri amici protagonisti come voi della primordiale scena metal italiana degli anni 80. Mi riferisco ovviamente ad A.C. Wild e Andy Panigada (Bulldozer) e Alberto Penzin (ex-Schizo, Mondocane)….
PESO: Come gia detto in questo album hanno partecipato appunto degli amici, gente che in una maniera o nell'altra ha contribuito a fare la storia dell'heavy metal in Italia o meglio della musica estrema. Alberto Penzin, con il quale condivido il progetto Mondocane, appena ha saputo della nostra operazione Old Skull si è proposto per suonare Sodomy and lust! Con Andy dei Bulldozer invece mi è capitato di suonarci insieme per una jam session, e per l'occasione abbiamo fatto appunto Ace of Spades . fine serata. Visto la riuscita, mi è venuto spontaneo chiedergli  se lo stesso brano non lo potevamo registrare insieme nel disco Old Skull. Lui ha accettato con molto entusiasmo. A quel punto anche A.C.WILD doveva far parte della squadra, per cui una volta inviatogli la lista dei brani di cover da scegliere, ha preferito partecipare alla nostra Mater tenebrarum. Insieme agli ex-membri dei Necrodeath abbiamo tirato su dei bei ospiti di lusso e alla fine abbiamo ottenuto un bel risultato mettendo tutto insieme e amalgamando tutto quanto, anche grazie al missaggio eseguito da Giuseppe Orlando che ha tribolato un po’ per mettere in ordine le cose! Un grazie va anche a Simone Mularone che ha eseguito la fase di masterizzazione rendendo tutto ancora più omogeneo! Un album interamente made in Italy band-ospiti-tecnici. Supportiamo la scena italiana ragazzi!

Dal vivo siete soliti proporre la cover di “Black Sabbath”, alla luce di questo nuovo album come cambierà la vostra scaletta?
GL: Credo che la cover “Black Sabbath” rimarrà ancora per molto in scaletta, ci piace molto suonarla dal vivo perché la reinterpretiamo con andamenti diversi a seconda delle parti vocali di Flegias…altro aspetto è che durante uno show di più di un’ora fa prendere fiato a noi e al pubblico! Altra cover che ultimamente proponiamo è “Sodomy and Lust” che solitamente scatena headbanging di massa! Ma non è detto che per i prossimi concerti possano rientrare anche altre cover contenute in Old Skull. Per esempio, io vorrei fare Ace of Spades!
PIER: In questi ultimi due anni abbiamo fatto davvero tanti concerti, in Italia e all’estero. Per cui oltre a fare qualche modifica periodica alla scaletta dei nostri pezzi, inseriamo sempre qualche cover nei bis. Anche questo fattore ha influenzato la scelta dei brani, anche Black Magic è stata nella nostra scaletta per un sacco di date.

Ci sarà la possibilità di vedervi su un palco in compagnia degli ospiti del disco?
GL: Perché no! I Necrodeath sono una famiglia allargata ormai! Eheheh Spesso ci capita di coinvolgere durante i live gli stessi ex-membri che vengono a sentirci. Riguardo a Bulldozer e Schizo loro sanno che quando vogliono unirsi a noi sono sempre ben accetti, per esempio il 14 marzo suoneremo a Milano insieme agli Schizo e non è detto che ci possa essere anche qualche altra sorpresa!
PESO: Inizieremo il nostro tour il 4 marzo a Perugia e poiandremo a Roma. In queste due date ci sarà un ospite a sorpresa. Non mancate!

Citando qualcuno di più importante: “I have a dream”, vedere in tour Necrodeath, Bulldozer e Schizo. Credete che sarà possibile? Al fin dei conti tutti e tre i gruppi hanno la Scarlet come etichetta.
PESO: Non è l'etichetta che ci lega anche perché noi attualmente non siamo con nessuno, anzi se proprio vogliamo aprire una parentesi stiamo collaborando con diverse etichette: la Terror For Hell che ci ha stampato il vecchio demo tape su  un vinile da 10 pollici..Roba per veri feticisti! Non sarà facile da trovare perché la tiratura limitata sta andando quasi tutta in sud America. Pper cui scrivete a noi o venite ai nostri concerti chi lo desidera. Poi la F.O.A.D  che ha ristampato il nostro primo album Into The Macabre su vinile con una tiratura limitata su vinile blu. E copertina gatefold come da originale.
Infine la Scarlet con la quale quest'anno abbiamo solo un accordo di collaborazione per la distribuzione! Tornando alla domanda si sarebbe una figata un tour europeo con la triade da te indicata, anche se l'ordine giusto sarebbe con Bulldozer da headliner... Loro sono stati i primi in Italia e sono anche stati il primo gruppo a firmare un contratto discografico con un etichetta quale la Roadrunner,  dando così visibilità anche ad altre realtà italiane quali noi e appunto gli Schizo.. Che dirti, tutto è possibile. Non è facile ma non è impossibile una cosa del genere. Se i Bulldozer lo vorranno, noi saremomo della partita e non credo che gli Schizo direbbero di no! MINKIONS TOUR!! pazzesco!!

Credo che sia tutto, a voi la conclusione…
GL: Grazie a te e ai lettori di Raw and Wild per il supporto! Ovviamente vi invitiamo a comprare Old Skull. Innanzitutto perché è una piccola perla per gli amanti del genere e poi perché essendo interamente prodotto in Italia e autoprodotto da noi, date una mano al made in Italy! Inoltre, vi ricordo che a Marzo e Aprile saremo in tour per promuovere il disco e per incontrare tutti gli amici che ci seguono, quindi tenete d’occhio i nostri siti!
www.necrodeath.net
www.myspace.com/necrodeath100x100

g.f.cassatella

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