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Intervista ai Leaves’ Eyes

I nostri lettori vogliono conoscervi meglio…

“Il nostro gruppo nasce nel 2003 dopo che avevo lasciato i Theatre of Tragedy. I Leaves’ Eyes uniscono heavy metal e musica classica. Il sound è sinfonico, ampolloso, delicato e contraddistinto dalla presenza di una cantante donna. Ogni nostro album è un qualcosa di speciale. Abbiamo fatto fino ad oggi più di 300 concerti. Ho iniziato presto ad interessarmi di musica. Ben prima di apprendere a parlare! I miei genitori mi hanno aiutato parecchio in quanto mi hanno lasciato fare. Sono stata da sempre amante delle colonne sonore. Fin da bambina immaginavo di comporne. Un giorno…chissà! Anche l’energia positiva del pubblica mi ha molto influenzata. Questo fin dal 1995 quando ho fondato i ToT. Oggi con i Leaves’ Eyes sto raccogliendo molte soddisfazioni. I fan, gli amici, la mia famiglia. Una bella esperienza davvero… Voglio toccare il fondo dell’anima di chi mi ascolta. Questo voglio…”

Chi sono i membri della band?
“Il nucleo della band è composta da Alexander Krull, Thorsten Bauer e Liv Kristine Espenaes Krull (cioè io). Noi componiamo, registriamo e produciamo la nostra musica al Mastersound Studios. Poi ci sono altri membri Seven Antonopoulos, Alla Fedynitch e Sander Van der Meer che ci accompagneranno nei concerti.”

Ti lascio parlare a ruota libera del vostro nuovo album "Njord"…
“Si tratta del nostro terzo album. Registrato come sempre ai Mastersound Studios. Prodotto da mio marito Alexis Krull. Ci abbiamo lavorato fino a sfinirci. Alex ha fatto un lavoro davvero encomiabile in quanto abbiamo speso intere notti a registrarlo e a provare nuove tecnologie. Siamo dei perfezionisti e tutto deve girare al 110 per cento! Avere un tuo studio di registrazione see davvero a darti quella tranquillità di produrre quello che vuoi e di raggiungere traguardi molto importanti. “Njord” ha un sound più pomposo rispetto a “Vinland Saga” perché siamo andati avanti in fatto di competenze tecniche e compositive. Abbiamo utilizzato un modo di registrare tipico della musica classica. Ci siamo avvalsi di un coro di Minsk con la supervisione di Victor Smolski e dell’uso di strumenti particolari ed inusuali. Per quanto riguarda i testi abbiamo parlato di personaggi mitologici come Njord, Fröya's Theme, Nine Wave Maidens, Ragnarok o di luoghi e avvenimenti storici (ad esempio, Scarborough Fair, The Battle of Maldon, Emerald Island, Irish Rain, Les Champs de Lavande). Per questo motivo ho ritenuto essenziale avere un approccio forte con il linguaggio. “Vinland Saga” si occupava della scoperta dell’America da parte di Leif Eirikssons. Il nuovo album si base su un concetto più ampio e si occupa della mitologia nordica. E’ basilare il rapporto fra il nostro sound e l’arte in generale. Vogliamo dare l’impressione al nostro pubblico di essere al centro di un viaggio meraviglioso. Per “Njord” abbiamo scritto testi in otto lingue (inglese, tedesco medio-alto, il vecchio-inglese, gaelico, norvegese, islandese, francese e una lingua fatta in proprio ed orientata ad una pura espressività fonetica). Il nuovo album mi ha spinto ad utilizzare di più il canto lirico rispetto a quanto fatto in precedenza. Tutto questo rende il nostro album più interessante e in grado di far capire quanta più esperienza abbiamo acquisito. Se dovessi descrivere "Njord" in poche parole lo definirei roboante, emotivo, contrastato e puro.”

Perché questo titolo in norvegese?
“Io sono norvegese e cresciuta lungo la costa occidentale del mio paese. Il titolo del nostro terzo album è "Njord". Io amo il suono di questa parola. Ricorda il "nord", il "fiordo", il dio delle tempeste e del mare. E 'stato estremamente importante per i vichinghi sia essi contadini, pescatori, commercianti o guerrieri in viaggio attraverso i mari sulle loro navi. Io sono molto ispirata e appassionata della storia e cultura nordica. Specialmente dei vichinghi.”

Forse il tuo nuovo album è dedicato alla tua patria?
“Sono nata e cresciuta in Norvegia, Stavanger, e mi sono trasferita in Germania quando avevo 20 anni per essere insieme a mio marito, Alexander. La Germania è il posto migliore per me ora, mentre la musica è la mia principale occupazione/ hobby e devo vivere di essa. La Germania ti permette di andare facilmente in tutti i paesi europei e ci sono delle etichette che lavorano molto bene. Ma ho mantenuto il mio passaporto norvegese, e sarò sempre norvegese nel mio cuore. Porterò con me la mia famiglia un giorno nella mia patria. La mia nostalgia verso la mia patria è un tema che si trova in quasi tutti i miei testi. Passione e amore verso la mia famiglia. Grande interesse per la storia dei vichinghi. È la mia fonte per il mio lavoro. "Take the Devil in Me " è una canzone che tratta il tema del cristianesimo contro la credenza pagana nel Medioevo e nella vita di un vichingo.”

Che cosa significa la tua patria rappresenta per te?
“La Norvegia è il mio retaggio, la mia famiglia (accanto alla mia famiglia tedesca) e ha il più bel paesaggio del mondo: ossia i fiordi. E’ il luogo a cui appartengo e sarà sempre nel mio cuore.”

Chi sei come persona nella vita reale?
“La moglie di Alexander Krull, la madre di Leon. Sono una musicista, un’amante della natura e delle attività all'aria aperta, e io. Sono un insegnante per bambini e ragazzi che hanno bisogno di particolare attenzione. Sono una persona molto positiva. Questo me lo dicono i miei amici.”

Hai particolari interessi o hobby?
“Io amo gli sport (corsa, nuoto, down-hill-sci, yoga, hockey). Lettura e scrittura. Ma la cosa più importante, accanto alla musica, è essere una madre e la mia famiglia.”
Per maggiori informazioni: www.leaveseyes.de

Emanuele Gentile



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