Intervista ai Biglietto per l'Inferno
Il bello del web è che puoi imbatterti per caso in personaggi che con la loro musica hanno scritto alcune delle pagine più belle della musica del nostro Paese. A me per esempio è capitato di incontrare Fausto Branchini, bassista dei Biglietto Per L’Inferno…
Ciao Fausto, ti va raccontare ai nostri lettori più giovani la storia de Il Biglietto Per L’Inferno?
Il “Biglietto”è nato dalla fusione di due gruppi:The Gee di Canali,Gnecchi e Banfi e The Mako Sharks di Mainetti, Cossa e Branchini.The Gee accompagnavano Emiliana,una cantante che aveva partecipato a Sanremo,mentre The Mako Sharks avevano partecipato al Tour dei Pooh e di Marcella e stavano incidendo il loro primo disco prodotto da Tony Spada,storico trombonista di Adriano Celentano.
Come è nato il concept del vostro disco d’esordio?
Claudio Canali aveva dei testi pronti e decidemmo di metterci al suo servizio componendo Ansia,Confessione (che per metà era già pronta grazie ai Mako Sharks),Il Nevare e L’amico suicida.
Sbaglio se affermo che nonostante una accesa critica al clero, il vostro album era permeato da una morale cristiana?
Hai perfettamente ragione perché,in concreto,Canali cercava quel Dio che poi ha successivamente trovato in convento,cercando di farlo uscire allo scoperto…..Il Nevare è stato concepito in qualità di preghiera….
De Il Tempo della Semina, il vostro secondo disco, cosa mi racconti?
Onestamente non mi è mai piaciuto e ha segnato l’inizio della fine del gruppo.Appare palese la fretta nel finire il prodotto e la mancanza di pathos a favore di una rabbia inutile da parte di Canali.L’errore fondamentale è stato quello di avere Finardi come produttore in quanto avendo vedute piuttosto diverse non era sicuramente all’altezza di concepire il prog; inoltre, ha messo lo zampino anche nei testi togliendo lo spirito di gruppo iniziale.
Rawandwild.com è una webzine che si occupa essenzialmente di metal e hard rock. A mio avviso, dal punto di vista musicale, voi e il Rovescio Della Medaglia avevate nel vostro sound una maggiore vena hard rock rispetto al resto delle band italiane. Che ne pensi?
Credo che tu abbia ragione in quanto se noi avevamo nel Front Man l’ultimo guizzo di vena Hard Rock, “Il Rovescio” era forse ancor più coeso nel tuffarsi ripetutamente in questo genere e soprattutto grazie alle eccellenti predisposizioni dei componenti della band.
Gruppi come Dream Theater e Opeth hanno avuto il merito di riportare in voga tra i più giovani il progressive 60-70. Tu invece come consideri questa nuova ondata di progressive band?
Considero tutti,nessuno escluso,portatori di tecnica avvincente e da saltimbanchi che però nulla ha a che fare con la comunicazione e quindi con il cuore;Numeri incredibili di note…. ma non parlano…
Passiamo all’attualità: hai fatto una scelta ben precisa non partecipando al progetto Biglietto Per L’Inferno.folk (band che vede coinvolti altri ex membri dei BPR impegnati in una interpretazione folk del vecchio repertorio). Come mai? Hai ascoltato l’album? Che ne pensi?
Vorrei precisare che al progetto del “Biglietto.folk” ci sono soltanto Gnecchi e Cossa a suonare,perché Banfi occupa la carica di Direttore Artistico. Io e Mainetti non abbiamo partecipato al progetto per tre motivi: 1)non ci sono piaciuti gli arrangiamenti in chiave folk;2)L’aggregazione degli altri musicisti non ci ha convinto;3)Siamo assolutamente contrari all’utilizzo del nome della band in quanto non sussiste la maggioranza. In ultima analisi loro si chiamavano “Destabanda” e non capiamo il perché,si fa per dire….,dell’utilizzo del nome della band… Ho ascoltato il cd e ho presenziato al loro concerto del 06 febbraio nel quale ho dedicato a frate Claudio la prima strofa di “Confessione seconda”.Il mio parere resta uguale…
Oggi più che mai è vivo l’interesse per la scuola progressive italiana. All’epoca vi sentivate all’interno di un movimento o la scena progressive italiana è un’invenzione postuma degli amanti di questo genere?
Un po’ l’uno e l’altro,ma credo che sia più un’invenzione postuma….,anche perché nessuno ha ancora capito al cento per cento cosa sia il prog. So che è una affermazione forte, ma mi sto battendo proprio per la sua rinascita e per la sua evangelizzazione che ha lo scopo prioritario di recuperare i valori che una società deve avere in dotazione per produrre musica che si chiami musica…
Attraverso la rete porti avanti una serie di attività finalizzate alla rinascita del prog made in Italy. A che punto è la tua crociata?
Mi sto preparando con la mia band che è formata da amici. Ho deciso di partire da solo per indicare il percorso da seguire. Mi sono reso conto che il mondo è cambiato ancor di più e più.. e nessuno fa niente se non vede o ascolta;sacrificio zero,ecc ecc. Io mi sto divertendo perché non conosco la parola sacrificio… per me suonare è goduria!
Sto allestendo un mini Tour e sto preparando l’opera teatrale fra musica e mistero”La botola del silenzio!Tempo tre mesi e sarò di nuovo in pista.
Quali sono i 5 album fondamentali della scena prog italiana?
E’ una domanda difficile anche se non sembra….I primi due album del “Banco” e della”PFM” a mio modo di vedere hanno indicato a tutti la rotta.
Ora dimmene altri 5 non italiani…
Idem per quelli non italiani…”I King” ed i “Jethro” rappresentano la madre dei solchi prog.
Come ti poni nei confronti del file-sharing?
Al di fuori…
Oltre che in ambito musicale sei impegnato anche come scrittore. Quanto i tuoi trascorsi di musicista influenzano questa tua nuova dimensione artistica?
Più che altro la completano…praticamente la mia “follia” ha trovato pane per i suoi denti,nel senso che regna una eccitante conflittualità che troverà la giusta pace con la rappresentazione teatrale nella quale musica e recitazione troveranno il giusto accordo…
Un’ultima domanda: se oggi avessi un biglietto per l’inferno, a chi lo regaleresti?
Non ho dubbi:Mahmud Ahmadinejad.
g.f.cassatella
<<< indietro
|
 |
|
|
This text will be replaced
 Archivio video>>>
|