Intervista agli Avantasia
Dopo aver partecipato alla listening session dei nuovi album degli Avantasia (al seguente link potete leggere le mie recensioni: www.rawandwild.com/review/review.php?id=Avantasia ) ci spostiamo in albergo per incontrare Tobias Sammet e chiacchierarci. Per saperne di più vi consiglio di continuare a leggere quest’intervista.
Ciao Tobias. Prima di tutto ti do il bentornato in Italia, e poi devo farti i più vivi e sinceri complimenti per lo splendido album che hai realizzato in quanto durante l'ascolto siamo stati realmente traghettati in una specie di viaggio allucinante, allietato da sinfonie e brani carichi all’inverosimile di energia. Toglimi una curiosità personale, come mai hai deciso di chiamare il tuo progetto Avantasia?
Tobias: Questa è una domanda che mi deve obbligatoriamente fare tornare indietro nel tempo. L'origine del nome mi è venuta nel lontano 1990. Stavo cercando di immaginare un nome che non esistesse, tipo Edguy per intenderci. Stavo cercando di mettere insieme il nome Avalon, un nome che parlasse di un mondo parallelo, con il nome Fantasia ed allora ho generato Avantasia per trovare una parola che li miscelasse. Dato che il nome si adattava perfettamente al sound che avevo in mente, una musica che fosse al tempo stesso allegra, fantastica, sinfonica ed energica ho deciso che quello fosse il nome perfetto per la mia band.
Tu hai considerato questo tuo nuovo lavoro un vero e proprio concept composto da due cd, oppure c'è qualcos'altro dietro questo progetto?
Tobias: Diciamo che la mia idea di base era di fare una trilogia che è cominciata con “The Scarecrow” e che termina con i nuovi “The Wicked Simphony” e “Angel Of Babylon”. Questi tre lavori sono legati in quanto raccontano la storia di un uomo personalmente isolato dal resto del mondo, disconnesso dai soliti cliché dell'esistenza. Questa persona è quello che, volgarmente, viene chiamato un artista in quanto ha in se sia genio, sia sregolatezza. Una persona in perenne lotta con sé stessa, lui crea le sue sonorità e ne assorbe l’energia, riesce ad assorbire tutte le vibrazioni dell'ambiente che lo circonda e le usa per creare e dipingere il mondo che ha nella sua mente. Lui è un artista perché è ispirato dall'ambiente che lo circonda ed usa queste ispirazioni per creare qualcosa di completamente nuovo. Alla fine di questa trilogia la gente riesce ad apprezzare la sua arte, e questo gli conferisce l'energia e l'ispirazione per comporre altro materiale che riesca ogni volta a stupire tutti. Ed ogni singola volta che raggiunge un gradino del successo deve sempre affrontare delle nuove tentazioni e dei nuovi vizi che minano il suo percorso. Questi due album descrivono proprio la lotta che lui deve affrontare per sconfiggere queste sue tentazioni e vizi. Ed ogni volta che li affronta si sente perso, vuoto, e non riesce a capire cosa esattamente stia facendo. In un certo senso questi due album raccontano una specie di "tragedia umana" un po’ come la storia di “Faust”. E dato che la natura umana è formata da tante piccole sfaccettature è bello, a volte, cercare di esaminarle tutte da varie angolazioni. Io credo che ognuno di noi abbia al suo interno una natura che è al tempo stesso angelica e diabolica; bisogna essere pronti ad affrontare entrambe le proprie nature ed al tempo stesso imparare a conviverci.
Non conoscendoti, con tutte queste osservazioni devo intuire che nella vita personale sei un tipo piuttosto oscuro oppure mi sbaglio?
Tobias: Ti sbagli. Io sono un tipo tendenzialmente felice e positivo ma credo che l’uomo possegga dei vari aspetti, tra cui quelli oscuri, che semplicemente mi affascinano…
In questo nuovo lavoro hai suonato con un numero innumerevole di artisti che, molto spesso, provengono da stili musicali diametralmente opposti al tuo. Mi piacerebbe sapere come ti sei trovato a lavorare con loro, soprattutto per quanto riguarda il brano "Death Is Just A Feeling", in cui hai duettato con Jon Oliva. Ho notato una vena quasi sarcastica, cosa c'è dietro questo brano?
Tobias: Se devo essere sincero quando stavo scrivendo quel brano non avevo la più pallida idea di cosa sarebbe uscito fuori. Una prima idea era quella di farlo diventare una specie di ideale colonna sonora per un film. Infatti, in un certo senso è uscito fuori, grazie alla magistrale interpretazione di Jon Oliva, un brano che terrorizza, ma al tempo stesso diverte. Diciamo che questo è, senza alcun dubbio, il brano più pazzo e strano che io abbia mai composto. Avevo voglia di fare un brano anomalo e devo dire che ci sono riuscito alla grande. Infatti, per interpretarlo ho chiamato Jon Oliva che a mio parere è l’unico che potesse conferirgli quel tocco di pazzia e di malvagità per renderlo perfetto. Per questo brano non avevo bisogno di un semplice cantante, ma di un attore. I due soli artisti che mi erano venuti in mente erano Alice Cooper e Jon Oliva. Ma dato che Alice Cooper aveva già partecipato ad un altro album degli Avantasia ho deciso di chiamare Jon Oliva.
Per non parlare di quel capolavoro intitolato "Simphony Of Life", un brano piuttosto particolare...
Tobias: Sei andato a beccare proprio l’unico pezzo che non ho scritto io, ma di cui vado fiero. Quando Sascha Paeth me l'ha proposto e mi ha fatto ascoltare l'angelica voce di Cloudy Yang ho deciso di inserirlo immediatamente perché ho capito che era il brano giusto al momento giusto. Lei è stata la corista ufficiale sia degli Edguy che degli Avantasia e, nonostante non sia molto conosciuta, è dotata di una splendida voce e di una grinta incredibile. Quando l'ho sentita cantare il demo della canzone sono rimasto letteralmente folgorato dalla sua classe, ed allora ho deciso che quel brano l'avrebbe cantato lei.
Come mai hai deciso di pubblicare due album separati in un'unica confezione?
Tobias: L'ho fatto semplicemente perché ero sicuro che se avessi fatto un semplice doppio album la gente avrebbe sicuramente pensato di trovare al suo interno molti pezzi strumentali e pochi pezzi veramente geniali. Invece, dato che questi due album contengono solo ed esclusivamente degli ottimi brani, ho deciso di pubblicarli insieme, ma tenendoli al tempo stesso separati in modo che l'attenzione dell'ascoltatore sia concentrati su entrambi. Se io avessi fatto uscire due album separati in una volta sola qualcuno avrebbe obiettato che era troppo costoso. Allora visto che la gente preferisce comprare un doppio album io ho deciso di pubblicare un doppio album con un ricco booklet, con del materiale addizionale. Non si tratta di un tradizionale doppio album in quanto ciascun album avrà un suo box, con delle immagini e persino dei link per poter scaricare dei materiali bonus. In un certo senso abbiamo fatto l'impossibile per far capire al pubblico che non si tratta di un'operazione commerciale, ma che la nostra precisa volontà era quella di pubblicare un "reale" e "completo" album doppio.
Avremo l’onore ed il piacere di poter assistere ad un concerto relativo a questo progetto?
Tobias: Se dovessi mai riuscire a trovare una cover band degli Avantasia sarà possibile ascoltare live questi brani. Altrimenti sarà pressoché impossibile riuscire a portare in sede live questo progetto. Ti giuro che avrei tanto voluto fare un tour, ma sarebbe un'impresa titanica riuscire a riunire tutti gli ospiti di questo progetto in quanto dovrei organizzare un mega concerto in cui debbano essere presenti tutti i gruppi coinvolti in esso.
Ritornando alla tracklist ho notato che i due album sono molto legati al tema del viaggio. Mi riferisco in particolare a "Runaway Train" presente su “The Wicked Symphony” e a "Journey To Arcadia" che chiude “Angel Of Babylon”. Questi due brani sono legati da un significato particolare, o si tratta di un pura coincidenza?
Tobias: No. Si tratta di una pura e semplice coincidenza. Il brano "Runaway Train" è legato ad una parte particolare della storia in cui il protagonista decide, come si suole dire di staccare la spina, o qualsivoglia spegnere il proprio cervello, di non pensare a nulla e lasciar cadere corpo e mente in una sorta di "stato anestetico". Invece "Journey To Arcadia" è una canzone altamente positiva in quanto parla delle speranze del protagonista che, sebbene sia rinchiuso in un manicomio, affida tutte le sue speranze e la sua "cieca fiducia" in questo viaggio verso "Arcadia", che equivale alla meta finale del suo lavoro.
E cosa mi dici invece di "Burning Out The Flame"?
Tobias: Questa è una vera e propria canzone introspettiva che inquadra esattamente uno stato d'animo del protagonista, il quale in quel preciso momento è in uno stato di quasi completa disperazione.
Nella prima parte di questo doppio album (che sarebbe “The Wicked Symphony”) sembra quasi che tu abbia deciso di fare un autentico tributo all'Heavy Metal old school. È stata realmente questa la tua idea?
Tobias: Se devo essere sincero, no. Non ho voluto fare un tributo per il fatto stesso che io sono nato ascoltando questo genere di musica, e quindi posso affermare senza ombra di dubbio che nel mio DNA musicale ci sia anche il metal old school. La mia idea era quella di suonare la musica che mi piace. E dato che tra i miei gruppi preferiti ci sono mostri sacri del calibro di Savatage, Kiss, Iron Maiden, Scorpions, Judas Priest, Magnum e tanti altri. Ho quindi pensato bene di realizzare dei brani in cui fossero presenti delle tracce di questi diversi stili musicali.
Per chiudere in bellezza questa splendida chiacchierata vuoi dire qualcosa ai lettori di Rawandwild.com che leggeranno quest’intervista?
Tobias: Certamente. Voglio caldamente ringraziare tutti per essere interessati al mio lavoro. Io ci metto l'anima per creare qualcosa che possa soddisfarvi. Cerco sempre di essere onesto e di dare alla gente ciò che la gente vuole e se la gente è felice, io sono doppiamente felice.
Pax (Antonluigi Pecchia)
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