Intervista ai Pensées Nocturnes (Francia)
“Vaccum” è un album strano. Di pura sofferenza. Maledetto. Claustrofobico. Un album che impone di buttare a mare i parametri con cui si legge normalmente un qualsiasi prodotto fonografico. Ecco perché abbiamo deciso di intervistarli.
Presentatevi ai nostri lettori...
“Il nostro gruppo è una one man band che mi da la possibilità di esprimere me stesso senza alcun limite alla personale immaginazione. E’ veramente difficile avviare un processo di simbiosi con altre persone. Anche perché si tratta di arte. Questo progetto ha una base volutamente black metal con approcci legati ad altri stilemi musicali. Non mi interessa il risultato. Non mi interessa cosa voglia la gente. Pensées Nocturnes è l’immagine di come vedo la musica e di quanto volgio ascoltare.”
Quando avete fondato la band?
“Anche se il concetto della band è rimasto nella mia testo per molto tempo, il procedimento di produzione dell’album è stato molto veloce. Ho composto la prima canzone (“Flore”) nell’agosto di due anni fa e possiamo definire quella data come quella come il vero inizio per il progetto.”
Il più importante evento nella vostra breve storia?
“Senza dubbio l’album di esordio pubblicato nell’aprile dell’anno scorso. Poi poco ben altro da menzionare.”
Qualche parola sulla produzione dell’album?
“Sia la composizione che la produzione sono andati di pari passo perché a me piace vedere il tutto come un processo di simbiosi e non sopporto l’idea della composizione come un semplice pezzo di carta. “Vacuum” è la mia prima esperienza di termini di composizione e registrazione. Ho proceduto nello stesso di modo per tutto il resto: provare, provare di nuovo fino a che ottenga qualcosa che mi soddisfi.”
Di cosa parlano i testi delle canzoni?
“I testi parlano di molti argomenti come solitudine, nichilismo, natura, morte, ma a me piace lasciare parecchia libertà agli ascoltatori. Non ho nessun messaggi oda veicolare. Non ho cause da difendere. Non voglio cambiare il mondo. Per me il gruppo è un modo di mettermi in scommessa e di accettare la vita com’è. E’ un nichilismo positivo in quanto c’è un profondo radicamento alla vita. Come Tchekhov e la musica parossistica dove il procedimento di creazione avviene mediante una ricostruzione dopo che si è riflettuto sulla questione. Perciò i testi descrivono atmosfere, ambienti piuttosto che combattere per qualcosa. Non ho la soluzione, la risposta. Scrivo per me.”
Gli aspetti più salienti dell’album?
“Contrariamente a molte band di heavy metal tu puoi trovare molti strumenti musicali e influenze che danno un particolare colore a “Vacuum”. Una vera personalità, ecco.”
Il futuro per la band?
“I Pensées Nocturnes sono un progetto nel lungo termine. Ci lavoro continuamente. Il prossimo album sarà realizzato a breve. Sarò meno gentile e più malato e dissonante.”
Per finire?
“Grazie. Vi auguro il meglio dalla vita. Ricordatevi che nulla esiste, ogni cosa deve essere inventata.”
www.myspace.com/penseesnocturnes
Emanuele Gentile
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