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Intervista agli XP8

Innanzitutto ciao, ragazzi. "Want it" è un singolo nuovo, molto curato, che porta il sound degli xp8 ancor di più nella Ebm/Dancefloor d'elite, massiccio, aggressivo,ma al tempo stesso freddo e sadico. Come è stata la produzione di "Drop The Mask" sia sul lato compositivo che su quello dei testi (in sostanza cosa intendete con "Drop The Mask")?

XP8: Ciao a te e ai lettori di RawAndWild. "Want It" come singolo è sotto certi aspetti una scelta insolita per un gruppo della nostra scena. Non presenta infatti quei tratti tipici del sound EBM che gira tanto oggi, ma probabilmete è proprio per questo che l'abbiamo scelto come apripista per il prossimo album: per noi è importante che il nostro sound si evolva e cresca.
La produzione di "Drop The Mask" è stata relativamente breve, nel senso che i brani non sono nati a grande distanza l'uno dall'altro come può esserci successo in passato.
 Questo ha fatto si che, anche sei brani sono relativamente eterogenei nello stile, il sound sia abbastanza coerente.
La scrittura dei testi è invece molto più varia: ci sono testi scritti da Marko in un passato non troppo recente ed altri risalenti al tour americano dell'anno scorso, un testo di Marco, uno Faderhead ed uno della nostra amica Fetish Dolly. Ciò nonostante il denominatore comune, nonchè lo spirito del titolo "Drop The Mask", è quello di un carattere diretto e onesto delle liriche, un porsi all'ascoltatre senza filtri di sorta. Anche per questo abbiamo deciso che la produzione del disco, a parte il mastering, fosse totalmente frutto dei nostri sforzi.

Sono rimasto colpito da due testi di due dischi, in particolare: "The Art Of Revenge" e "Lies". Vi ho trovato una sorta di visione dell'ambiente umano, visto come falso e traditore
innanzitutto di sè stesso. Cosa intendi di preciso con "...but nothing anymore is real if the truths i need are lies, how can I hold on to life?"
Marko: "The Art Of Revenge" dall'omonimo album e "Lies" dal precedente "Hrs:Min:Sec" sono due canzoni che sento molto vicine... due espressioni della mia visione dell'ambiente che mi circonda come dici bene tu.
Sono entrambe una sorta di chiamata alle armi, un'esortazione a reagire, dirette si all'esterno ma anche a me stesso. Se "The Art Of Revenge" si concentra su temi diciamo più personali, "Lies" è più un presa di posizione sul vittimismo e la passività a cui la società di oggi si è condannata da sola.
L'ultima frase di "Lies" è una riflessione sul fatto che se la realtà su cui si basano le nostre vite, le nostre scelte, le nostre opinioni, è frutto di manipolazioni ed artifici la nostra vita in toto si spoglia di ogni significato.

Come si divide il lavoro di composizione, riuscite a fare tutto con i vostri sequencer oppure avete iniziato tutto direttamente in studio?
XP8: La composizione nasce la maggiorparte delle volte su un laptop: in casa, in viaggio in aereo, sul retro di un tourbus e via discorrendo, sulla nostra piattaforma principale Ableton Live. La produzione dei brani evolve in seguito con la sostituzione di alcuni suoni di soft-synth con sintetizzatori hardware e con la registrazione delle voci in studio.
A questo stadio portiamo il progetto su Pro Tools e lì rimaniamo fino al mix finale.

Analogico o digitale? Quali mezzi preferite usare di più nelle vostre produzioni, e qual'è la vostra opinione sulla computer music?
XP8: La diatriba tra analogico e digitale nell'era in cui la musica arriva all'ascoltatore digitalmente non ha più molto senso. Riguardo la produzione dei suoni in sé non abbiamo particolari preferenze, la musica nata dal software non ha più le limitazioni di una volta e possiamo dire che le nostre decisioni hanno più a che fare con la "praticità" e la "fisicità" del mezzo che usiamo e la facilità con la quale ci permette di raggiungere l'obbiettivo che è sempre e comunque la canzone.

Quali sono gli obiettivi personali raggiunti in questo disco ?
XP8: Sicuramente aver raggiunto la maturità di produrre un disco totalmente da soli è un traguardo molto importante per gli XP8. Siamo anche molto soddisfatti che un disco variegato come "Drop The Mask" e che mostra tutte le nostre differenti influenze ed ispirazioni sia quello che ci ha permesso di sbarcare in America con la Metropolis Records, vero punto di riferimento della scena alternativa d'oltreoceano.

Come giudicate attualmente i mercati a livello mondiale, e cosa ci dite del panorama italiano, nel bene e nel male qual'è il migliore?
Marco: erm, se parliamo di mercato globale ti rimando a un qualsiasi economista che ne sa sicuramente più di noi ;-)
Se ti riferisci invece al solo mercato discografico direi che le cose vanno male in Italia come all'estero. Il pubblico nella stragrande maggioranza è oramai viziato dalla fruibilità gratuita della musica on-line e tende a svalutare il prodotto musicale. Ma fin quì niente di nuovo. Attendiamo con interesse il collasso della discografia internazionale, anche se temo che quando ciò avverrà (e crediamo entrambi sia solo questione di tempo ormai) non si sentirà più parlare di XP8 in quanto sarà ormai del tutto impossibile continuare a far sopravvivere il progetto.

Anche in questo singolo ci sono nomi importati nei vostri remix, grandi band Italiane come Dope Stars Inc. Ci sono band electro in Italia che ritenete davvero valide?
Marco: I DSI non sono il primo progetto italiano che fa un remix XP8, ricordiamo i Syrian che hanno remixato "Das Licht" in passato e Tying Tiffany stessa con "Want It", ma poi anche Selene Riot e DKG. L'Italia è forse un po' indietro nelle produzioni a livello internazionale per varie questioni, prima fra tutte l'incapacità della maggioranza degli artisti italiani di uscire (proprio fisicamente!) dai confini della penisola e limitarsi a rimanere per sempre gli "eroi locali", ma c'è comunque grande fermento e talento nella penisola.
Siamo ottimisti...

In quale nazione gli xp8 hanno avuto maggior successo? Com'è il vostro rapporto con i fan ?
XP8: è difficile valutare quantitativamente il successo di una  al giorno d'oggi... si devono vedere le vendite dei cd? I download illegali? La presenza ai concerti? I commenti sui forum o social network? Possiamo dire che negli Stati Uniti abbiamo avuto un riscontro estremamente positivo che forse neanche ci aspettavamo, ma anche in Olanda e in UK ci siamo sempre sentiti i benvenuti. Il nostro rapporto con i fan è diretto e senza filtri, dopo i nostri concerti o ai festival siamo sempre lì per i locali a scambiare commenti e impressioni con tutti.. tra un drink e l'altro ovviamente!

C'è qualche posto o nazione in cui vorresti suonare, ma ancora non ci siete riusciti?
XP8: sicuramente anche se ci abbiamo già suonato vorremmo suonare di più in Germania, territorio principe della nostra scena, ma a parte quello potremmo dire che nn ci dispiacerebbero un paio di date in Giappone e in Australia.

Cosa ci riservate per il futuro?
XP8: Gennaio del 2010 vedrà la pubblicazione di "Drop The Mask" e stiamo progettando un video da associare a "Want It" da realizzare a breve. Dopo di che si tratterà di portare il disco dal vivo in Europa e negli Stati Uniti. Sarà un anno importante per gli XP8.

La domanda che apprezzereste di più in un intervista...
Marko: Cosa ti spinge a fare il musicista?

La domanda che odiereste di più in un intervista...
Marco: Cosa ti spinge a fare il musicista?

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