Intervista ai Tygers Of Pan Tang
Sembrano passati secoli da quando l’Italia era considerata la Cenerentola della scena metal europea. Tra i principali detrattori del metal italico c’era l’Inghilterra, culla del metallo pesante. Se i maestri del football hanno affidato la propria panchina a un allenatore della catenacciara Italia, perché una delle storiche formazioni della NWOBHM non poteva rivolgersi a un italiano per risollevare le proprie sorti? I Tyger Of Pan Tang hanno ben pensato, infatti, di affidare il ruolo di cantante al nostro Jacopo Meille. Il risultato? Animal Istinct, il miglior album del gruppo britannico dell’ultimo decennio.
Ciao Jacopo, benvenuto su Raw And Wild...
Salve Giuseppe, grazie per il vostro interesse nei confronti dei Tygers!
Come ci si sente ad aver cantato su Animal Instinct, quello che per molti è il miglior album dei Tygers Of Pan Tang dagli anni ottanta in poi?
Senza far troppi giri di parola, sono molto contento! È un album che ascolto con piacere e che credo catturi l’essenza di ciò che sono i Tygers adesso.
Come sei entrato in contatto con le tigri più famose della NWOBHM?
Sono stato contattato da un management che mi ha chiesto del materiale per conto di “una storica band inglese”; la richiesta mi ha incuriosito e, per la prima ed unica volta, ho inviato un curriculum e qualche mp3. Dopo poche settimane mi è stato rivelato il nome della band e, cosa più importante, mi è stato chiesto se ero interessato a fare un provino in Inghilterra. Era il novembre 2004.
Probabilmente il tuo è un background hard rock oriented, come ti trovi nelle vesti di cantante heavy metal?
Potrà sembrarti strano, ma per Robb i Tygers sono sempre stati una band hard rock con una predilezione per i tempi veloci… lui usa il termine “Hard rock with a fast twist”. Conoscevo la band ovviamente – ho tutti i loro dischi storici in vinile e CD – e una volta chiarito che avrei cercato di trovare un equilibrio tra vecchi cantati e la mia interpretazione, tutto è stato molto facile e naturale.
Ti andrebbe di parlarci di Animal Instinct?
È l’album che i Tygers avrebbero dovuto scrivere molto tempo fa. È un disco in cui tutti i componenti del gruppo hanno contribuito e nel quale ci rispecchiamo completamente. Volevamo scrivere canzoni che richiamassero al sound storico della band senza scivolare troppo nella nostalgia. È stato un lavoro al tempo stesso impegnativo e naturale. Le canzoni sono spesso nate in sala prove. I testi sono per lo più frutto della collaborazione tra Craig Ellis, il batterista ed il sottoscritto. Non avevo mai scritto melodie e parole insieme ad un’altra persona: è stata una bellissima esperienza.
C’è un brano dell’album a cui sei legato?
Difficile scegliere. ‘Hot Blooded’ è tra i miei pezzi preferiti. Sono molto orgoglioso di come ho cantato ‘Devil Finds A Fool’ e adoro cantare dal vivo ‘Live For The Day’ che è una canzone scritta principalmente da Dean Robertson, il chitarrista solista, in cui mi rispecchio completamente, liricamente parlando.
Del repertorio classico dei TOPT quale canzoni preferisci cantare dal vivo?
Sicuramente ‘Take It’ e ‘Suzie Smiled’ ma anche ‘Raised On Rock’ e ‘Gangland’, ma la list potrebbe andare oltre…
Mentre dei capitoli discografici precedenti della band quali preferisci?
Ho ‘The Wreckage’ e ‘Noises From The Cathouse’; sono sincero: per motivi differenti, non mi sembrano dischi dei Tygers, quanto più dischi solisti di Deverill, il primo, e di Robb, il secondo.
L’attività dal vivo come sta andando?
Stiamo cercando di suonare il più possibile ovunque ci venga offerto. Il tour italiano appena concluso è andato molto bene e speriamo di fare altre date sempre in Italia durante l’estate.
Tu non sei l’unico legame tra la band e l’Italia, infatti la vostra casa discografica è italiana. Come va con la Frontiers?
Devo correggerti: la Frontiers è il distributore del disco. L’album è uscito per la Livewire, una sussidiaria della Cargo, un’etichetta inglese. Se posso poi levarmi il cosiddetto “sassolino dalla scarpa”, non è che la Frontiers ad oggi abbia fatto molto per dare visibilità al disco. Per questo invito tutti gli interessati a visitare il nostro sito: www.tygersofpantang.com o ad acquistare il disco online.
Il nome Tygers Of Pan Tang è tratto dal ciclo di Elric di Meliboné (Michael Moorcok), classico della fantasy. E’ un genere letterario che apprezzi?
Purtroppo non sono un grande appassionato del genere. Sono sicuro che il mio amico Enrico Paoli dei Domine saprebbe risponderti in modo estremamente dettagliato ed appassionato.
Grazie per la chiacchierata. In bocca al lupo a te e ai tuoi compagni d’avventura…
Grazie a te e a tutti i lettori di Raw & Wild!
g.f.cassatella
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