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Intervista ai Symphonity

Quando penso alla Repubblica Ceca certamente la prima cosa a cui penso non è la musica, tantomeno al metal. Viene più da pensare al suo burrascoso passato, con la separazione della Cecoslovacchia in due repubbliche, oppure a cose più mondane per noi italiani come il calcio, giocatori che militano nelle varie formazioni. E’ proprio dalla terra di Nedved e Jankulosky che arrivano i Symphonity, band melodic metal molto promettente. Con questo nome esistono solo dal 2003, ma la formazione è nata molto prima come ci spiega adesso il chitarrista Libor Krivak...

Puoi presentare la vostra band ai nostri lettori?
Certo. Siamo una band melodic metal Ceca. Questa è la nostra storia: nel 1994, io e il mio amico batterista Tomas Suchacek formammo una band chiamata Otter, rinominata NEMESIS pochi anni più tardi, quando la line-up è cambiata diverse volte. Il nostro album di debutto "Goddess of Revenge" è stato rilasciato dalla etichetta italiana Underground Symphony nel 2003 e l'etichetta Hot Rockin acquistò la licenza per l'album nello stesso anno per il mercato giapponese. Durante i preparativi per il nuovo album abbiamo cambiato nome in SYMPHONITY così come la line-up di nuovo. Olaf Hayer,il nuovo vocalist della band ha partecipato attivamente al nuovo album "Voice from the Silence",rilasciato dalla ben nota etichetta tedesca Limb Music Products. La versione giapponese sarà rilasciata nel mese di ottobre dalla Marquee / etichetta Avalon.

Perché "Symphonity" per il nome della band?
Beh,non ha un significato particolare, è semplicemente una parola composta da sinfonia ed eternità.

Quali sono le tue precedenti esperienze  Symphonity?
Ho suonato solo in questa band. Come detto prima sotto diversi nomi. Altri ragazzi hanno alcune recedenti esperienze con diversi gruppi musicali e stili, ma non è il mio caso. Ho concentrato tutte le mie energie a questa band nel corso degli anni.

Come desideri introdurci “Voice from the silence”?
E’ un album che contiene canzoni molto melodiche, con il sottofondo contrabbasso e batteria. D’altra parte chi ascolta potrebbe trovare alcuni elementi che non appartengono al metal, e questo secondo me fa rendere l’album più eterogeneo. Per esempio si possono trovare canzoni tipo AOR oppure cover del noto hip pop europeo, ma credo che come insieme suoni abbastanza bene. Il mix è stato fatto dal famosissimo Sasha Paeth mentre la masterizzazione dal suo amico Miro.

Cosa significa realmente “Voice from the Silence”?
Non ha un significato più profondo, perché non c’è un tema o un concetto comune. Vi è la canzone “The Silence” che è un poema epico della durata di dieci minuti, che però abbiam deciso di dividerla in una sorta di trilogia. Il titolo ha si una connessione a questa trilogia, ma è solo un titolo e nulla di più.

Qualche particolare concetto relativo all’album?
Poiché non è un album concettuale, ogni canzone è a se, e non c’è alcuna connessione tra i testi.

Che mi dici a proposito dell’artwork?
L’artwork è stato realizzato dal noto artista americano Derek Gores.Ci siamo affidati a lui perché ci piace il lavoro che ha fatto con i Kamelot ed altri gruppi. Derek è stato molto creativo ed il nostro rapporto è filato tranquillo,senza alcun problema. Penso che la sua cover sia più che degna per l’album. Alcuni dicono cha abbiamo bisogno di copertine più sul tema power, mentre noi non preferiamo i temi con guerrieri e draghi.

Siete soddisfatti dal lavoro con la Limb Music Records?
Si, è stato un grande passo avanti per noi andare sotto l’ala della Limb.La Limb ha una buona rete di distribuzione, via SPV o altro, quindi in tutto il mondo è più facile trovarci. Siamo anche molto felici che la Limb abbia iniziato la collaborazione con la Marquee/Avalon che pubblicherà il nostro album in Giappone per la seconda metà di ottobre.

 Qual è lo stato del vostro genere nel vostro paese?
Non ci sono molte band power metal nel nostro paese. Le uniche che vale la pena menzionare sono i Salamandra e gli Eagleheart, per il resto la scena power è molto ridotta. Magari migliorerà in futuro perché tanti gruppi stanno uscendo… vedremo. Penso che sia il black che il death siano più diffusi viste le numerose band, ma è un tipo di musica che non mi piace molto.

Piani per un tour?
Beh suonare dal vivo è molto importante per far colpo sui fan. Ci piacerebbe fare da opener a gruppi più famosi, ma questo dipende da molti fattori quali vendite ecc…In estate ci piacerebbe partecipare a qualche festival,vedremo…

Infine, hai qualcos’altro da dire?
Grazie per l’intervista e…STAY METAL!!!

Christian

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