Intervista agli Shank
Uno dei gruppi che mi ha maggiormente colpito in questo 2008 sono senza dubbio i salentini Shank. Ho avuto la fortuna di poterli recensire e ascoltare dal vivo. Per questo non mi sono lasciato sfuggire l’opportunità di scambiare le canoniche quattro chiacchiere con Andrea (voce e chitarra) della band.
Ciao Andrea, direi di iniziare presentando la band ai nostri lettori…
Ciao Giuseppe intanto grazie per l’intervista! Gli SHANK sono un quartetto proveniente dalla provincia di Lecce, la zona che tutta Italia oramai conosce come “Salento”. La band esiste in varie forme da 10 anni, ma della formazione originale siamo rimasti solo io (chitarra e voce, ma fino all’anno scorso suonavo solo la sei corde) e Max (batteria). A completare l’organico ci sono Gianni (chitarra e samples, con noi dal 2005) e Piernicola (basso, dalla fine del 2006). Nel corso della nostra storia abbiamo avuto altri due cantanti, tre bassisti e un chitarrista, oltre a una quantità enorme di sfighe che hanno rallentato la nostra attività spesso in momenti cruciali. Nonostante ciò abbiamo all’attivo un album ufficiale realizzato nel 2005, un nuovo CD intitolato “Create /Devour” appena uscito, e quasi 200 concerti, tra cui date con Sepultura, Soulfly, The Queers, Propagandhi, Extrema, Linea 77, due finali provinciali e una regionale di Arezzo Wave, una tappa del Rock TV tour e altro ancora.
Quali sono le vostre influenze?
Nel nostro myspace campeggia la dicitura “metallic post-hardcore from Italy”, e direi che questo ci definisce abbastanza fedelmente. Attualmente gruppi come Converge, Dillinger Escape Plan, Botch, e in genere il post-hardcore e il math-metal sono i generi che ci sono più vicini. Su questa base innestiamo di volta in volta soluzioni differenti: da growl e blast-beats a progressioni melodiche a rallentamenti alla Neurosis a momenti di calma assoluta che seguono o precedono il caos totale... Nei nostri primi anni di attività invece era molto forte l’influenza dei Faith No More, più che dal punto di vista strettamente musicale proprio da quello dell’eclettismo concettuale, e di molto metal e crossover anni ’90 (Prong, Helmet, Sepultura di “Chaos AD”, Pantera di “Far Beyond Driven”, Deftones...).
In realtà ascoltiamo tanta roba diversa: io in genere sono quello dai gusti più estremi (brutal, grind, hardcore, deathcore... ma ultimamente ad esempio sto ascoltando quasi unicamente il disco solista di Warrel Dane dei Nevermore!), gli altri vanno dai Katatonia e i Tool all’elettronica passando per i Radiohead e gli Isis... tutti ascolti che, se da un lato non traspaiono immediatamente nel nostro songwriting, dall’altro giocano sicuramente un ruolo importante anche se sotterraneo nella nostra visione della musica.
Perché avete scelto Shank come nome per il gruppo?
Perchè volevamo un nome breve e immediato, facile da ricordare e che suonasse bene. Inizialmente sapevo che “shank” volesse dire “stinco”, ma scoprire in seguito che è un nome che si da nelle prigioni americane a qualunque arma da taglio impropria usate nei combattimenti tra gang (e anche un verbo che significa appunto “aggredire con arma da taglio impropria” - meraviglie della lingua inglese...) ci ha divertito non poco!
In fase di recensione non ho potuto non rimarcare l’ottima qualità del vostro ultimo lavoro, “Create/Devour”. Ti andrebbe di parlarcene?
E noi per questo non possiamo che ringraziarti! Intanto è doveroso dire che se il nostro CD suona così bene il merito è in gran parte anche del nostro produttore Fabrizio Giannone, che ha fatto un lavoro ottimo pur non avendo a disposizione i mezzi di uno studio di registrazione di alto livello.
“Create / Devour” è il nostro secondo album, contiene 8 pezzi più un breve interludio elettronico che divide il disco in due parti: i primi quattro pezzi rappresentano la nostra produzione più recente e che più si avvicina allo stile attuale della band, e sono racchiusi dal sottotitolo “Longing For The Dawn” (l’attesa dell’alba dopo una lunga notte in cui il gruppo ha passato un periodo di crisi e di cambi di line up); gli altri quattro sono i pezzi che erano stati composti dai “vecchi” Shank ma che non abbiamo voluto gettare nel dimenticatoio senza prima fissarli su disco. Sono pezzi in cui è ancora forte la componente melodica che ci caratterizzava in passato e che sono raggruppati col sottotitolo di “Frail Memories Fading” ovvero fragili ricordi che scompaiono. Ormai siamo proiettati avanti verso la composizione di pezzi molto diversi dal passato. Già adesso eseguiamo dal vivo tre pezzi inediti che segnano un’ulteriore evoluzione rispetto al quartetto di apertura dell’album, e che speriamo di registrare al più presto assieme ad altre canzoni su cui stiamo lavorando in questo periodo.
Quali sono le tematiche trattate nei vostri testi?
Sette degli otto testi del Cd sono stati scritti da me. Sono riflessioni sul mio rapporto col fallimento e il riscatto, con i rimpianti e le promesse a se stessi, mantenute e non, con i demoni del dubbio e dell’arrendevolezza, con l’arroganza del torto e la perdita della ragione, con il trionfo delle opinioni e la sconfitta delle idee. Beh, parlano di vita insomma.
Io ho avuto la fortuna di assistere alla vostra data barese. Come sta andando l'attività live?
Considerando che tutti noi lavoriamo e spesso non possiamo dedicarci quanto vorremmo all’attività concertistica, direi abbastanza bene, anche come riscontro da parte del pubblico. Finora quest’anno abbiamo suonato una quindicina di date in lungo e largo in tutta la Puglia, a metà dicembre intraprenderemo un mini-tour tra Calabria e Sicilia per presentare il CD, e ovviamente con l’anno nuovo contiamo di varcare i confini della nostra pur amata Terronia hehehe!
Con quali band vi piacerebbe dividere il palco?
Eh, ce ne stanno tante! In Italia direi Storm(O), The Secret, Psychocean, The Modern Age Slavery, Slowmotion Apocalypse, ma anche tanti amici pugliesi con cui finora il concerto insieme non c’è mai stato o manca da un po’ troppo tempo: Stonecutters, Backjumper e tanti altri.
Riguardo ai gruppi esteri il primo che mi viene in mente sono i Dillinger! Ci ho già suonato a Lecce nel 2004 con la mia altra band (Traitor) e li ho rivisti scatenarsi sul palco del Gods quest’anno, ma mi piacerebbe averci nuovamente a che fare. Altri nomi: Converge, The Red Chord, Mike Patton in uno qualunque dei suoi mille folli progetti, Municipal Waste, Dark Angel (ho appena firmato una petizione online per richiedere la loro reunion haha)... beh potrei andare avanti per ore!
Avete un sito internet?
Il nostro Piernicola da valente grafico qual’è ha firmato il nostro sito ufficiale www.shank.it, nuovamente online da qualche giorno. Inoltre abbiamo ovviamente un myspace dove potete ascoltare degli estratti da “Create / Devour” e conoscerci meglio, essere aggiornati sui nostri prossimi live eccetera eccetera, all’indirizzo www.myspace.com/shank555.
Se posso, aggiungo che io ho uno space personale all’indirizzo www.myspace.com/andrealitti che uso per il mio lavoro di fonico live e organizzatore di concerti metal e hardcore in provincia di Lecce, e come galleria delle locandine di concerti e delle grafiche che mi diletto a creare.
I lavori di Piernicola invece sono sul suo sito www.millionsofmillimeters.com.
A te il compito di chiudere l'intervista...
Che dire: credo che tu e Raw & Wild vinciate tranquillamente il premio per il massimo supporto nel minore arco di tempo possibile mai avuto da questa band, tra recensione, live report e intervista, quindi possiamo solo ringraziarti infinitamente caro Giuseppe! Chi fosse interessato a ricevere una copia di “Create / Devour”, o una delle nostre magliette superfighe, o volesse semplicemente scambiare quattro chiacchiere è invitato a contattarci tramite il myspace o tramite il sito o a scriverci a
info@shank.it
g.f.cassatella
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