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Intervista ai Seventh Angel

La cosa bella di questo hobby è che ti capita di intervistare alcuni dei tuoi idoli di gioventù. Da doom maniac quale sono ho avuto la fortuna, a distanza di pochi mesi, di porgere le mie domande a due vere leggende del genere, prima i Candelmass e ora i Seventh Angel. Però se per gli svedesi ormai la produzione di album è ripresa in modo costante, il ritorno sulle scene degli inglesi, dopo ben 17 anni, è stata una vera sorpresa.

Ciao Ian, Bentornato. Come mai abbiamo dovuto attendere ben 17 anni per un nuovo album griffato Seventh Angel?
In realtà, abbiamo maturato il desiderio di produrre nuovamente musica insieme quando abbiamo ripreso a fequerntarci qualche tempo fa. Il nostro desiderio era quello di non ripetere quanto fatto in passato ma proporre qualcosa di nuovo e fresco.

Questo qualcosa di nuovo e fresco risponde al nome “The Dust of Years”…
Sì, l’album è un mix del nostro vecchio suono thrash/doom con parti ancora più lente e altre nuove influenze. C’è molta varietà e un sacco di ottime canzoni heavy ben prodotte.

Quindi ritieni che il nuovo album sia molto differente da “Lament for the Weary”?
Beh, in questi anni tutti noi abbiamo maturato gusti differenti e abbiamo anche scritto musica molto personale, credo che questo si noti nell’album. “Lament” mi piace ancora, ma credo che il nuovo album possa avere un appeal maggiore sulle persone che non erano parte della scena anni fa, all’epoca dei nostri primi due dischi.

Passiamo ai testi allora...
Ce ne siamo occupati per lo più io e Simon. Ognuno ha scritto i propri individualmente così come la musica, anche se in alcuni casi quest’ultima è stata composta insieme. Anche Mark ne ha scritto uno. Posso dirti che i miei parlano di mie esperienze personali ed esprimono alcune miei opinioni su determinati argomenti.

Ora che avete un album fuori tornerete anche in tour?
Credo proprio che faremo una breve tournee in Europa il prossimo anno. Vi terremo aggiornati sul nostro myspace.

Facciamo un deciso passo indietro, ti va di parlarmi degli albori dei SA?

Ricordo soprattutto quanto era fantastico avere una mia band! I SA sono stati la mia prima band e ho suonato per un breve periodo la chitarra. Avevamo intenzione di trovare un nuovo cantante, ma non siamo riusciti a trovarne uno soddisfacente e così il ruolo è stato affidato a me. Ci siamo divertiti un  sacco a  registrare, suonare e andare in tour insieme. Per un certo periodo abbiamo vissuto tutti nella stessa casa e non facevamo altro che provare!

Recentemente la Metal Mind ha ripubblicato i vostri due classici, The Torment” e “Lament for the Weary”. Sei soddisfatto del lavoro svolto?

Sono delle versioni stupende, sia dal punto di vista visivo che da quello della resa sonora. Sono veramente soddisfatto e mi sento di consigliarvene l’acquisto!

Grazie di tutto, Ian!

Grazie a te Giuseppe!

g.f.cassatella

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