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Intervista ai Rust Requiem

Iniziamo col presentare la tua band ai lettori di Raw & Wild spiegando chi sono i Rust Requiem e soprattutto quale è il tuo principale concept.
Ianvs: I Rust Requiem sono un progetto musicale nel cui coagulo espressivo si annida il vagito sempre più imponente ed istintivo del Metallo Nero Italiano. Il progetto è nato nel 2006 quando decisi di prendere le redini come unico componente ed esecutore dell’idea che li compone, dopo indecisioni fra altri membri che dovevano parteciparvi ed il conseguente scioglimento. Il risultato del primo LP è ciò che volevo che fosse, ovvero, il frutto del mio pensiero espresso in musica e parole e questo primo lavoro rappresenta il ciclo originario immerso storicamente nell’età medievale. Per meglio descriverne l’essenza, in sintesi, è così che vado a presentarlo: “Analogamente a quest’epoca di spostamento, in cui masse disperate migrano dai loro paesi d’origine in altri in cerca d’illuminazione materiale e spirituale, L’ Età Oscura Della Migrazione riflette la tragedia dell’abbandono delle proprie radici e la ricerca di sé stessi nella metafora del viaggio stesso. ” Così in quest’ambito, in un terreno fatto d’incertezze, di paura e dolore, ho visto Migrationis Obscvra Aetas come uno specchio riflettente questo avulso Positivismo che va a cadere nel Decadentismo più nero, considerata la nostra, analogamente, appunto, un’epoca di caos spirituale di massa che sta andando verso ciò che sarà l’epilogo in un eventuale e prossimo conflitto mondiale. Il viaggio è la metafora del tutto, una ricerca infinita, continua, ossessiva di Sé, in qualche modo, per poter ottenere la brama assoluta, ovvero il controllo sul proprio destino, la propria realizzazione materiale e immateriale, costretti a muoversi a causa della decadenza delle proprie terre natali, in cerca d’una via più favorevole alla propria stella. Una speranza nella disperazione, una disperazione nella speranza. D’altronde, se fossimo fatti d’assoluti, la questione umana non avrebbe di che avere conflitti esistenziali. Il Metallo Nero ha la forza portata all’eccesso per poter esprimere tutto il disagio possibile ed estremo sul fronte incorporeo.

La vostra agenzia di promozione è la Necrotorture Agency, una delle agenzie più rinomate in Italia nel campo della promozione del metal estremo, come siete entrati in contatto con loro?
Ianvs: Sono entrato in contatto con la NecrotortureAgency tramite Myspace ed è stato per puro caso, mentre cercavo il mezzo più adatto, una base per poter diffondere il mio pensiero musicale.

La critica oggi giorno è uno dei mezzi più importanti per la divulgazione del proprio prodotto e Raw & Wild ha recensito ottimamente il tuo lavoro, come stanno andando le altre recensioni? Il materiale da te prodotto non è facile da catalogare e né tanto meno facile da capire, cosa deve sapere un buon recensore per capire cosa vuoi trasmettere?
Ianvs: Innanzitutto posso ritenermi molto soddisfatto del fatto che abbiate gradito il mio primo lavoro, considerato che MOA non è semplicissimo a comprendersi (come già da voi accennato), avendo in sé correnti stilistiche ed espressive molto diverse fra loro. Le recensioni avute finora sono molto positive, sono ben lieto di questo; credo che un buon recensore, nell’opera di qualsiasi gruppo debba essere innanzitutto un ascoltatore paziente. Meglio una recensione postuma per motivi di valutazione che una fatta in tutta fretta, in cui si rischia di non poter porre l’attenzione necessaria a ciò che si ha fra le mani.

Descrivi il tuo lavoro, come nascono dei brani pensati da te e come vengono elaborati i testi?
Ianvs: Imprimo una sensazione, che diviene idea, che diviene musica, che diviene un testo, che si fa concetto. Non ho un iter creativo preciso, mi piace lavorare su ciò che gira attorno a tutto quel che può diventare ispirazione, metabolizzarlo, crearlo, renderlo fisicamente condivisibile registrando il brano.

Cosa ti ispira a fare questa musica. Tu come la definiresti?
Ianvs: Credo fortemente, senza dubbi, che il Metallo Nero rappresenti in tutto e per tutto il fulcro speculare del caos, il riflettere martellante e incisivo di uno spirito di decadenza, ardito, aggressivo, implosivo, esplosivo; un abisso contraddittorio d’estremismi senza eufemismi, di lotta e di vittoria, d’abbattimento e di sconfitta, coscienti. Ma sempre in piedi a dichiarare la sua ruvidezza e profondità espressiva. Il Metallo Nero è il ponte tra la tradizione e l’innovazione dello spirito artistico estremo italiano. Quel che mi ispira è la nostalgia, la sfida, il modernismo e la velocità affogati nel più nazionalista e grandissimo Futurismo; come possono esserlo la calma, il silenzio, la contemplazione, la tradizione delle cose umane. Il Bifronte è un simbolo che, non a caso, rappresenta esattamente il mio modo d’essere, l’ambivalenza atta e non immota, forse come dovrebbe essere il cosiddetto Metallo Estremo d’eccezione: un contenitore di sensazioni agglomerate dai sensi e dalla tracotanza d’essere, alacremente essere.

Ci sono delle novità in cantiere?
Ianvs: Attualmente sono al lavoro sul secondo LP dei Rust Requiem: “ Robiginis Reqviem Ad Obscvratas Mentes” – “Requiem Di Ruggine Alle Ottenebrate Menti”, nell’attesa che MOA trovi una collocazione con una label.

Mi complimento con te come one man band, hai mai pensato di prendere altri musicisti?
Ianvs: La strada intrapresa con i Rust Requiem rimarrà la medesima, se dovessi avviare un progetto che riguardasse il Metallo Nero o altre forme d’espressione che interessano il Metallo Estremo in generale, vorrei avere accanto artisti veri e propri, ognuno con il pertinente modo d’esprimere sé stesso tramite il proprio strumento e non semplici esecutori. Penso sia la formula assoluta per creare un gruppo che sia anche una forza artistica assoluta: un unico vortice fatto di idee, di più animi senzienti, volto ad unico corpo. Tutti per uno.

Sono tante le prospettive e in sogni delle band e credo sia impossibile fare musica senza avere degli obiettivi da raggiungere…. magari anche solo delle piccole soddisfazioni, il tuo obbiettivo qual è?
Ianvs: Poter diffondere il mio pensiero al di là d’ogni frontiera fisica e non e, perché no, magari poter essere ispirazione alla creazione di un’altra creatura artistico/musicale, come può essere l’arte che mi ha influenzato, al muovermi con i miei passi, con il mio credo, le mie idee.

Chi è IANVS nella vita di tutti i giorni?
Ianvs: Unessere umano, un artista in continua evoluzione fisiologica, concettuale, spirituale; in lotta e alleato con sé stesso e con ciò che lo circonda.

Chiudi a tuo piacere questa intervista e magari esprimi il tuo giudizio sul metal estremo odierno, quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi.
Ianvs: L’aspetto positivo del metallo estremo odierno può essere la coscienza dei propri mezzi espressivi, artistici, in cui alla base vi sono una maturazione più pregna di concetto che sta lasciando il legame con ciò che non ci appartiene culturalmente; tutto a sta a muoversi e coinvolgere in primis i musicisti italiani, e avere un bel po’ di fiducia nelle nostre possibilità, che non guasta mai. Il negativo sta in chi si ostina a metter su gruppi cover. A chi  sdegna gruppi considerati storici, o che comunque hanno saputo cavalcare la propria tigre (un esempio esplicito: Iron Maiden e Metallica) e poi ne imita in tutto e per tutto lo stile compositivo ed espressivo in modo vile e privo d’anima per dare sfoggio alla sola estroversione. Penso siano i punti più forti in senso negativo, crisi varie, litigi con gestori dei locali, mercato, a parte. Mi fermo qui, sarebbe necessario fare un elenco di tutto ciò che ci fa annaspare nel fango dalla possibilità di emergere, ma non credo basti un intero tomo di cento e più pagine. L’importante è continuare ad esprimersi e creare, creare, creare a dispetto di ciò che può venir dopo. Vi ringrazio per il vostro tempo.

+IANVS+


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