Intervista a Martin Axenrot degli Opeth
In occasione della scesa in Italia del Progressive Nation Tour 2009 (che vede la partecipazione degli attuali maggiori esponenti del prog metal mondiale), a poche ore dall’inizio dello spettacolo milanese dell’evento, il vostro Pax è stato nei camerini del Mediolanum Forum per poter scambiare due chiacchiere con Martin “Axe” Axenrot, batterista degli Opeth …
Innanzitutto bentornato in Italia!
Martin Axenrot: Grazie!
Come sta procedendo il Progressive Nation Tour?
M. A.: Il tour fino ad ora sta procedendo molto bene. I Dream Theater ci hanno rivelato che negli USA hanno riscontrato un grandissimo successo come lo stiamo riscontrando qui in Europa. Ogni sera troviamo le platee riempite da orde di fans e ciò è assolutamente soddisfacente.
Lo scorso anno è uscito il tuo esordio studio con gli Opeth, “Watershed”, opera musicalmente più diretta rispetto ai precedenti lavori della band … Credi che sia stato tu personalmente ad influenzare il sound in questa nuova direzione stilistica?
M. A.: Come tu potrai ben sapere, è Mikeal che si occupa della composizione dei brani. Io ho solo potuto dare il mio contributo solo per quanto riguarda la sezione ritmica durante il mese trascorso insieme in studio per le fasi di arrangiamento e registrazione dell’opera complessa che è “Watershed”. Non posso di certo negare però la tua affermazione, se tu volessi comparare quest’ultimo con album precedenti come “Ghost Reveries” si notano molte differenze e la principale è proprio quella che mi hai spiegato. Io la ritrovo una cosa positiva, preferisco che una band si evolva nel corso del tempo anziché ripetersi all’infinito. Non trovi?
Si, sono pienamente d’accordo con te! Sei entrato a far parte della band nel 2006. È stato difficile dover prendere il posto di Martin Lopez?
M. A.: Per precisare, io ho iniziato a suonare negli Opeth durante il tour del 2005 di supporto all’album “Ghost Reveries”, ma come appunto hai detto, sono diventato un loro membro ufficiale nel 2006. Certo che non è stata impresa facile dover prendere il posto che Martin Lopez ha lasciato. Lui è un batterista tecnicissimo ed io apprezzo molto la sua musica. Ma come appunto si diceva, pur sostituendolo nella line-up non ho mai cercato di emularlo, io ho un altro modo di suonare.
Tutt’ora ti sei stabilizzato all’interno della line-up? In che rapporto sei con gli altri membri della band?
M. A.: Certamente. Mi trovo benissimo con gli altri membri!
Ma cambiamo argomento, tu sei anche il batterista dei Bloodbath. Il vostro è ormai diventato un famoso progetto, il vostro ultimo “The Fathomless Mastery” ha riscontrato ottimi pareri dalla critica mondiale … Ci sarà mai occasione di potervi vedere in tour con questo progetto?
M. A.: Questo sinceramente non lo so. Al momento so di sicuro che siamo stati già confermati per 5 festival europei nella prossima estate.
Avremo anche la possibilità di vedervi in Italia?
M. A.: No, per il momento i festival, se non ricordo male, dovrebbero essere in Francia, in Germania e … sinceramente non ricordo dove e quali sono gli altri ma credo che le date live siano già riportate le date sul nostro myspace.
Ma tu ti preferisci definire il batterista degli Opeth o dei Bloodbath?
M. A.: Io mi reputo il batterista degli Opeth più che quello di Bloodbath. Gli Opeth attualmente sono la mia band primaria, mentre i Bloodbath sono tutt’ora ancora un side-project come appunto tu dicevi.
Quali sono le tue band preferite?
M. A.: I miei ascolti spaziano molto. Tra le mie band preferite ci sono nomi dell’hard rock classico come Rainbow e Deep Purple, Morbid Angel per quanto riguarda il death metal ma anche Jeff Buckley. Insomma, ascolto diversi tipi di buona musica. Sono anche un fan delle colonne sonore cinematografiche di Ennio Morricone.
Cosa ne pensi invece del progressive rock italiano? Conosci band come PFM o Banco Del Mutuo Soccorso?
M. A.: Dovresti parlare con Mikeal di queste cose, è lui l’esperto. Una volta mi fece ascoltare alcune band del genere e ricordo che le apprezzai molto ma al momento non ricordo quali.
Parlaci un po’ di come e quando è stato il tuo primo approccio alla musica …
M. A.: Sicuramente Il mio primo approccio alla musica è avvenuto grazie all’immensa collezione di dischi in vinile di mio padre che inoltre possedeva e sapeva suonare vari strumenti musicali quali: chitarra, piano e batteria. Allora all’età di 6 o 7 anni, non ricordo con precisione, egli provò ad insegnarmi a suonare qualche strumento. Dopo averli provati tutti, decisi, senza alcun dubbio, di voler suonare la batteria.
Ultimamente Mikeal Akerfield ha annunciato di essere al lavoro al suo primo album solista. Tu prenderai parte al progetto?
M. A.: Dato che si tratterà del suo progetto solista non credo proprio che io sarò incluso nel progetto!
E per concludere toglimi una piccola curiosità. Essendo in tour con i Dream Theater non ti è venuta voglia di voler provare “l’astronave” di Mike Portnoy?
M. A.: Se per “astronave” intendi il suo drumkit, sì. Ho anche avuto modo di fare un assolo sulla sua “astronave” durante una data in Inghilterra.
Pax (Antonluigi Pecchia)
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