Intervista agli Elektradrive
Il web ha da un lato affossato l’industria discografica e dall’altro ha reso possibile una maggiore esposizione per i musicisti. Se questo sia un bene o un male è difficile da stabilire, però non si possono negare che alcuni ritorni sulla scena, favorititi dalle nuove tecnologie, possono garantire a gruppi, che in passato non hanno raccolto quanto seminato, di far circolare maggiormente il proprio nome. Uno dei ritorni più graditi è sicuramente quello degli Elektradrive, band che senza dubbio di smentita può essere definita un pezzo di storia del metal tricolore.
Ben tornati. Sedici sono gli anni trascorsi tra “Big City” e “Living 4”. Cosa è successo in tutti questi anni in casa Elektradrive?
(Alex Jorio) Gli Elektradrive sono cresciuti e diventati più saggi attraverso i percorsi, le esperienze e gli ostacoli della vita mantenendosi però intellettualmente sempre in contatto. Io e Simone, dopo lo stop forzato del 94, abbiamo lavorato sulla stesura di nuovi pezzi che avrebbero fatto parte di un eventuale nuovo lavoro tutt’ora inedito. Elio in quel periodo cercava una personale dimensione artistica e si mise a lavorare su un suo progetto solista. Stefano e Eugenio si “congelarono” in attesa di un nuovo corso.
(Stefano Turolla) Alcuni di noi hanno occupato il tempo facendo figli e facendosi poi occupare il tempo da loro...in realtà non è successo granché, o meglio forse io da “congelato” … non mi sono accorto che succedessero cose pazzesche, anzi secondo me la cosa più pazzesca è che, quando abbiamo ricominciato, sembrava ci fossimo salutati il giorno prima, non che fosse passato tutto quel tempo…
Provate dei rimpianti per questa lunga inattività?
(AJ) Con il senno di poi ho imparato a giustificare la scelta del 94 che ha preservato i rapporti nel tempo e accresciuto la voglia di suonare nuovamente insieme.
(Elio Maugeri) Per quanto mi riguarda, pur avendo abbandonato temporaneamente gli Elektradrive, ho continuato a scrivere componendo materiale che, originariamente, avrebbe dovuto far parte di un mio progetto solista. Ergo, nel mio caso, si è trattato di una “inattività produttiva“ in quanto gran parte del materiale scritto è stato utilizzato per la stesura di L4.
Si tratta semplicemente di un ritorno da studio o vi esibirete anche dal vivo?
(AJ) Le nostre sono sempre sfide e non cerchiamo mai il percorso più facile e scontato, quindi il tutto è finalizzato ad apparire live il più possibile rispetto al passato proponendo uno show che spazierà tra il materiale nuovo e i nostri classici. La novità è che Elio non sarà solo più il frontman, ma imbraccerà la seconda chitarra e noi lo supporteremo con i cori dato che siamo una delle poche band Italiane a cantare in 4…esclusi i Pooh!
Quanto è cambiata la scena dai vostri esordi?
(ST) Tanto!, oggi la tecnologia è alla portata di tutti, serve a confezionare un prodotto, a migliorarne la qualità, a divulgarlo ovunque, ed è un valido aiuto anche nella didattica. Quando abbiamo cominciato non c’erano certo YOUTUBE o MYSPACE etc.., farsi conoscere in giro era un’impresa difficile e registrare un demo casalingo voleva dire partorire una schifezza non senza sforzi.. Adesso un musicista può guardare i filmati del suo idolo e imparare le tecniche utilizzate nei soli etc..noi tiravamo giù i pezzi dai dischi, ad orecchio!! La scena è cresciuta come quantità, perché ci sono un sacco di band e ci sono in giro musicisti bravissimi e veramente dotati … fanno esecuzioni qualitativamente ineccepibili… quelli che latitano sono i compositori!! La pecca è proprio nel perdere di vista il concetto di scrivere canzoni e questo vale sia per l’hard-rock che per il melodico italiano: provate a paragonare i pezzi datati di qualsiasi genere con quelli contemporanei….
Credete che le attuali tecnologie possano dare agli Elektradrive quella spinta che è mancata in passato?
(AJ) Elio e Simone hanno acquisito una notevole capacità nelle operazioni di produzione grazie anche alle tecnologie odierne. Se prima eravamo schiavi di nastri che giravano e tempistiche di studio imposte, oggi possiamo permetterci, data la nostra pignoleria estrema, di cambiare fino all’ultimo momento. Living 4 ha avuto una pre-produzione che in passato era impossibile immaginare con nostri livelli di investimento.
Direi che è giunto il momento di presentare “Living 4”…
(Simone Falovo) L4 è un lavoro lungo, molto intenso e sentito: raccoglie molte nostre sensazioni che sono state poi trattate nei testi. Per quanto riguarda il genere noi NON snobbiamo la nostra storia, anzi suoneremo pezzi dei vecchi album incluso OTS, ma…dopo tutti questi anni ci sono venute fuori cose leggermente difformi dal passato. Ciò è successo spontaneamente grazie ai nostri molteplici ascolti ed influenze…inoltre, a ripensarci, forse non ce la saremmo sentiti di riproporre lo stesso identico genere a forte stampo AOR,avremmo temuto di scadere nel nostalgico… E’ così che io e Elio abbiamo iniziato a tessere quest’album, proprio dalla title-track, che riassume la forte passione di noi tutti che è anche stato il collante per poter dare atto alla reunion: Living 4 sta infatti per “vivere per…qualcosa” che nello specifico sta per la musica… Nel nostro caso, con tutti questi anni di “militanza” nell’ambiente musicale, è quasi una sfida riproporsi dopo tanto tempo di silenzio, ma ognuno di noi era convinto che lo avremmo fatto ad ogni costo. E’ veramente una grandissima soddisfazione oggi, a pochi giorni di uscita del disco, raccogliere i commenti – tutti positivi – dei tanti colleghi musicisti che hanno apprezzato sia la nostra qualità nello scrivere quest’album, e di riflesso la maturità e identità artistica, sia la grande forza di riproporsi in questo modo ufficiale, nella difficoltà attuale del mercato musicale…Per noi è un lavoro molto concreto…infatti ci siamo concentrati sul songwriting e fortunatamente abbiamo ancora tanta ispirazione e immaginazione…in questo modo sono venute fuori più di 20 songs, dalle quali abbiamo scelto poi le 14 contenute in quest’album. Alla fine della “cernita” abbiamo capito che tutte le songs avevano comunque un senso comune, e siamo anche molto soddisfatti dell’ottima combinazione che siamo riusciti a creare fra l’atmosfera sonora di alcuni brani e le tematiche dei testi.
Quali sono le tematiche trattate nei testi?
(EM) Con Living 4, io e Simone, abbiamo deciso di affrontare argomenti tristemente attuali che spesso vengono trascurati oppure volutamente occultati e/o edulcorati dai mass media.
Il motivo è molto semplice: si tratta di argomenti scottanti dove entrano in gioco gli sporchi interessi di pochi!
Mi riferisco alla salvaguardia dell’ambiente, la manipolazione delle masse attraverso i media, lo strapotere delle corporazioni, le lobbies del farmaco, del petrolio, delle armi, ecc…ecc…
Oggi, più che mai, è necessario sensibilizzare e spingere ad una maggiore consapevolezza tutte le persone che, come noi, hanno deciso di non farsi ingannare dai dogmi e dalle dottrine mediatiche, che purtroppo, oramai, hanno indotto le società moderne a sviluppare un unico modello di pensiero privo di punti di riferimento etici.
Abbiamo anche parlato della superficialità dei rapporti umani, di altruismo e dell’uomo di fronte alla sofferenza.
Come siete entrati in contatto con Mauro Pagani?
(AJ) In maniera del tutto avulsa dall’ambiente musicale, quindi una vera amicizia disinteressata. Mauro è il Guru di tutti i musicisti Italiani, noi compresi. Avevamo la coda di Get Power from the sun che si prestava ad una soluzione prog e quindi ai ragazzi ho venduto l’idea di far partecipare Pagani e il suo flauto. Mauro ha sentito il pezzo e ci ha regalato uno stupendo solo sostenendo di essere, con il flauto, un po’ arrugginito!!!
Vi andrebbe di descrivere ai nostri lettori più giovani i vostri primi tre album?
(AJ) Io vorrei definirli con aggettivi: Over the space = Sci-Fi Metal, Due = Highway Rock, Big City = Metro Rock
(S.T) Io li definirei con tre sostantivi; Over the space = la potenza; Due = il gusto; Big city = l’esperimento. Ne aggiungo anche uno per Living 4 = la concretezza!!!
(SF) Se da un lato possiamo essere accusati di aver “svoltato” qualche volta, dall’altro siamo fieri comunque di non aver riproposto - all’interno dei circa 40 pezzi scritti in questi 4 album - molte cose simili fra loro…quindi siamo consapevoli di essere una band che ricerca ed esplora SEMPRE, e ciò è stato anche per questo capitolo…
(EM) OTS è sicuramente il lavoro più “metal” della band e le influenze musicali presenti nell’album rispecchiano molto questo titolo.
Con Due, abbiamo cominciato a far confluire in maniera massiccia sonorità rock melodiche, con arrangiamenti più corali e orecchiabili, dando così all’album una connotazione decisamente più A.O.R.
Big city, in un certo senso, possiamo definirlo l’album della “continuità” con sonorità molto simili a Due, forse penalizzato da una produzione non proprio esaltante che, a mio parere, non ha evidenziato in pieno la bellezza del songwriting.
L4 è sicuramente l’album della maturità, dove le sonorità hard-rock blues, abbracciano tutto il background musicale di ognuno di noi.
Personalmente definirei L4 come il lavoro più bello e concreto degli Elektradrive.
Se dico Kerrang? …
(AJ) Ti rispondiamo 5 kappa!! Una delle nostre più grandi gratificazioni, quella di aver ricevuto un plauso dall’organo ufficiale del Metal per di più Inglese che con gli stranieri non è mai stato di manica larga.
(ST) Ti rispondo: una rivista che probabilmente i discografici italiani non hanno mai letto…detesto fare polemica ma, ancora non capisco come dopo la recensione di DUE nessuno degli addetti ai lavori si fosse mai chiesto chi c…o erano ‘sti Elektradrive….giusto per il gusto di essere informati e far bene il proprio lavoro..??::!!
(SF) Concordo con Stefano…nessun’altra band italiana ha ottenuto questo riconoscimento, e dopo tutti questi anni ancora oggi sinceramente non riesco ancora a capire come mai abbiamo seminato per 1000 e raccolto per 10…
Grazie mille, a voi la chiusura…
(SF) Un saluto a tutti i lettori di R&W… stavolta ci ripromettiamo di fare più date possibile rispetto al passato… e quindi speriamo di incontrarvi ad un nostro concerto…
Nel frattempo, divertitevi più che potete e ascoltate più generi musicali possibili, anche se non consoni alle vostre abitudini e ai vostri gusti principali…in poche parole “OPEN YOUR MIND”!
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