L’intervista con i Custard
L’intervista con i Custard mi ha davvero divertito molto. Nonostante io non sia stato molto magnanimo con loro nella recensione del loro nuovo album, ho trovato davanti a me una persona davvero gentile e cordiale. Dopo il ritorno a pieno regime di una delle migliori band del panorama power metal tedesco, è uscito anche l’album “Force Remain”. Anche di questo ci parlerà uno dei fondatori della band, il batterista Chris Klapper. Scendiamo un po’ più nel profondo e conosciamo meglio lui e la storia dai Custard.
Puoi introdurre la band ai nostri lettori?
I Custard sono una band tedesca che segue lo stile power metal da 20 anni a questa parte a partire da gruppi come Helloween, Judas Priest o Gamma Ray, e talvolta ritmi speed ed old school. Potete aspettarvi spezzoni veloci e melodici e mid-tempo tipici di Maiden e Priest, portati per voi da un gruppo di esperti musicisti.
Perché Custard come nome della band?
Hehe, all’inizio siamo partiti facendo trash, tra l’altro un periodo dove abbiamo bevuto tantissimo. Avevamo un bisogno di trovare un nome alla band, ci guardammo attorno cercando anche in questa scena. Tutto ciò che abbiamo trovato sono nomi tipo “brutale,uccidere,morte,sangue,relitto…”e cose del genere, per cui abbiamo cercato di diversificarci cercando altri tipi di nomi, quando sentimmo il nome Custard che ci piacque subito, perfetto per noi. Poi cambiammo anche lo stile, andando su un genere più melodico, cercammo anche di cambiare questo nome stupido, ma alla fine non lo facemmo anche perché un nome del genere è molto facile sia da ricordare e molto difficile dimenticarsene quindi perché cambiarlo?
Chi scrive le canzoni?
Riff, armonie ed arrangiamenti melodici sono scritti dai nostri chitarristi Robert e Oscar, i testi da Olli (vocalist) e Magga (basso) e talvolta anche da me. Ritmo e tempistica ovviamente sono io il responsabile. Siamo un gruppo di lavoro, abbiamo messo insieme gli arrangiamenti tutti assieme durante le prove. I Custard non sono un progetto o qualcosa del genere, ma una vera e propria band di lavoro.
Quali sono le vostre influenze musicali?
Diamine, abbiamo tanti tipi di influenze. Personalmente mi piacciono Helloween, Stratovarius, Rage e questi stili. Mi piacciono molto anche i Rhapsody, sia che siano “of fire” o no (ride,ndr). Anche Magga segue questo stile con Blind Guardian ed Edguy. Robert è molto di più per i Whitesnake, Rage X e Priest, come anche Olli. Infine Oscar è sui Brainstorm, Symphorce e Dream Theater. Metti tutto in una pentola, aggiungi la nostra mentalità ed avrai una tazza dei migliori Custard.
So che il vostro tour è praticamente solo in Germania, quando pensi che potrete venire in Italia?
Certamente i nostri spettacoli sono di più in Germania perché essendo la nostra patria sappiamo come attirare la gente ai nostri show, e guadagnare anche più soldi, ma facciamo date anche in Olanda ed in Belgio dove sappiamo che ad oggi possiamo avere un buon successo. Ma in effetti noi perdiamo del denaro se facciamo show in paesi dove è con saputo che il power metal da appena venti o trenta persone davanti al palco. Il nostro obiettivo adesso è la Germania, ma in futuro se ci sarà la possibilità di piazzare due o tre date, saremo ben felici di venire a suonare in Italia e controllare l’affluenza di pubblico.
Ti piacerebbe suonare in Italia?
Certamente, e penso anche che il prossimo anno sia possibile. In passato abbiamo già avuto offerte per suonare in Italia, siamo anche stati invitati al vostro grande Gods of Metal qualche anno fa, ma è tutta una questione di coprire i costi. La nostra regola è di non perdere soldi per il nostro lavoro.
Come mai vi è stato questo cambio radicale in line-up rispetto al precedente album? Wow, spero che tu abbia molto spazio per questa,bene cominciamo. Il primo che ha lasciato la band è stato Karsten Knuppel (git) perché è diventato padre di due gemelli oltre ad un figlio che già aveva precedentemente. Tutte le sue forze dovevano quindi andare in famiglia e noi avevamo un tour in vista. Ha lasciato la band con le lacrime a gli occhi visto anche che c’era uno spettacolo davanti a qualche migliaio di persone al grande Rock Hard Festival in Germania, dove abbiam suonato con tre chitarristi. Poi siamo stati in tour con i nostri compagni svedesi Sabaton, giunti a casa abbiamo cacciato a calci in culo Guido Brieke, il vocalist della band a causa di continui malumori tra lui ed il resto dei ragazzi. Non lo dico a riguardo, ma era praticamente impossibile andare avanti così. Lui era il cantante, quindi una decisione difficile da prendere, ma è stata presa. Eravamo alla ricerca di un cantante, abbiamo provato con noi lo statunitense Tony Taylor dei Twisted Tower Dire, da cui si era appena diviso. Eravamo talmente felici che abbiamo prenotato subito due tour senza neanche provare una volta con lui…gravissimo errore. Il primo tour era di quattro o cinque date da headliner, ma già dalla prima c siamo accorti che non faceva per noi. Le restanti date del tour le abbiamo fatte lo stesso, alla fine della quale è tornato negli USA….il secondo tour cancellato e storia finita. Questo è stato un pessimo momento per noi , ed a causa di un cattivo rapporto tra di loro, Holger (git) e Jens (bass) hanno lasciato il gruppo uno dopo l’altro. Quindi eravamo rimasti solo io ed Oscar con la minima idea di cosa fare. Abbiamo anche pensato di sciogliere il gruppo. Io sono un uomo mollto positivo, e forse è questo che ha salvato il gruppo. Ho continuato a fare audizioni per cantanti e chitarristi, e per un errore di calendario ho avuto Robert e Olli nella stessa giornata e subito ho pensato che sarebbe stato perfetto continuare con loro. Abbiamo richiamato Magga al basso che era nei Custard gia prima di Jens, e ben presto abbiamo ricominciato a registrare. C’è voluto più di un anno per ritornare al ciclo di prima, a fare festival, incidere brani, insomma essere una band.
Parlaci un po’ dell’ultimo album “Forces Remain”..
Certo. Con l’ingresso dei nuovi componenti sono arrivate anche nuove influenze e ciò ci faceva essere estremamente motivati, quindi abbiamo lavorato molto per avere un risultato il migliore che si possa avere. Infatti “Forces Remain” è un po’ differente dai vecchi album,ma segue sempre il filo dei Custard. Le canzoni seguono molti stili diversi. Abbiamo cercato di dare possibilità ad ognuni influenza subentrata da poco e penso che il lavoro sia venuto bene. Di sicuro andando avanti perfezioneremo lo stile, ma alla fine questo album doveva essere così com’è. Abbiamo avuto buone recensioni sia da fan che da riviste e non è un passo indietro rispetto all’ultimo album e solo questo poteva essere l’obbiettivo della nuova line-up. Siamo soddisfatti.
Quali sono state le tue impressioni quando hai ascoltato per la prima volta il vostro ultimo lavoro?
Beh mi ha dato una sensazione molto profonda, tutti i rumori dell’album mi hanno coinvolto molto, quindi non riesco a sentire l’album con le orecchie del consumatore, ma se guardo l’album sono davvero orgoglioso visto che siamo ripartiti da zero con una band che era quasi morta. Questa è una citazione di una recensione olandese: “Il batterista Chris Klapper ha preso una scopa ed un po’ di panna montata per riemergere dalle fiamme e sorprendentemente: suonano come i Custard!” Questo è il più che ci si può aspettare come batterista. La citazione prova che sono in grado di definire il suono dei Custard. Questo non è darsi delle arie, ma semplicemente mi rende felice.
Cosa significa davvero “Forces Remain”?
Molte cose diverse. La nostra idea principale è stata la cinese Yin-Yan-Stuff, si sa, l’equilibrio tra bene e male. Finchè entrambe le parti hanno forza, tutto è bene. Di certo si può dire “la forza dei cCustard è ancora nella band”, ma non è l’idea principale del titolo.
Chi ha realizzato la grafica?
E’ stata realizzata dallo stesso uomo che ha fatto la grafica per il nostro ultimo album “Wheels of Time” : il suo nome è Christian Klute e credo che sia molto brillante, per la seconda volta è venuto fuori con una grafica più che perfetta per i Custard e per la musica stessa. Ci piace il suo lavoro e certamente cercheremo di averlo anche nel prossimo album.
Nella tua carriera, non hai mai pensato di lasciare la musica per un motivo o per l’altro?
Certo che l’ho pensato. Come è nato mio figlio qualche anno fa ho dovuto rivedere il mio lavoro con i Custard perché mi impiega un sacco di tempo. Non soltanto la batteria ma anche le cose che riguardano il business mi tiene lontano dalla famiglia molto spesso. Ma se non avessi la musica credo che sarei un pessimo padre. Si tratta di un pezzo della mia vita già a partire da 20 anni, ed ho intenzione di andare avanti il più a lungo possibile.
Cosa rappresenta per te la musica?
Principalmente fraternità e divertimento. Io mi sento in scena come mi sento in studio con i ragazzi. Non adoro solo i momenti di luce di questo mestiere, ma anche i momenti bui. Sai, non facciamo la vita da rock star con party ogni giorno. Abbiamo una serie di ragazzi, dietro di noi, che tiran tutti dalla stessa parte, che poi è dove tiriamo noi, e ciò mi da tanta fiducia reciproca. Ciò mi fa sentire a casa ed al caldo. La musica che esce da questa sensazione è molto importante per me, e prova il sentimento di tutti coloro che sono con me. E’ come costruire una casa con i ragazzi.
Infine hai qualcosa da dire ai nostri lettori?
Ci si vede in Italia per tante belle cose da dirci sopra il palco. Non mancate di visitare il nostro sito, nonché lo spazio su my space o ordinare il nostro cd o del nostro merchandising. Lo so che parlo molto, e se mi avete seguito fino a questo punto devo dirvi grazie per il vostro interesse. Ora potete pure addormentarvi…
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