Intervista ai Cannibal Corpse
Quanta gente è cresciuta ascoltando gli incubi in musica dei Cannibal Corpse. Quante di queste persone hanno messo su una band per emularne le gesta? Tanti. Ed ecco qui Alex Webster pronto ad impartire una nuova lezione. Di modestia, questa volta.
Ciao Alex, come va?
Va tutto alla grande, oggi siamo a Erfurt, Germania
Direi di iniziare proprio dal tour europeo che vi vede impegnati in questi giorni con i Children Of Bodom. Che riscontri state ottenendo?
Per ora siamo solo alla terza data, ma posso affermare che tutto sta andando per il meglio. Ci sono notevoli differenze tra le due band, ma entrambe facciamo metal e quindi si lavora insieme molto bene.
A proposito di differenze stilistiche, cosa ne pensi delle metal band più giovani?
Ce ne sono di veramente ottime in giro come Hour of Penance, Blasphemic Cruelty e Omneity. Ce ne sono tante altre che potrei citarti che fanno killer pure death metal.
“Centuries of Torment” conteneva la storia dei CC raccontata attraverso le vostre parole e quelle di chi vi ha circondato in questi anni. Una sorta di parola fine sul primo ventennio della band. Credi che il nuovo “Evisceration Plague” possa essere considerato un nuovo inizio?
No, non credo. È più un andare avanti per la nostra strada, è la continuazione di ciò che abbiamo fatto sin ora. Come sempre abbiamo cercato di fare un album più pesante del suo predecessore.
Quindi secondo te, oltre alla pesantezza, ci sono altre differenze tra EP e Kill?
La più grande differenza è che ci sono canzoni diverse. Che poi è quello che rende diversi tutti gli album tra loro, io credo. Tentiamo di dare un carattere proprio ad ogni song che componiamo in modo da avere album sempre interessanti oltre che più pesanti. Dal punto di vista della produzione non penso che ci siano grosse differenze tra Kill e Evisceration Plaghe, anche se il suono di chitarra sull’ultimo è molto più pesante.
Quando avete iniziato a comporre i nuovi brani?
Gennaio 2008 ed erano pronti per essere registrati in Settembre.
Non credi che questa volta la copertina sia meno splatter del solito?
Sì, infatti. Ma per tutti gli appassionati c’è tanto splatter nel booklet! In questo periodo la nostra priorità è la musica, ma chiaramente abbiamo sempre un occhio di riguardo per le tematiche horror. Credo che un buon artwork possa far paura anche senza essere necessariamente sanguinario. Il nostro disegnatore, Vincent Locke, è tanto abile nel creare sia atmosfere dark che gore, e a noi vanno entrambi bene questi stili.
Siete sempre stati una band attenta ai minimi particolari. Ma credi che dopo tutti questi anni la musica sia diventato un semplice lavoro o è ancora una passione?
Certamente lavoriamo sodo, ma solo perchè è la nostra più grande passione. Se non amassi questa musica, non potrei passare tutte queste ore a scrivere e arrangiare canzoni, senza contare le ore di pratica. Però, se vuoi fare death metal di qualità, devi lavorare tanto ed essere motivato dalla passione per la musica che fai. Il death metal è il mio genere preferito e sono disposto a tutto per mantenere vivo questo sogno. Credo che anche gli altri ragazzi dei Cannibal la pensano allo stesso modo.
Di sicuro di passione ce n’era tanta ai vostri esordi...
È stato sicuramente un gran bel periodo, avevamo tanto da imparare come musicisti e come professionisti. Stiamo ancora imparando, non si finisce mai. Eravamo eccitatissimi da tutto quello che ci stava accadendo: registrazione dell’album, primi tour, ecc.; tutte cose memorabili.
Grazie di tutto
Cool, grazie per l’intervista e grazie ai nostri fan per il supporto.
g.f.cassatella
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