Intervista ai Believer - Answers by Joey Daub and Kurt Bachman
L’affollata scena statunitense della prima metà degli anni novanta partorì dei gruppi tanto sensazionali, quanto incompresi. Tra questi un ruolo di rilievo spetta sicuramente ai Believer. Fortunatamente il destino ha fornito loro una seconda chances, e loro l’hanno sfruttatala al meglio…
Ciao ragazzi, ben tornati! Come mai ci son voluti ben 16 anni per rivedere un disco a nome Believer nei negozi?
Joey: Dopo Dimensions, Kurt e io abbiamo maturato interessi differenti. Kurt è tornato a scuola e ha ottenuto un dottorato in medicina molecolare. Io ho scelto la musica, continuando a suonare in una band chiamata Fountain of Tears. Quando Kurt è tornato dalle mie parti, abbiamo deciso di jammare e scrivere alcune canzoni. Dopo 16 anni la “chimica” tra noi c’era ancora, e il risultato è Gabriel.
Appunto, Gabriel...
Gabriel è un mix dei nostri precedenti album con alcune nuove idee frutto delle influenze che abbiamo subito in questi anni. Non volevamo rilasciare qualcosa di simile al nostro vecchio materiale, così abbiamo provato a dare al tutto un feeling più moderno. Differente, ma allo stesso tempo Believer.
Kurt: Credo che il songwriting in questo album sia molto più maturo poiché non si sofferma sulla tecnica o sulla velocità, tutte le canzoni suonano come un tutt’uno
Quali sono gli elementi nuovi di cui parlavi prima?
Kurt: Siamo partiti dagli elementi sinfonici contenuti in Dimensions e abbiamo aggiunto le tastiere e un nuovo stile vocale. Credo che Grabriel sia molto più profondo di Dimensions.
Di cosa parlano i testi?
Kurt: Così come per il titolo, preferiamo che sia l’ascoltatore a dare una propria interpretazione. Solo così la canzone può diventare più personale. In questo modo incoraggiamo gli altri a pensare con la propria mente. Credo che i fan dei
Believer siano più intelligenti della maggior parte degli ascoltatori. Joey, Jeff ed io abbiamo scritto i testi basandoci su nostre esperienze personali.
Howard Jones (Killswitch Engagé) è lo speical guest dell’album. Ma vi piacciono le nuove metal band come Killswitch, Lamb Of God, ecc..?
Kurt: Alcune cose ci piacciono, ma gran parte delle nuove metal band sono molto simili tra loro. Credo che ormai il mercato sia saturo e diventa difficile scegliere un gruppo Non dico che non abbiano talento, molte ne hanno fin troppo, però tentano tutti di imitare Killswitch o Lamb of God, perché ripetere ciò che è popolare è più semplice che cercare un proprio stile
Avete già delle date confermate?
Joey: Attualmente stiamo accordandoci per alcuni show. Abbiamo molto da fare poiché vogliamo suonare le canzoni così come sono su cd. Tutto quanto in tempo reale, e questo è abbastanza faticoso.
Cosa ricordate degli esordi della vostra band
Joey: Tutto molto divertente! Eravamo giovani e felici di suonare la nostra musica per gente che ci apprezzava. Il ricordo più bello è legato al tour americano in compagnia e Bolt Thrower.
Kurt: Molto divertente, ma anche tanto stressante. Cercavamo di farla diventare la nostra vita e tutto dipendeva dalle vendite e dalle presenze ai concerti. Ora invece possiamo concentrarci solo sulla musica e non ci interessa la nostra popolarità.
Credi possibile una ristampa dei vostri grandi classici (Extraction from Mortality, Sanity Obscure, Dimensions)?
Kurt: La Metal Mind Productions ha rimasterizzato tutti e tre questi album, e credo che siano ancora disponibili. Credo che anche altre etichette l’abbiano fatto. Inoltre speriamo di poter rendere disponibile Dimensions su iTunes.
Grazie, è tutto!
Kurt: Grazie per l’intervista. Apprezziamo davvero tanto il tuo supporto!
g.f.cassatella
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