Intervista ai Mendacity
Tra i tanti ritorni più o meno illustri del 2008, uno dei più riusciti è quello degli statunitensi Mendacity. Un disponibilissimo Charles Ekendahl (chitarra e voce) ci ha condotto per mano lungo le vicissitudini che hanno caratterizzato la storia di questa band sorta nel lontano 1994.
Ciao Charles, cosa ti spinse a formare la band?
Ho iniziato a suonare in una band all’età di 14 in Spagna. Era un gruppo pop\rock, ma riuscii a convincerli a suonare qualche pezzo dei Metallica durante i nostri show. Successivamente mi sono trasferito nel Connecticut e in quel periodo ero completamente perso per i Pantera e tutti quei gruppi death metal. Però ho trovato i musicisti giusti per me solo quando io e la mia famiglia siamo andati a vivere a Miami. Misi un annuncio su un giornale locale e fui contattato da un chitarrista che all’epoca suonava con Jon (batterista dei Mendacity). Sfortunatamente con lui le cose non andarono al meglio, ma io e Jon mettemmo su i Mendacity. Su per giù in quel periodo avevo scoperto i Carcass e il death metal melodico, più tutta una serie di band thrash, death, grindcore e doom. Registrammo il nostro primo demo in quello stesso anno. Accadde tutto molto velocemente.
Immagino che per l’ultimo album le cose non siano andate così velocemente… anzi mi sembra alquanto diverso dai suoi predecessori…
Sì, è differente dai nostri lavori precedenti. È molto più melodico, abbiamo usato molte più chitarre pulite rispetto al passato e ci sono delle parti cantate melodiche che si sono aggiunte al nostri tradizionali growling e screaming. Credo che una delle maggiori differenze sia proprio il cantato. In passato io mi sono occupato solo dei cori, mentre era Carlos (bassista) ad occuparsi della prima voce.
Credi che la tua esperienza negli Aghora abbia influenzato il sound dei Mendacity?
Probabilmente sì, ma in modo inconscio. Credo che entrambi, gli Aghora e i Para (altra band di Charles) mi abbiano permesso di vedere le cose da una prospettiva diversa sia per quanto concerne il songwriting sia per le performance. Sono cresciuto molto come persona e gli Aghora mi hanno aiutato in questo.
Perché intitolare l’album semplicemente “Mendacity”?
Perché no? Ahah, credo che sia un nome molto appropriato. Può indicare una rinascita, un nuovo inizio. È semplice e va dritto all’obbiettivo.
Ma cosa ricordi dei primi gironi di vita della band?
Le prove nel mio garage, l’accompagnare tutti i membri ai nostri shows per poi riportarli a casa, dato che ero l’unico patentato. Scrivevo un mucchio di lettere alle ‘zines, band e a tutti coloro che erano attivi underground… e poi correvo a controllare nella nostra casella postale se c’era posta, flyer o novità dagli altri gruppi. Ricordo di aver venduto un sacco di cd della mia collezione privata per potermi procacciare il denaro necessario per il nostro demo. Non posso scordare quando abbiamo aperto per le grandi band dell’epoca: Deicide, Malevolent Creation, Brutality, Living Sacrifice etc. Avevamo tanto entusiasmo ed energia e non avevamo paura del mondo. Sono stati giorni stupendi.
Tutta quell’energia fu riversata nei vostri primi due album: “Imprisonment” e “For Dear Life”…
“Imprisonment” è stato il nostro primo cd. Oggi trovo alcune canzoni eccessivamente caotiche, ma sostanzialmente sono soddisfatto e non cambierei nulla. È stata una grande esperienza e sono orgoglioso del risultato ottenuto visto e considerato che eravamo solo dei teenager.
“For Dear Life” è stato scritto per lo più dal nostro vecchio chitarrista Ralph. Io ho arrangiato alcune canzoni e ho aggiunto delle armonie e alcune nuove parti, ma non mi sento partecipe di quel cd come avviene per gli altri nostri lavori. Abbandonai la band poco prima che quell’album fosse registrato, l’ho ascoltato dopo… ma mi piace. Lo ritengo più ruvido e hardcore. È stato quasi del tutto registrato in presa diretta, per questo è così ricco d’energia.
Credi che in futuro saranno rieditati?
“Imprisonment” è attualmente ancora in produzione e può essere acquistato su www.vinlandrecords.com. “For Dear Life” è fuori produzione, ma c’è l’intenzione di ristamparlo. Aggiungeremo delle bonus track. Il tutto dovrebbe uscire entro la fine di quest’anno o gli inizi del prossimo.
Cosa ti ha spinto a riformare la band?
Molti di noi sono stati impegnati in una a melodic rock band fondata da Omar (guitar) finché Jose (drums) uscì dal gruppo e io risentii la necessità di riscrivere heavy. Abbiamo sempre riconsiderato l’idea di rimetter su i Mendacity, ma non abbiamo mai avuto la possibilità di farlo sino a quando sono stati in vita i Para. Non sapevamo che stavamo facendo rivivere i Mendacity. Stavamo giusto scrivendo musica e registrando qualcosa sino a quando non ci hanno raggiunto Omar e Carlos. Non credo che il riutilizzare il monicker Mendacity sia stata una mossa inappropriata, alla fine siamo tutti membri originali della band, anche se il nostro sound è cambiato in questi anni.
E poi è arrivato “Mendacity”…
Il nostro primo album da dieci anni a questa parte. Pubblicato il 23 agosto 2008, per ora ha ricevuto recensioni positive. Come detto prima è molto melodico, è più simile ai suoni europei che a quelli classici made in Florida.
La reunion prevede anche esibizioni dal vivo?
Da quando ci siamo riformati abbiamo suonato più che altro nel nostro stato, ad eccezione d’un paio di show in Costa Rica. Stiamo cercando di organizzare un vero e proprio tour negli USA per l’estate. Ci concentreremo sulla West Coast dato che in passato abbiamo suonato maggiormente nella East. Mi piacerebbe anche tornare in Costa Rica durante l’anno.
Sei anche attivo con la tua etichetta, la Vinland Records. Come sta andando?
È nata essenzialmente per promuovere la mia musica, anche se attualmente sto negoziando con un’altra band. Mi piace come ruolo e amo aiutare i nuovi talenti. Mi aspetto molto dalla Vinland Records.
Grazie per l’esauriente chiacchierata, a te la conclusione...
Grazie per il tempo concesso e per l’interesse nei confronti dei Mendacity. Grazie anche a tutti i lettori. Cercate il nostro ultimo album “Mendacity” e rimanete in attesa del nuovo che arriverà molto presto! We are back and we are not looking back!
g.f.cassatella
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