Intervista ai DerDRAKOS
Ho avuto ed ho tuttora l'impressione che i DerDRAKOS siano decisamente qualcosa di più di un duo dedito alla musica elettronica. Questa è un'intervista su una webzine che tratta di musica, ma cosa c'è oltre alla musica, nella vostra arte? L'insieme è maggiore della somma delle parti...
DerDRAKOS: Siamo materia spiritica. Sperimentare i nostri poteri naturali proprio come si è scoperta l’elettricità, la radioattività, l’ipnosi e altro: in questo modo avremo sorprese anche maggiori su quello che possiamo ottenere dalla vita e dalla morte. E’ l’istinto di base dei nostri suoni e delle nostre liriche. Vediamo la musica come una forza viva. Non siamo una band sintetica o una frigida espressione pseudo-intellettuale, non siamo un mezzo d’intrattenimento commerciale nè un inutile rumore di fabbrica. La nostra è una forma di arte potente, costruita su cinque punti principali: la composizione di musica elettronica come conseguenza di immagini nella nostra mente, la creazione di poesia per le parti vocali con il fermo rifiuto di usare rime, la dimensione teatrale dionisiaca, il culto per la nostra linea di sangue, le arti visive. Puoi scuotere il tuo corpo nella danza sui ritmi martellanti di questa musica, o usarla come combustibile per la propria energia interiore. La più grande conquista in questa vita è avere il potere di creare opere dalla propria mente e scatenarle nell’universo. Noi afferriamo cose dall’abisso delle nostre millenarie radici occidentali e le proiettiamo verso il futuro attraverso l’oscuro, positivo, alto piacere della dannazione elettrica. DerDRAKOS sono sorti dall’Inferno della cultura europea.
Come è nato il concept DerDRAKOS?
DerDRAKOS: Noi siamo innanzitutto un clan unito dal sangue, di discendenza greca e italiana e musicisti elettronici. DerDRAKOS sono il risultato di un esperimento decisamente fuori da ogni norma: nato sui movie set della pornografia feticista di lusso europea, sorto su suoni techno marziali, sviluppato attraverso influenze originali dal cinema di culto e dal teatro antico, portato a livelli inaspettati con testi ispirati dal furore segreto dell’Europa e siglato in un cerchio di atmosfere industrial. Al nome 'Drakos' che è la parola greca per drago o serpente, abbiamo aggiunto l’articolo germanico 'der', creando una combinazione teutonico-ellenica di suoni nel nome DerDRAKOS che funziona bene per tutto quello che rappresentiamo: pura creazione basata su un’antica fierezza sempre presente. Collaboriamo inoltre con artisti che consideriamo individui con capacità superiori, come la regista Susi Medusa che ha marchiato a fuoco con la sua voce diversi brani dell’album "BLOOD TO BLOOD" oltre ad averne ideato e realizzato la grafica, e i professionisti del Quadraro basement di Roma che hanno fatto il missaggio ed il master finale. Siamo favorevoli a nuove collaborazioni, sempre con l’occhio attento su chi si incontra e per quale scopo.
Continuando, apprendo dal sito che siete degli affermati professionisti. Come fate a coniugare felicemente i diversi aspetti del vostro lavoro e delle vostre passioni?
DerDRAKOS: Alex è cameraman in campo televisivo e cinematografico oltre che compositore di colonne sonore, Steve è fotografo, film editor, scrittore. Le nostre attività e le nostre passioni coincidono perchè abbiamo lavorato sodo in modo che questo avvenisse.
Come mai avete scelto la techno-trance come principale mezzo espressivo della vostra componente musicale?
DerDRAKOS: Per la ragione più valida: perchè ci piace. L’elettronica ci permette di creare cose eccezionali che non potremmo produrre altrimenti. La techno ha una potenzialità immensa, ma data la naturale tendenza umana alla mediocrità è stata intesa ed usata solo per inventare ritornelli idioti, tranne rare eccezioni. La ritmica precisa è il cuore che pompa il sangue al cervello portando visioni, è il richiamo primordiale dei colpi sessuali ed è la forza portante del nostro teatro spirituale.
Parliamo del vostro peculiare modo di cantare, fra declamazione maschile ed
evocazione femminile. In particolare, definitemi il "ruolo" di Susi nel Clan...
DerDRAKOS: Essendo i testi creati come versi per scene recitate, è stato naturale farli emergere dal suono tra declamazione ed evocazione dove ogni frase è parte integrante della musica e non solo l’adattamento di parole ad una cadenza. Maschile e femminile sono due energie dello stesso universo ma possono anche essere nemici letali, con gioia di sfidarsi, non abbiamo bisogno di essere “buoni”, c’è molta più soddisfazione nell’immergersi nelle proprie ossessioni... Il testo che Steve ha scritto sulla musica di Alex in "FAR BEYOND DAMNATION", riguarda una figlia mai avuta: lei ha nove anni, è in coma e viene a me fuori dal suo corpo per chiamarmi, nuota nella mia testa, vuole che io uccida la sua carne che la imprigiona per essere libera e intanto sibila i suoi pensieri, possiede il mio sangue. Abbiamo spinto la voce e i suoni in una nuova dimensione in questi lavori. "I WILL HAVE YOUR EYES" (musica e testi di Steve) è un brano nel quale l’ex amante è morta e io ho bisogno di penetrarla ancora, nel pieno senso sessuale del termine e voglio prenderle gli occhi, potrei trascinarla fuori dalla tomba per possederla ancora, per parlare alla sua faccia, avere i suoi occhi ma pianto le mie unghie nella terra e poi in lei. "SHE-WOLVES ARE RISING" (musica di Alex, testo e voce di Steve) è la volontà di evocare tre demoni femminili per accoglierle come tre eterne spose: è l’idea tradizionale di supremazia maschile del vampiro, la maledizione di un totale misogino che sta ancora cercando le sue tre donne speciali da tormentare senza fine, loro devono essere tre licantropi per sopportare le perversioni che praticheremo gli uni sugli altri in numerosi stati di trance, è l’evocazione più esplicita dell’album, ispirata dall’incredibile tappeto sonoro di Alex. “STRONGER THAN REMORSE” (musica e voce di Alex) è la passione più forte del rimorso, dove Alex ha usato la recitazione in lingua ceca di due sue amiche. "EUROPEAN HARD LINE" (musica, testi, voce di Steve) è la liberazione della propria vera natura, una doppia guerra contro gli stupidi sensi di colpa che ti rubano il cuore e tentano d’impedirti d’essere forte, fiero di te stesso e spietato con i nemici, è un inno di vendetta per i popoli europei costruito sopra un ritmo tradizionale balcanico: “diavoli europei, anime perdute con una rabbia d’acciaio... dalla Russia al Portogallo, dall’Islanda a Cipro: dita diverse dello stesso pugno”. Quelli di “THE DEVIL’S GUARD” (musica, testi, voce di Steve) sono versi scritti camminando di notte nella solitudine delle gelide strade medievali di Praga, è un viaggio attraverso secoli della nostra storia, con le vittime e i torturatori e gli stili delle diverse epoche, le sagome nell’ombra piena di vita ed il sentiero che porta alla formazione di un nuovo giovane leader. “BURN FOREVER” e “YOUNG OBSESSIONS” (musica di Alex e Steve, testi di Steve, voce di Susi Medvsa e Steve) istigano ad avere uno sguardo eterno su questo mondo attraverso occhi rosso-diavolo... I ruoli esistono secondo la natura di ognuno, ma è inutile definirli.
Come vi collocate nella scena europea e mondiale?
DerDRAKOS: Come un calcio nei denti a tutto quello che non ha senso. Nella vita di tutti i giorni è di capitale importanza discriminare il valido dall’incapace, eliminare le chiacchiere dei parassiti e avere rispetto solo per chi dimostra valore. Così come abbiamo usato il business banale e patinato dell’erotismo ‘mainstrean’ per propagare a livello mondiale idee e pulsioni infinitamente più profonde attraverso films e fotografia, lo stesso stiamo facendo nel circuito musicale. Nel mondo anestetizzato che si è venuto a formare in questi ultimi decenni, l’unico ‘principio’ che impera come fosse un dovere indiscutibile è: TU NON DEVI AVERE SENSO. Noi invece ci poniamo, senza ipocrisia, tra gli orgogliosi che danno un valore a quello sono e a quello che fanno.
Qual'è il vostro rapporto con il pubblico, con chi vi apprezza e chi invece no?
Cioè, quanto suonate per voi stessi e quanto per gli altri?
DerDRAKOS: Noi suoniamo per materializzare quello che abbiamo nei sensi, ben contenti se ci sono persone che apprezzano i DerDRAKOS. Ci sono altri che rimangono infastiditi da quello che siamo e la cosa o non ci interessa o ci diverte.
Avete anche una attività live? E quanto è riproducibile anche visivamente la
vostra estetica in quel caso?
DerDRAKOS: Per ora non abbiamo progettato esibizioni live.
Progetti correnti ed evoluzione stilistica: cosa ci si può aspettare da voi in
futuro?
DerDRAKOS: Intanto pensiamo a vivere bene, per il resto vedremo i risultati negli anni.
La domanda che odiereste di più in un intervista
DerDRAKOS: A quale genere, di sottogenere, di sotto-sottogenere di musica apparteniamo.
La domanda che apprezzereste di più in un intervista
DerDRAKOS: Le domande più irritanti, in modo da rispondere a dovere.
Descrivete la vostra ‘band’ in uno slogan preso dalle vostre liriche.
DerDRAKOS: “Burn morals and dance by the fire.” (brucia la morale e danza davanti al fuoco, “Blood To Blood” CD).
Cyber Wildness
<<< indietro