Intervista ai Clairvoyants
Per anni una delle più note (se non la più nota) tribute band degli Iron Maiden. Oggi una delle più interessanti band esordienti del panorama metallico italiano. Non potevamo esimerci dal chiedere ai Clairvoyants maggiori lumi su questa trasformazione…
Cosa spinge un gruppo a dismettere i “comodi” abiti di tribute band per iniziare a suonare pezzi propri?
GAB: L'affiatamento, il divertimento, l'accorgersi che esiste una volontà comune di "fare qualcosa" insieme. Suonare come tributo, o in generale come cover band, può dare delle belle soddisfazioni in sede live, ma la cosa termina lì. Decidere di comporre musica originale invece è una sfida personale, un mettersi in gioco tutti insieme per esprimere quello che abbiamo dentro. Nonostante alcuni cambi di line-up negli ultimi anni, noi Clairvoyants abbiamo sviluppato un feeling molto intenso: ci intendiamo rapidamente su molte questioni, e le discussioni sono rare e comunque costruttive. Ci siamo accorti che avevamo tutti bisogno di "fare un passo avanti" e abbiamo deciso di registrare questo nostro primo album. È stata una sfida per tutti, ma l'abbiamo raccolta con entusiasmo e siamo pienamente soddisfatti del risultato!
Quanto è stato difficile il cambio di mentalità da meri esecutori ad autori?
LUCA: Non è stato affatto difficile! Mi spiego: ogni musicista ha il sogno di scrivere musica propria e di realizzare prima o poi un album augurandosi una carriera di successo. Penso che questa voglia nasca appena si abbraccia per la prima volta uno strumento o si cantano le prime melodie. Per i Clairvoyants è stato un processo naturale. Ognuno di noi in passato ha avuto altre band dove poter sbizzarrire la propria inventiva e scrivere brani originali. Ad un certo punto però ci siamo decisi a comporre musica nostra e così è nato "Word to The Wise". Coverizzare i Maiden per noi è sempre stato un onore e ci siamo migliorati e amalgamati soprattutto grazie alle loro canzoni.
L’attaccamento ai Maiden è comunque confermato con la cover di “Hallowed By The Name”…
PAOLO: Certamente. Dopo tanti anni che tributiamo la musica degli Iron Maiden ci sembrava "doveroso" inserire una cover nell'album. Avrebbe avuto poco senso però se l'avessimo registrata interamente noi; da qui l'idea di invitare Matos ad apparire come guest sul nostro album, cantando uno dei pezzi più rappresentativi sia dei Maiden che del mondo dell'heavy metal in generale.
Devo ammettere che ero un po’ prevenuto prima dell’ascolto. Ero convinto che mi sarei ritrovato ad ascoltare una clone band degli Irons… e invece il vostro album mi ha sorpreso: se escludiamo la cover, l’influenza di Steve Harris e company è alquanto limitata (almeno se si considera il vostro passato). Come descriveresti il vostro sound attuale?
LUCA: Secondo me il nostro sound è moderno, ma è comunque arricchito da sonorità che affondano le radici negli anni passati. Per noi gli Iron sono sicuramente una grossa influenza e lo si può sentire in alcune canzoni. Però il disco è decorato anche da altri colori e sfaccettature che, come hai detto tu, si distaccano dalla musica del sestetto inglese. "Word to the Wise" rimane comunque un album che vive di luce propria!
Quali altre band vi hanno influenzato?
GAB: Come per la maggior parte dei musicisti, ognuno di noi ha le proprie particolari influenze. Io ho iniziato con il power metal tedesco più melodico che ci sia, Marco ama l'hard rock americano, Manuel adora il glam, Luca ha un passato di thrash e death metal... Suonando insieme da parecchi anni, però, si può dire che musicalmente siamo un po' cresciuti insieme: molte band suscitano un comune entusiasmo e siamo tutti amanti della musica in genere. Se dovessi scegliere una sonorità che ci influenza quasi tutti, potrei dirti questo: apprezziamo un certo tipo di sonorità hard rock alla Whitesnake e cerchiamo sempre di mettere l'espressività davanti al puro e semplice virtuosismo tecnico. Comunque in questo nostro primo album non abbiamo esplicitamente cercato di imitare nessuno, ci siamo limitati a scrivere dei pezzi che noi stessi avremmo ascoltato volentieri su qualche buon disco di hard rock o heavy metal.
Tornerete ad essere una tribute band, resterete una band “canonica” o cercherete di far convivere entrambi questi aspetti?
PAOLO: Nel breve termine porteremo sicuramente avanti entrambe le situazioni. Il tributo agli Iron Maiden ci da grandi soddisfazioni, ma quel che più conta è che ci fa divertire ancora tantissimo. Quindi non c'è alcuna ragione per smettere nel breve termine.
Per quanto riguarda i Clairvoyants come band originale, faremo tutto il possibile per promuovere al meglio "Word to the wise" prima di rimetterci al lavoro per del nuovo materiale. Durante tutti questi anni abbiamo avuto modo di sviluppare alcune conoscenze con degli addetti ai lavori all'estero, specialmente grazie alla militanza di Luca prima nella band di Blaze e poi in quella di DORO. La nostra speranza è ovviamente quella di riuscire a sfruttare questi contatti e poter promuovere l'album in sede live anche all'estero, magari a qualche festival estivo oppure di come opening act di band già affermate.
Tornado alla cover di “HBTN”, l’aspetto che salta all’occhio è la presenza di un ospite d’eccezione: Andre Matos. L’ex cantante degli Angra non è l’unica guest star, “Closure” vede la partecipazione di tal Oliver dei Kamelot. Come siete entrati in contatto con questi artisti e come è stato lavorare con loro?
GAB: Abbiamo conosciuto Andrè nel 2005, in occasione del secondo Flash Party: venne qui in Italia per due concerti insieme a noi e cantò molte cover dei Maiden oltre a qualche pezzo degli Shaaman. Fu allora che scoprimmo la sua grande passione per la musica dei Maiden. Negli anni successivi ci siamo tenuti sempre in contatto, tenendo viva la promessa di organizzare ancora qualcosa insieme. Quando ci siamo trovati a discutere riguardo all'inclusione di una cover dei Maiden nell'album, ci siamo subito ricordati che Andrè ci aveva detto che HBTN era la sua canzone preferita della band britannica. Gli abbiamo proposto di cantarla e lui ha accettato con grande entusiasmo. L'ha registrata qui in Italia, pochi giorni dopo il festival Rockin Field (a cui abbiamo partecipato anche noi, e in cui lui era presente nello show di Avantasia). Da cantante, devo dire che vederlo lavorare in studio è stato veramente impressionante: è un professionista al 100%, con una grande abilità tecnica e una profonda conoscenza della propria voce.
LUCA: Con Oliver invece c’è un’amicizia che ci lega da diversi anni, sin da quando suonavamo insieme nella band di Blaze Bayley. Ci mancava una vera e propria ballad da inserire nel nostro debut-album, così mi è venuta l’idea di chiedergli di scrivercene una per piano e voce. Il risultato è stato molto soddisfacente e, dopo averla arrangiata insieme, siamo arrivati al risultato finale! Penso che sia uno dei momenti più emozionanti all’interno della tracklist.
Lavorare con Oliver è molto stimolante: è una persona musicalmente molto colta con un indiscutibile talento!
Di cosa parlano i testi di “World To The Wise”?
GAB: In molti dei testi ho voluto esplorare la figura del chiaroveggente, alla quale sono particolarmente legato. Secondo me il chiaroveggente non è colui che vede il futuro, ma colui che vede LA VERITÀ: nel testo di Choose the Truth e della stessa Word to the Wise esprimo proprio questo concetto e immagino come un chiaroveggente possa voler incitare coloro che ha attorno ad aprire gli occhi come lui stesso ha fatto. Questa capacità, però, spesso può rivelarsi più una maledizione che un dono, poiché chi vede la verità può rendersi conto che la vita è spesso e volentieri dominata dalle menzogne: ecco allora canzoni come Back to my Dreams e The Pain of Sight. Ci sono poi anche testi che non hanno nulla a che vedere con questo tema: cito ad esempio The Lone, che è un personale omaggio a Joe Dever, scrittore britannico che ha inventato la serie dei libri-game di "Lupo Solitario", mentre Closure parla della conclusione definitiva di una storia d'amore.
In virtù delle vostre capacità di chiaroveggenza, cosa prevedete per il futuro della band?
PAOLO: "Word to the wise" sarà disco di platino in 57 nazioni e vinceremo un Grammy Awards!!!! Scherzi a parte, l'avventura in cui ci siamo buttati è molto affascinante anche perchè è difficile immaginare quello che ci aspetta in futuro.
L'unica cosa che mi azzardo a dire è che "Word to the wise" sarà solo il primo capitolo di una lunga serie di album. Siamo così affiatati come band e così ben integrati a livello personale che prevedo una lunga vita per i Clairvoyants!!!
Grazie per la chiacchierata e in bocca al lupo…
LUCA: Grazie a voi! Supportate la scena metal italiana comprando cd e andando ai concerti. Ci sono tantissime ottime band che meritano più attenzione!
GAB: Grazie! Penso che Luca abbia già sintetizzato il pensiero di tutti!
PAOLO: Un saluto allo staff e ai lettori di Raw&Wild!
Venite a trovarci sul nostro sito (www.clairvoyants.it), su Myspace (www.myspace.com/clairvoyants) oppure sulla nuovissima pagina di Facebook!
g.f.cassatella
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