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Intervista agli Schizo

Esenti da pressanti necessità promozionali, gli Schizo, al termine della propria terremotante esibizione al Total Metal Festival, si sono concessi ai nostri microfoni. Il risultato? Una entusiasmate chiacchierata sui tempi che furono e su quelli che verranno.

Ciao ragazzi, inizierei dalla stretta attualità: soddisfatti della vostra esibizione odierna?
(S.B. Reder) E’ stato tutto molto soddisfacente, buona serata, buona organizzazione. Peccato che non abbiamo potuto effettuare il sound-check e questo ci ha un po’ penalizzato, ma tutto sommato è andata bene.

La data odierna fa parte di un tour o è stata una esibizione estemporanea?

(S.B. Reder) Per il momento è l’unica. Stiamo componendo i pezzi per il nuovo disco e pensiamo di entrare in studio entro la fine dell’anno e in una quindicina di giorni fare tutto, poi per il missaggio servirà un po’ di tempo in più.

Ormai Cicatrize In Black è uscito da un bel po’. Che riscontri avete avuto?

L’ultimo album è una sorta di compilation, poiché quando sono tornato nel gruppo avevo già dei pezzi pronti e li abbiamo buttati tutti dentro e subito registrati. Il prossimo album sarà più ragionato e più violento. Ci rappresenterà sicuramente meglio di Cicatrize. Sarà un concept, con un filo logico che ricollegherà tutto.

Puoi anticiparmi il titolo del nuovo album?

(S.B. Reder) Il titolo c’è, ma non posso anticiparlo, altrimenti ci criticano (risate N.d.r.).

Un dvd o cd live è in programma?

(Dario) No, non sono in programma. In realtà, non abbiamo mai suonato molto dal vivo quindi non abbiamo tanto materiale da sfruttare.

Ma siete in possesso di materiale video dei tempi che furono?

(Dario) Sì, c’è, ma è meglio non farlo vedere in giro (altre risate N.d.r.).
(S.B. Reder) In realtà a Catania, a quei tempi, c’era una bella scena e noi abbiamo organizzato un festival in un teatro con la Thrash Records, con gruppi tipo Necrodeath e  Inceneretor. Era il secondo concerto thrash che si teneva in Sicilia, ma purtroppo è finito male, poiché il locale è stato distrutto dai presenti. Hanno chiamato la polizia con la scusa che ci fosse una bomba e ci hanno fatto smettere. Da quella volta si è diffusa la voce in tutta Catania che i nostri concerti erano pericolosi e che finivano sempre male, e nessuno ci ha voluto più far suonare.

Cosa ricordi della scena italiana dell’epoca? Prima hai citato i Necrodeath.

(S.B. Reder) Era meravigliosa.

Ma secondo te perchè all’epoca nessuno è riuscito ad inserirsi nella breccia aperta dai Bulldozer? In definitiva, loro un contratto prestigioso con la RoadRunner erano pur riusciti a firmarlo…

(S.B. Reder) Perché noi italiani siamo dei provinciali. Scimmiottiamo sempre gli altri. Gli scandinavi sono riusciti a creare un proprio tipo di metal, mentre noi ci siamo limitati a rifare ciò che suonavano gli americani. Se ci fai caso, qui da noi, questo accade in tutti i generi musicali, a parte per la musica leggera.

Eppure siete partiti con i gruppi tedeschi, Kreator, Sodom, Destruction, poi però loro ce l’hanno fatta e  voi…

(S.B. Reader) All’epoca c’erano gruppi oltre confine a cui spedivamo materiale e si rivolgevano a noi per chiedere consigli. Molti ora ci citano tra le loro influenze, ora che hanno sfondato.

Ma non credi che la più semplice circolazione della musica nell’epoca di internet, a lungo andare, porterà a un appiattimento stilistico?

(S.B. Reader) Non credo che sia questo il problema. In fin dei conti, il file-sharing è vero che produce danni ai musicisti, ma è anche vero che alla fine resterà solo chi veramente ama la musica. Il problema maggiore è che oggi la tecnologia permette di fare “taglia e incolla” con i pezzi altrui e renderli disponibili a tutti attraverso strumenti come myspace, che permettono immediata visibilità. Noi dovevamo soffrire per produrre un demo, altro che studio di registrazione in casa come avviene oggi! All’epoca avevamo affittato un garage per suonare, in via Carnazza a Catania. Un posto assurdo. L’avevamo insonorizzato, ma ogni giorno ci staccavano la corrente per impedirci di provare. Dopo un anno, i vicini, che non ce la facevano più, arrivavano addirittura a tagliare i cavi dell’Enel direttamente  dalla strada pur di non farci suonare (risate N.d.r.). Era difficile suonare, la gente ti guardava male, i locali non ti volevano. Oggi invece è nel tessuto sociale, ma è tutta una carnevalata senza passione. Magari sono discussioni da vecchi… Ai miei tempi…

Ne approfitterei, a questo punto, per aprire una piccola parentesi sui MondoCane. Voi continuate a suonare alcuni loro pezzi dal vivo, probabilmente Alberto (Penzin, ex storico membro degli Schizo e co-fondatore dei MondoCane) rimetterà tutto in piedi. Anzi è stato annunciato anche il nome del nuovo cantante: Carmelo Orlando (Novembre).

(S.B. Reder) Il progetto MondoCane è un progetto ironico nato per divertirci e per questo sul disco, oltre me e Alberto, compariranno altre persone illustri, come Carmelo Orlando. Io scrivo i riff e i contro-riff, poi li arrangiamo insieme. Le parti di batteria le registrerà Peso(Necrodeath) e in parte Dario. Alcuni pezzi li registrerà Giuseppe Orlando (Novembre), fratello di Carmelo. Alla voce ci sarà Carmelo, ma alcuni pezzi, forse, li canterà Nicola. L’unica cosa che è certa è che la chitarra la suonerò io, ma solo perché mi hanno detto la chitarra la suoni tu!

Quando hai iniziato a suonare la chitarra?

(S.B. Reder) Ho iniziato a suonare la chitarra per colpa di Alberto. Lui, metallaro al 100%, mi invitava sempre a casa sua ad ascoltare i dischi. Aveva questa chitarra, di pessima qualità, di pelle fasulla di coccodrillo! Io gli dissi: “Alberto, che cazzo te ne fai di questa chitarra, che neanche la usi? Dalla a me” e il “bastardo” me l’ha venduta! Così ho iniziato a strimpellare.

Alcune band della vostra epoca sono tornate, per esempio i Necrodeath
. Ti è capitato di ascoltare i loro lavori più recenti?
(S.B. Reder) I Necrodeath mi piacciono ancora, ma resto legato ai primi album, soprattutto al secondo.

E del ventilato ritorno in pista dei Bulldozer?

(S.B. Reder) Sono molto contento!
(Dario) L’album è pronto! Ti do uno scoop: A.C. Wild (cantante dei Bulldozer) ci ha garantito che le parti che ha  registrato sul nostro ultimo album contengono un messaggio che avvisa i fan che i Bulldozer stanno tornando.
(S.B. Reder) Dovresti ascoltare il cd al contrario…

Magari potremo vedere un tour Schizo, Necrodeath, Bulldozer…

(Dario) Sarebbe molto bello e credo che sarebbe anche un successo. Ormai i tempi sono maturi per un operazione del genere. La scena è tanto cambiata.

Cosa si prova a cantare in un gruppo storico come gli Schizo?

(Nicola) E’ un onore, soprattutto per chi come me viene da Catania. Ci sono state ci sono altre realtà musicali, ma questo nome ha sempre suscitato rispetto. Quando cantavo con le altre band avevo sempre questo sogno. Grazie all’amicizia con Dario questo sogno si è avverato e ora sono dieci anni che stiamo insieme, anche se non sembrerebbe. Io, Dario, Alberto abbiamo cercato di fare qualcosa dopo l’uscita di Sound (secondo album della band), senza ottenere molto, nonostante avessimo composto e mai inciso bella musica. Poi grazie al ritorno del “generale” S.B., l’avventura è ricominciata. Inoltre sono orgoglioso di avere inciso un album con la band dopo quasi un ventennio dall’altro. Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto con la vecchia formazione e con l’attuale con il nuovo bassista.

Vuoi presentarcelo questo nuovo bassista?

(Nicola) Il nuovo bassista, Volcano… non ci sono parole per presentarlo! E’ un ragazzo che abbiamo scovato in quel calderone che è Catania. Siamo stati fortunati perché un’ ottima persona oltre che un buon musicista e ha anche delle belle idee. Noi tre abbiamo fatto già qualcosa, capisco che è diffide entrare in una compagine già affiatata, ma si sente che il feeling con lui esiste.

E’ la tua prima esperienza “vera” da musicista?

(Volcano) Vengo da un’esperienza che è quella dei Sinoath. Con Salvatore Fichera ho inciso un album, Under The Ashes (album meraviglioso che ho avuto modo di recensire Ndr), nel quale mi sono occupato di basso e voce. Dopo non molto sono riuscito ad entrare in questa band, cosa che ho intensamente voluto e che sono orgoglioso di aver ottenuto. Non solo a Catania, ma ovunque gli Schizo sono una leggenda. Poi ho scoperto che sono delle grandi persone anche sotto il profilo umano. Sono pronto a condividere con loro nuove avventure.

Direi che siamo arrivati alla conclusione di questa chiacchierata. A voi l’ultima parola.

(Nicola)  non è una conclusione in realtà, ma solo un inizio. Perché c’è un qualcosa per il futuro. Abbiamo i nostri impegni, ma abbiamo già preparato i nuovi pezzi di musica estrema, che è quella che sappiamo fare. Quindi, lettori, preparate le orecchie per ascoltare qualcosa che viene dal passato e continua nel presente.
(Volcano) Fare un album, e non solo quello, avere una band di questa portata in Sicilia, non è cosa facile. Ma se ci riusciremo, sarà di certo un grande album!

g.f.cassatella

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