Intervista ai Tragodia
Ciao a tutti!!!
Prima di iniziare desidero darvi i miei complimenti per il vostro ultimo album,un ottimo lavoro che mi è piaciuto al primo ascolto. Ora passo alle domande!!!
*intervista condotta con Francesco (guitars, keyboards, additional vocals)
Per cominciare vorrei sapere cosa vi ha spinto ad adottare questo nome e come nasce la band?!?
F- ‘Tragodia’ è un vocabolo attinto al greco antico, vocabolo dal quale deriva il termine ‘tragedia’. Il nome della band non è solo un ‘contenitore vuoto’, bensì un termine che riflette un interesse per il mondo antico che trova puntualmente posto nella nostra musica, come potrai renderti conto leggendo i testi del nostro debut-album ‘The Promethean legacy’. I Tragodia si formano nel 1996, inizialmente come band di cinque elementi. Con questa formazione viene registrato nel 1998 il debut-demo ‘Dramas in splendent relams’. Di lì a poco, la band diviene un sestetto con l’inserimento di un secondo chitarrista in formazione. Con questa rinnovata line-up, la band registra il mini-CD autoprodotto ‘All our miseries’ (2002). Sul fronte live, oltre ad un’apparizione al Metal Quake Festival di Ioannina (Grecia), i Tragodia si esibiscono in diversi festival quali il Metal Explosion (1997 e 1999), il primo Hardsounds Festival (2003) oltre che in concerti organizzati dalla band stessa. Verso la fine del 2004 il tastierista ed il vocalist di allora abbandonano la band. Si apre così una nuova fase di intensa ricerca sonora, segnata dall’abbandono delle scene per più di due anni e culminata nella stesura dei brani che guadagnano alla band un contratto discografico con l’etichetta olandese Dark Balance, che nell’ottobre del 2007 dà alle stampe il nostro debut album ‘The Promethean Legacy’, registrato presso l’Elfo Studio di Tavernago (PC) sotto la sapiente direzione di Daniele Mandelli e masterizzato ai prestigiosi Finnvox Studios di Helsinki dal noto produttore Mika Jussila. La musica dei Tragodia prevede ora un approccio sempre molto melodico, grazie anche alle duplice cantato maschile-femminile - uno dei punti di forza dell’album - ma al contempo più diretto ed ‘in your face’. Poco dopo la release dell’album, un nuovo avvicendamento nella line-up del gruppo prevede l’abbandono del medesimo da parte di Carlo, che si era occupato delle parti di voce maschile durante la registrazione di ‘The Promethean legacy’, e l’ingresso in formazione di Stefano, già voce dei D-vines, ottimo gruppo synth-rock della nostra città.
Quali gruppi hanno influenzato i vostri lavori e la vostra musica?
F- Parliamo di gruppi a vario titolo appartenenti al metal: si va dai ‘mostri sacri’ quali Iron Maiden, a nomi più segnatamente connessi con il gothic nelle sue molteplici sfaccettature come Paradise Lost, Amorphis, Therion, My Dying Bride, o gruppi straordinariamente originali quali Arcturus e Septic Flesh. Personalmente io sono anche un appassionato fruitore di colonne sonore e credo che talora questo mio interesse si lasci intravedere nelle nostre composizioni. C’è anche qualcuno che dopo l’ascolto di ‘The Promethean legacy’ ha parlato di qualche richiamo a sonorità svedesi, con riferimento al sound delle chitarre. Come vedi, metal a 360°.
Quali sono i vostri progetti futuri?
F- Suonare, suonare, suonare, magari riuscendo a cogliere qualche occasione importante, come suonare di supporto a band conosciute o prendendo parte a festival significativi, per garantire una buona esposizione a ‘The Promethean legacy’, un album del quale siamo molto fieri e che rappresenta un grosso passo avanti per i Tragodia. A tutto ciò aggiungo una continua crescita della band in termini di professionalità e visibilità. Per quanto riguarda nuovi lavori in studio, è ancora piuttosto prematuro parlarne, anche se abbiamo già diversi brani pronti al 70% e che lasciano intravedere buone cose…
Quale è stato il motivo per cui avete deciso di utilizzare la lingua inglese?
F- Il motivo che ci ha spinti ad adottare la lingua inglese essenzialmente è la volontà di essere più ‘internazionali’, potendo così riuscire comprensibili dal punto di vista lirico al maggior numero possibile di persone, anzi, per meglio dire, a pressoché tutti i fruitori di musica. In passato abbiamo utilizzato anche la nostra lingua, anche se limitatamente a pochi versi di alcuni brani, ma non escludiamo affatto di potervi fare ricorso anche in futuro, anche perché siamo tutti ben consapevoli della bellezza della lingua italiana.
A quali tematiche si ispirano i vostri testi?
F- I testi dei nostri brani, benché lungi dal costituire un vero e proprio concept-album, sono legati da profonde affinità tematiche. Di fatto tutti quanti ruotano attorno a concetti quali la necessaria compresenza ed alternanza tra splendore e declino, fasto e decadenza, inoltre non posso omettere, come fonte di ispirazione, il grande fascino che su di noi esercita il Passato, che potremmo considerare come una sorta di riferimento identitario per il mondo lirico-concettuale dei Tragodia. Ogni singolo brano affronta queste tematiche da un angolo visuale diverso ma comunque complementare con gli altri brani.
Come considerate la musica? Un Hobby o un vero e proprio Lavoro?
F- La musica non è certo la nostra professione, ma nonostante ciò cerchiamo quanto meno di approcciarci ad essa nel modo più ‘professionale’ possibile, come avrai potuto riscontrare tu stessa ascoltando come è stato prodotto l’album in fatto di sound o come è stato confezionato, grazie anche al supporto della nostra etichetta, Dark Balance Records. E’ comunque, senza alcuna ombra di dubbio, la più grande passione di ogni membro della band, per il quale la musica si configura come il più potente, efficace ed immediato veicolo della propria creatività. Ora come ora l’impegno che destiniamo ai Tragodia è davvero notevole, ogni giorno c’è qualche aspetto legato alla band che necessita di una scrupolosa cura.
Che riscontri avete ricevuto dal pubblico presente ai vostri live?
F- Le date in supporto a ‘The Promethean lagacy’ sono appena iniziate, quindi non abbiamo ancora maturato una precisa e coerente idea in merito, ma per il momento non possiamo certo dirci insoddisfatti. Il nuovo materiale si presta senz’altro meglio dei precedenti lavori ad una sua fruizione live, poiché è molto d’impatto e dotato di un sound potente che non rimane vincolato al solo CD, venendo puntualmente ricreato in sede live, dove inoltre la nostra musica si riveste di una dinamicità nuova.
Come è organizzato il gruppo? e come nascono i vari brani?
F- L’attuale line-up dei Tragodia è costituita da me, Francesco (guitars), Lorenzo (bass), Daniele (drums), Ricky (guitars) e i due cantanti Stefano e Valentina. Il processo creativo che porta alla nascita dei vari brani prende le mosse da me dacché io compongo musica e liriche di tutti i pezzi, pezzi che vengono poi puntualmente arrangiati dalla band nella sua interezza. Con il recente ingresso in formazione di Stefano, l’‘assetto’ compositivo si sta rinnovando dal momento che sarebbe un reato ignorare la freschezza e la facilità compositive proprie di Stefano, perlomeno per quanto riguarda le parti vocali. Posso dunque affermare che in Stefano i Tragodia hanno trovato un vero e proprio punto di forza.
Quanto tempo mediamente impiegate nella messa a punto e nella registrazione di un album?
F- Solitamente impieghiamo molto tempo perché siamo molto pignoli sia in ambito compositivo sia in fase di registrazione. Cerchiamo di curare tutto nei minimi dettagli al fine di dar vita a brani che siano tra loro omogenei e concorrano tutti quanti a creare una sorta di ‘affresco’ musicale coerente ed unitario. Inoltre cerchiamo sempre di fare qualche passo avanti in termini compositivi, arricchendo di volta in volta la nostra musica di sfumature ed elementi precedentemente non impiegati. Siamo comunque abbastanza prolifici: ti basti sapere che attualmente, nonostante il nostro album sia uscito solo qualche mese fa, abbiamo già pronti almeno 5 brani nuovi completi al 70-80%. Con riguardo a ‘The Promethean legacy’, il solo tempo effettivamente speso in studio di registrazione è stato di circa tre settimane, mastering escluso.
Potete parlarmi brevemente del vostro ultimo album( facendo riferimento al riscontro che ha avuto tra i fans e tra la critica)?
F- Le reazioni sono state varie ad essere sinceri, soprattutto positive. Molti sono rimasti colpiti e/o spiazzati dall’utilizzo molto originale delle due voci maschile e femminile; infatti in parecchie song le due voci duettano cantando contemporaneamente la stessa melodia (cosa assai insolita nel genere), ed inoltre la stessa voce maschile, per via del timbro molto caldo e suadente, è molto originale nel nostro genere. Quello che è certo è che la nostra proposta non lascia indifferenti!
Ad ogni modo l’album sembra stia andando piuttosto bene, anche in considerazione del fatto che è uscito da poco ed ancora non è stato promosso a dovere sul fronte live. In particolare siamo rimasti molto colpiti dalla richiesta negli Stati Uniti, dove sono state vendute parecchie copie dello stesso.
In conclusione, quale è per voi il vostro cavallo di battaglia? E perchè?
F- ‘I, Decline’, l’opener dell’album, che già a partire dal titolo è una sorta di dichiarazione di intenti, è il brano che ad oggi meglio incarna la poetica sottesa al nostro progetto.
Grazie della vostra disposizione.... Spero di risentirvi e in bocca al lupo per il futuro...
Grazie a te della disponibilità e dell’occasione offertaci! saluto a nome di tutta la band i lettori di Rawandwild invitandoli a monitorare i nostri siti www.myspace.com/tragodia e www.tragodia.com per saperne di più sulla band e sulle sue prossime attività. Per chi fosse interessato Venerdì 1 Febbraio Tragodia + Bladhe live alla Nave di Harlock a Brescia. Se ne avete l’occasione, date un ascolto a ‘The Promethen legacy’! Stay metal!
Badmary (Fiore Maria)
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