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Intervista ai Subliminal Fear

Autori di uno dei dischi interessanti del 2007, gli italiani Subliminal Fear sbarcano sulle pagine di rawandwild.com. E’ il batterista Marco a svelarci tutti segreti della band pugliese.

Direi di iniziare presentando la band ai nostri lettori
Ciao a tutti, sono Marco, il batterista della band…bene, i Subliminal Fear nascono nel 2001 da un’idea di Carmine ed Alessio con l’intento ben preciso di formare una death metal band.
Con il successivo ingresso in pianta stabile di Domenico “Doddo” Murgolo e la conseguente stesura di brani inediti, i Subliminal Fear cominciano a prendere una precisa forma, identificandosi chiaramente come una band dedita ad un death metal di stampo svedese. Nonostante diversi cambi di componenti durante il corso degli anni, i Subliminal Fear attualmente hanno una line-up stabile, consolidata col mio ingresso all’inizio del 2006 e quello di Alfredo Mameli in concomitanza con l’entrata in studio della band.

Quali sono le vostre influenze?
Ti dirò, non abbiamo principali influenze. Tendenzialmente potrei dirti che all’inizio ci siamo ispirati ai soliti gruppi cardine che hanno reso celebre il genere musicale che suoniamo e ai quali ci accostano in sede di recensione, ma allo stesso tempo noi cinque ascoltiamo di tutto e ognuno di noi predilige un qualcosa di diverso…ciò che influenza realmente la nostra musica sono i nostri stati d’animo e ciò che ci circonda al momento della stesura dei nostri brani.

Qual è il significato del vostro nome?
Il moniker della band è nato da un’idea di Carmine, successivamente condivisa dal resto della band. Il significato è appunto “paura subliminale”: queste paure sono per noi le più terribili e profonde da provare, proprio perché sono assimilate inconsciamente dal nostro cervello. Io credo che sia perfetto per noi perché oltre ad essere diretto e d’impatto, rappresenta pienamente il messaggio che vogliamo trasmettere a chi ci ascolta, sintetizzandolo in sole due parole.

Vi va di parlarci di Uncoloured World Dying , il vostro primo album?
U.W.D. è per l’appunto il nostro primo album in studio uscito per l’etichetta greca indipendente Burning Star Records. Per realizzarlo ci abbiamo impiegato poco più di un anno, passato costantemente in sala prove per scrivere i nove brani di cui è composto. Abbiamo messo da parte i nostri interessi secondari per dedicarci costantemente e completamente alla stesura dei brani e al perfezionamento di ogni minimo particolare. Il risultato è ciò che potete ascoltare nei 50 minuti di U.W.D. : un sound a mio avviso completo sotto tutti i punti di vista, melodico e ragionato per certi aspetti ma anche aggressivo e tagliente per molti altri, creando quel mix tipico che ci caratterizza principalmente.

Come nascono le vostre canzoni?
I nostri brani nascono prevalentemente dalle idee di Doddo, il nostro chitarrista…è lui che ci porta in sala prove linfa vitale sotto forma di riff, ma molto spesso accade che ci cimentiamo in delle sorte di jam session dove mettiamo da parte le idee migliori cercando di concretizzarle nel miglior modo possibile. Insomma non abbiamo un modo di lavorare standard e collaudato, tuttavia credo che i nostri metodi di stesura dei brani cambieranno d’ora in avanti soprattutto dopo l’ingresso in pianta stabile nella band di Alfredo, che ricordo ha già partecipato alla realizzazione del nostro album aiutandoci sia in sala prove che incidendo due assoli.

Dovendo descrivere la vostra musica quale aggettivi utilizzereste?
Non credo di riuscire a definire attraverso alcuni aggettivi la nostra musica, anche perché i nostri pezzi sono stati scritti in diversi momenti delle nostre vite e al tempo stesso contengono numerosi e differenti stati di noi stessi. Senza dubbio le principali componenti che caratterizzano il nostro sound sono rabbia e frustrazione, sentimenti piuttosto forti che cerchiamo di trasmettere attraverso le nostre canzoni.

Quali sono le tematiche trattate nei vostri testi?
Ci terrei a dirti che i testi di Uncoloured World Dying sono scritti unicamente dal nostro singer Carmine, il quale corona ciò che il resto della band punta a trasmettere dal punto di vista strumentale. Anche se non siamo in presenza di un concept album, i testi sono logicamente collegati tra loro trattando principalmente il tema della “paura” nei confronti di tutto ciò che ci circonda, del mondo che a nostro avviso pian piano sta cadendo a pezzi.

C’è un brano a cui vi sentite più legati?
Personalmente mi sento più legato al brano “Leave your Eyes in This Burning Sky” principalmente perché è stata scritta in un periodo particolare della mia vita, ma anche perché è uno dei pezzi più veloci che abbiamo scritto, nonché molto tecnico e ben strutturato… e poi essenzialmente è il pezzo che mi diverte più suonare!

A me è piaciuta molto la copertina del vostro album, cosa potete dirmi al riguardo?
La copertina è stata disegnata e realizzata da Davide Nadalin della Nerve Design, artista italiano che ha già collaborato con numerose band (per citarne alcune Nile, Blinded Colony ed Extrema). L’artwork di Uncoloured World Dying si sposa perfettamente con le tematiche ma soprattutto con le liriche riguardanti per l’appunto desolazione, paura, dolore, rabbia: il ritratto di un angelo rassegnato con lo sfondo del mondo che cade a pezzi è un idea senz’altro geniale e di notevole impatto.

Come sta andando l'attività live?
Attualmente l’attività live è in fase di stallo visto che, subito dopo l’uscita dell’album, abbiamo avuto diversi problemi che ci hanno impedito di pianificare una serie di date in giro per l’Italia. L’attività dei Subliminal Fear non si è comunque mai fermata dato che abbiamo cominciato a mettere insieme le nostre idee per il prossimo album. In ogni modo credo che non oltre l’inizio dell’autunno cominceremo a suonare in giro per l’Italia e non vedo l’ora di rincontrare i nostri fans.

Con quali band vi piacerebbe dividere il palco?
Ci piacerebbe dividere il palco con le band più blasonate nel nostro genere, senza escludere nessuno. In ogni caso è sempre un’ottima esperienza dividere il palco con qualsiasi band: durante le nostre esperienze live abbiamo imparato davvero tanto sia da gruppi più affermati sia da band emergenti come noi… ci piace molto suonare dal vivo lo trovo gratificante sotto molti punti di vista

Avete un sito internet?
Certo, oggi come oggi è inevitabile, per una band come la nostra con il chiaro scopo di emergere, avere un sito internet sempre aggiornato. L’indirizzo del nostro sito ufficiale è www.subliminalfear.it ma ti segnalo anche il nostro blog su myspace all’url www.myspace.com/subliminalsite . Entrambi sono in continuo aggiornamento.

A voi il compito di chiudere l'intervista...
Vorrei ringraziare te e la redazione di Raw and Wild per questa chiacchierata e per la possibilità che ci avete dato di poter interagire con chi ci ascolta nonché di supportare il nostro album e la band.
Spero che molti di voi abbiano già avuto modo di ascoltare il nostro album, se non lo avete fatto invito tutti i lettori di Raw and Wild ad ascoltare Uncoloured World Dying e commentarlo attraverso i canali web. Grazie, ci vediamo on the road !

g.f.cassatella

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