Intervista ai Soilent Green
E’ un Ben Falgoust disilluso quello che ha risposto alle nostre domande. Difficile credere che un album stupendo come Inevitable Collapse In The Presence of Conviction non abbia generato entusiasmo, se non addirittura gioia, nei membri della band Statunitense. Certo gli ultimi avvenimenti in casa Soilent Green (su tutti due decessi, storie di droga e l’incidente che ha coinvolto il tour bus della band durante il quale lo stesso Ben si è fratturato entrambe le gambe) avrebbero demoralizzato chiunque. Fortunatamente questa “depressione” è confluita nell’album rendendolo più intimo e meno violento del precedente Confrontation. Poi, ne siamo certi, passata la tempesta per i SG il futuro non potrà che essere roseo, visto e considerato la caratura artistica della band.
Ciao Ben, ti va di presentarci il vostro nuovo album“Inevitable Collapse In The Presence of Conviction”?
Questo è il nostro nuovo disco dopo alcuni anni di silenzio. Siamo contenti di essere ancora qui a suonare musica!
Quando avete iniziato a scrivere i nuovi pezzi?
Abbiamo iniziato subito dopo aver concluso la registrazione di Confrontation. Quindi direi all’incirca tre anni fa.
Quali sono le maggiori differenze tra Confrontation e il nuovo album?
Differenze? Veramente nessuna. Siamo soliti fare ciò che viene naturalmente. Quando componiamo quel che esce esce. Probabilmente abbiamo vissuto un periodo molto più tranquillo durante la scrittura e il risultato è che il nuovo materiale “suona” molto più “ragionato”.
E invece della produzione che ci dici?
Abbiamo registrato nuovamente con Erik Rutan. E’ stato proprio un bel periodo. Conosciamo Erik da tanto tempo e lo consideriamo un grande amico, e questo ha reso molto più confortevole il processo di produzione dell’album. Senza dimenticare che lui conosce molto bene il nostro suono e quindi è molto abile nel catturare le sfumature che noi desideriamo dare al nostro suono.
C’è un concept particolare dietro Inevitable Collapse in the Presence of Conviction?
Beh, l’idea di base è che non c’è nessuna speranza nella vita e che il fallimento è inevitabile. Devi considerare che come band ne abbiamo passate parecchie ultimamente e questo ci ha condizionato. Abbiamo inevitabilmente un’attitudine negativa e non possiamo farci nulla
L’artwork è molto bello...
E’ opera di John Van Flee che è una grande icona del mondo dei fumetti USA. E 'stato un onore lavorare con lui. L’immagine rappresenta una ragazza che spicca il volo grazie all’ausilio di una macchina che al contempo le impedisce completamente di volare trattenendola a terra per mezzo di una corda.
Cosa ti aspetti da questo album?
Non molto. Spero solo che alla gente piaccia e che il tour possa permetterci di farlo conoscere in giro. Amiamo suonare dal vivo. E’ il nostro piacere maggiore. Se riusciamo a farlo, ci sentiamo bene.
E del lavoro della Metal Balde, la vostra nuova etichetta, siete soddisfatti?
Si, molto. I ragazzi dell’etichetta sono nostri fan da un pezzo e ci stanno dietro con entusiasmo.
Se ti dico Black Sabbath...
Weed + the power of riff = AWESOME!!!!! (non credo che sia necessario tradurre... Ndr)
Tour?
Ora siamo in tour negli States con i Death Angel, poi parteciperemo al Dethklok sempre negli USA. Inoltre siamo impegnati nell’Ozzfest. Ci sono ancora un paio di cose in ballo, ma per il momento ancora niente di concreto. Speriamo di esser lì da voi in Europa al più presto.
Per voi le cose vanno meglio negli Stati Uniti o in Europa?
Per ora non siamo mai stati in Europa. Quindi ti dovrei rispondere negli States. Spero di essere presto lì da voi e di tornarci sempre più spesso.
A te la conclusione...
Nulla di particolare, spero che vi piaccia la nostra musica e che ci supportiate dal vivo nel caso dovesse esserci l’occasione.
g.f.cassatella
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