Intervista ai Rotting Christ
Ascolti Sakis e stenti a credere che l’uomo che hai davanti a te è lo stesso che ha chiamato la propria band “Cristo In Putrefazione”. Voce profonda, modi pacati e tanto entusiasmo per la sua ultima creatura discografica…
Theogonia il vostro ultimo album è stato pubblicato da qualche mese, sei ancora soddisfatto del risultato finale?
Sai, quando finisci un album non hai mai la dimensione reale del valore di quest’ultimo. Pensi sempre che sia il migliore. Ma di Theogonia sono soddisfatto perché è ciò che realmente desideravo fare. Credo che questo disco, dal punto di vista artistico, sia il più completo della nostra carriera. Certo poi ci potrebbe essere qualcosina da cambiare, ma…
In una classifica dei vostri dischi in che posizione piazzeresti Theogonia?
Il pubblico ama molto questo disco e probabilmente lo metterebbe nelle prime posizioni, ma per me è impossibile stilare una classifica: per me i miei dischi sono come figli, non riesco a scegliere un preferito.
Quali sono le maggiori differenze con gli album precedenti? Ci sono delle novità?
La maggiore novità è l’uso del greco antico. Le melodie sono meno presenti, ma quelle inserite sono in pieno stile RC. L’uso del greco antico rende questo album davvero unico.
La mitologia del tuo Paese è sempre stata una grande fonte d’ispirazione per i RC…
Esatto! Quando ho iniziato a trattare questi temi mi domandavo quale reazione potessero suscitare e quando ho visto l’entusiasmo della gente ne sono rimasto molto contento.
Ma consideri i RC una black metal band?
Penso che lo siano. Dipende però cosa intendi per black metal perchè per me non è solo quello suonato dai gruppi norvegesi…
... io ritengo che quella greca sia la migliore a livello qualitativo. Il rimando alle vostre tradizioni rende la vostra musica unica. Trovo molto stupido che molte band italiane scimmiottino i gruppi norvegesi, dimenticando il nostro background culturale.
Siamo una band di “nicchia” e con Theogonia questo è ancora più evidente. Noi suoniamo black metal, suoniamo Greek Black Metal! Anzi preferisco chiamarlo Southern Europe Black Metal…
Cosa ti spinse a metter su i RC?
Ohh, non lo so! Quando ho sentito per la prima volta band quali (mima il gesto di suonare una chitarra,
Ndr) Hellahammer, Celtic Frost… Venom, ho pensato che volevo suonare esattamente come i miei idoli. Per questo motivo ho iniziato a suonare la chitarra.
E band come Necrodeath o Bulldozer?
Sì, sì! Le grandi band italiane del passato! I Necrodeath suonano ancora, vero?
Sì, li ho ascoltati qui a Bari qualche mese fa e hanno appena pubblicato un disco grandioso…
Sì, loro sono dei grandi!
Certo che sei stato un pazzo a suonare black metal in Grecia…
Sì, perché per molti anni in Grecia non ci sono stati fan del black metal…
Comunque, oggi le cose sono molto più facili grazie a internet, no?
Esatto, la gente produce un disco, lo mette su internet e immediatamente la propria musica è ascoltabile in tutto il mondo. Prima era tutto più difficile: dovevi trovare altri musicisti, dovevi sperare di riuscire a fare un demo e non era detto che arrivavi alla realizzazione di un cd. Era tutto più romantico…
… ma non credi che la facilità di circolazione della musica abbia portato a un appiattimento artistico? Sembrano tutti uguali i gruppi odierni…
Sono pienamente d’accordo con te!
Quando ho iniziato ad ascoltare metal c’erano due blocchi: da un lato USA dall’altro Inghilterra\Germania. L’ascesa dei Sepultura, una band proveniente da un Paese non appartenente a questi due blocchi, ha dato visibilità anche a band di nazioni quali Grecia e Italia, fra le altre, considerate sino a quel momento una sorta di terzo mondo del metal. Tutto ciò ha evidenziato che era possibile suonare un metal differente e con forti connotati “nazionali”.
Le differenze sono importanti, piccole o grandi che siano. Anzi più grandi sono, tante più novità comportano. E’ importante che ogni band abbia un proprio suono e una propria anima.
Cosa ne pensi del file-sharing?
E’ un ottima cosa per i nuovi gruppi, quelli agli inizi. Ti permette di mandare il demo in giro per il mondo, ma non è una cosa buona per le case discografiche e\o il music business in generale. Le case discografiche investono un budget inferiore per finanziare un disco e questo porta a delle conseguenze negative in fase di produzione. Non è il caso di Theogonia, siamo stati fortunati.
Sei soddisfatto quindi della Season Of Mist, la vostra nuova casa discografica?
E’ tutto ok con loro: siamo una loro priorità e non entrano in questioni riguardanti le nostre scelte compositive. Sono molto soddisfatto.
Cosa ricordi dei primi giorni della tua band?
Erano tempi molto strani. Tempi molto romantici. Erano i primi giorni della scena black metal, stavamo creando qualcosa. Non c’era l’interesse che oggi c’è per questo genere. Cercavamo di contattare e stringere amicizie con altre band, passavamo tutto il nostro tempo a creare la nostra musica. Era tutto così underground…
Quanto è cambiato Sakis da quei giorni?
Tanto. Sono cambiato tanto. E’ cambiato tutto intorno a me, è cambiato il music biz. Non potrei essere quello che ero anche volendolo. Ho cercato con questo album di riscoprire le mie radici e la mia attitudine. Vorrei che quello spirito underground che c’era allora passasse alle nuove generazioni di musicisti.
Qualche aneddoto particolare della tua carriera?
Ce ne sono tanti, ma in questo momento non ne ricordo neanche uno! E’ strana questa cosa, ma posso dirti che ho vissuto davvero tante esperienze strane!
Le prossime date?
Stiamo girando l’Italia, poi saremo in Olanda. Ci attende un tour in sud America, poi parteciperemo a una serie di festival estivi, dopodiché le date di supporto a Theogonia saranno terminate. Poi inizierò a pensare a buttar giù qualcosa di nuovo
Puoi anticiparci qualcosa a riguardo?
Al momento non ho ancora idea di come suonerà il prossimo RC. Non sono una persona che programma tutto e né sono un tipo che sta sempre lì a pensare “devo trovare qualcosa di nuovo”. Sarebbe troppo stressante, mi lascio trasportare dalle emozioni del momento.
E un cd live?
Un dvd live. Abbiamo quello in programma. Abbiamo ripreso la data di Asphen due mesi fa e poi ci saranno tutta una serie di extra: immagini degli inizi, foto, riprese dal vivo e bootleg. Sarà un bel regalo per i fan in occasione dei nostri ventidue anni di carriera. Il tutto confezionato in modo particolare.
Ma ti piacciono i dvd?
(Ridendo) No, ma li devo fare. Io preferisco i cd.
E del vinile che mi dici?
Preferisco il vinile al cd. Era un qualcosa di unico e poi era tuo. Oggi giorno con in file cosa ti rimane in mano? Nulla.
Sei un collezionista?
Sì, sì.
Ricordi il tuo primo album acquistato?
Qualcosa degli Iron Maiden e Made in Japan dei Deep Purple.
Il primo passo per ogni metallaro...
Certo!
Quando scrivi un album hai un iter che segui o varia da disco a disco.
E’ sempre differente.
Ma i RC sono Sakis o una vera e propria band?
Una band. Io compongo la musica, ma poi ognuno porta le proprie idee.
E l’artwork?
Io purtroppo non sono capace! Ma comunque sono sempre io a dare lo spunto iniziale.
E dei testi che mi dici?
Sono ispirato dai miei momenti più oscuri. Cerco di fare uscire l’oscurità che c’è in me. Poi la mitologia greca è sempre fonte d’ispirazione.
Nascono prima i testi o la musica?
Sempre prima la musica, ma i testi sono molto importanti per me.
A te la conclusione.
Tenete accesa la fiamma, fratelli e sorelle! Stiamo vivendo delle belle giornate qui in Italia e sono molto felice di poter suonare qui al sud perché dove guardo c’è qualcosa della mia Grecia.
Un tempo questa zona era chiamata “Magna Grecia”…
… lo so. Certo che lo so!
g.f.cassatella
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