Intervista ai Rain
Forti di un nuovo disco entusiasmante, intitolato “Dad Is Dead”, i Rain si sono buttati a capofitto in un tour che copre in modo capillare tutta la penisola. In occasione della data barese abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il chitarrista Amos.
Partirei dal nuovo album “Dad Is Dead”, ti va di parlarcene?
E’ uscito da circa una settimana, dovrebbe trovarsi in tutti i negozi ed è distribuito dalla Audioglobe. Sono dodici canzoni inedite, più la tredicesima, Rain, che è una cover dei The Cult ed è cantata da Steve Sylvester con Frank Delirio (Death SS) alle tastiere. E’ un disco molto importante per noi, ci abbiamo messo un bel po’ per farlo. Abbiamo dovuto cambiare cantante e chitarrista, poi ci siamo presi un sacco di tempo per farlo come volevamo noi. Alla fine siamo molto contenti del risultato.
Abbiamo registrato basso, batteria e chitarra in presa diretta per simulare l’effetto live, cosa che nei nostri dischi precedenti non c’era. Poi abbiamo inciso voce e cori. Secondo me suona molto bene. Siamo contenti.
Come mai questo titolo?
Perché è un disco di rottura con il passato, con le persone che hanno suonato con noi che per discussioni del
cazzo hanno preso strade diverse. Abbiamo intrapreso un nuovo percorso artistico più libero che ci soddisfa di più. Il papà morto è il vecchio gruppo.
Quali differenze ci sono tra questo lavoro e il precedente “Headshaker”?
Alla fine non sono tantissime. Questo disco è più introspettivo e personale, e per certi versi più rock and roll. Meno epico, più rock.
…anche più vario…
…esatto. Avevamo scritto venti canzoni che abbiamo scremato sino a dodici. Abbiamo tenuto quelle che avevano qualcosa in più da proporre.
C’è uno spirito metal anni ottanta. Probabilmente più americano che europeo…
Hai inteso il senso del disco, ne sono contento. Volevamo fare un disco più immediato, che lo metti su e ti parte la gamba…
…un disco di party californiano anni 80…
…giusto per una festa.
Comunque, i Rain si sono contraddistinti sempre per questo spirito goliardico…
Noi siamo qui per divertirci, ci prendiamo sul serio sino a un certo punto. Il problema del passato è che eravamo arrivanti a un punto in cui era più lo
scaglionamento, ci si lamentava di tutto. Fortunatamente, con questi nuovi ragazzi va tutto bene.
C’è una canzone a cui ti senti più legato, nel album?
I pezzi per me molto importanti sono “The Reason”, perché era una “vita” che volevo fare un pezzo con sempre gli stessi “quattro” accordi ma che sembrasse complesso. Poi “Swan Tears” e “Red Kiss” che sono dedicate ad alcune persone molto importanti della mia vita.
Come nascono le vostre canzoni?
In modo abbastanza semplice e immediato. I Rain sono così: “cotti e mangiati”! Uno arriva con un riff o una parte cantata e gli altri gli vanno dietro. La struttura portante del pezzo deve venire su in fretta, poi se tutti riescono ad inserirsi in questa idea viene tutto su in modo perfetto. Dopo due o tre prove deve funzionare, altrimenti lasciamo stare.
… anche per mantenere quello spirito live di cui parlavi prima…
…ovviamente suoniamo solo cose che poi dobbiamo essere in grado di riproporre in dal vivo, altrimenti non avrebbe senso.
Ti va di parlarci della cover di Rain canzone dei The Cult, nella quale appare come ospite Steve Sylvester?
L’idea è stata del nostro manager, Andrea Bernini, che ci ha detto perché non fate ‘sto pezzo che si chiama Rain come il gruppo. Ne abbiamo parlato tra noi e abbiamo deciso di farla.
Eravamo allo S-Hammer festival con i Death SS, che conoscevamo già da prima dato che dividevamo la sala prove, e volevamo fare un pezzo con loro. Ne abbiamo parlato con Steve che è stato subito entusiasta perché “Rain” è una canzone che a lui piace molto. Ora abbiamo in programma un video per questa cover e la sceneggiatura la sta scrivendo Steve.
Come è stato accolto da pubblico e stampa specializzata?
Dal pubblico molto bene: la presentazione l’abbiamo fatta a Modena, dove abbiamo proposto tutto l’album e la partecipazione della gente è stata da subito importante.
Le recensioni sui giornali sono tutti 7,5-8,5 . quindi è stato accolto bene per il momento.
Guardando la copertina dell’album, non so perché ma mi son venute in mente quelle degli ultimi libri di Stephen King.
Sai che sinceramente non abbiamo preso ispirazione da lui… però, in effetti, le atmosfere sono quelle… Nella copertina volevamo metterci tutti i nostri stereotipi: le macchine americane, la figa che si vede all’orizzonte tra le nuvole - è un po’ la nostra storia, la vediamo all’orizzonte e non la raggiungiamo mai… (
mal comune… Ndr)- i fulmini ripresi dalla canzone “Heavy Metal thunder” dei Saxon. Poi da un senso di vita
on the road.
Come sta andando l'attività live? Ho visto che il vostro tour prevedeva alcune date in Finlandia.
Siamo partiti dalla Finlandia, abbiamo un sacco di date qui in Italia, ed è solo la prima parte del tour. A settembre inizierà la seconda, speriamo più europea che italiana.
In Finlandia abbiamo trovato un sacco di freddo e neve, i locali erano accoglienti, ma con quel clima non è che se ne vedesse molta di gente in giro.
Un legame particolarmente forte è quello che vi unisce alla RainCrew…
La RainCrew è la base dei nostri fan. Sono tutti associati, il cordinatore è Ise e siamo arrivati a 250 tessere. Va bene così perché noi stiamo bene in mezzo alla gente.
Qual è il vostro rapporto con il web?
Abbiamo il sito e lo space che ci permettono di rimanere in contatto con i fan.
E del file-sharing che ne pensi?
Penso che sia normale scaricare, non è normale pagare un cd 25 euro! A 10-12 non scarichi e poi te lo vai a comprare. Poi comunque è uno strumento promozionale, tanto il tuo rientro c’è sempre.
Una cosa che mi è saltata subito all’occhio, guardando la sezione biografia del vostro sito, è la totale assenza di informazioni del periodo antecedente alla re-uninon. Come mai?
La prima parte della carriera dei Rain è lunga e disordinata. Ci sono stati innumerevoli cambi di formazione, l’unico che è sempre stato presente è il nostro bassista Gino. Quindi riassumere il passato sarebbe stato un problema.
Comunque un cd come Bigditch 4707 è un forte segnale di unione con il vostro passato…
E’ stato il disco dello sdoganamento dei Rain, da gruppo cittadino a realtà nazionale.
A voi il compito di chiudere l'intervista...
Saluto tutti i lettori di rawandwild.com che ci ha sempre supportato. Vi invitiamo a visitare il nostro sito
www.raincrew.com e il nostro space
www.myspace.com/raincrew1980. E... viva la figa!
g.f.cassatella
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