Intervista ai Planethard
Direi di iniziare presentando la band ai nostri lettori
Ciao a Tutti, sono Marco D'Andrea il chitarrista dei Planethard, leggete l'intervista e saprete molte più cose riguardo alla band in cui suono.
Avete iniziato come cover band di gruppi hard & heavy anni ottanta. Cosa è rimasto di quei gruppi nella vostra musica?
L'influenza senz'altro, perchè ad ogni modo quando inizi a suonare uno strumento e poi a suonare in un gruppo, le prime cose che esegui ovviamente sono le cover delle band che più ti ispirano, quindi è normale che poi si crei una sorta di background musicale di questo tipo.
Quali credi che siano le novità, invece, da voi apportate?
Il fatto che ognuno di noi, oltre che piacere l'hard rock, ascolti molta musica in generale fa si che si crei il tuo modo di suonare, il tuo
playing. Noi siamo stati influenzati da molte band, che riguardano la scena hard rock e non. Potrei citartene alcuni: Motley Crue, Skid Row, Bon Jovi su tutti; poi di altro stampo ad esempio : Michael Jackson, Toto e tanti tanti altri.
Sicuramente una delle soddisfazioni maggiori della vostra carriera è stata suonare sul palco del Gods Of Metal…
Che dire.... Il Gods of Metal è il trampolino ed il punto di svolta per ogni musicista rock della scena italiana. Penso che tutti quando erano piccoli hanno sognato di partecipare ad una edizione del Gods. Io ad esempio ero uno di quelli. Abbiamo nel 2007 condiviso il palco con mostri sacri del genere Hard Rock. I White Lion ad esempio o gli stessi Motley. Posso dire......" IO C'ERO!"
Cosa puoi dirmi di “Crashed On Planet Hard” la vostra ultima fatica?
Crashed on Planet Hard è il risultato di anni di duro lavoro, di sudore, fatica, dedizione; è un album che ha visto la luce dopo mille peripezie . Ma per fortuna grazie ad MBM/Artistworxx abbiamo trovato il giusto partner per essere distribuiti in tutta Europa, sia sul digitale che in formato cartaceo. Alla produzione artistica c'è Alessandro Del Vecchio, noto a tutti per i suo Edge of Forever, con lui abbiamo trovato subito il giusto feeling e molti arrangiamenti, addirittura molte parti sono nate in fase di registrazione.
Come è stato accolto da pubblico e stampa specializzata?
Per il momento direi che è stato accolto positivamente e siamo lieti di sapere che la nostra musica è apprezzata non solo in Italia ma anche all'estero.
Quali sono le tematiche trattate nei testi?
Principalmente l'amore in tutte le sue sfaccettature, essendo il sentimento più forte che l'uomo possiede: “Unchain My Heart” ad esempio parla della voglia di lasciarsi andare, “She” la si può immaginare come una vera e propria love story, “I'll Be There” parla della voglia di esserci. Poi ovviamente lascio libera interpretazione, a chi ascolterà la musica e ascolterà bene il testo, sul
significato che la canzone può
dare. Del resto la musica è questo, può essere interpretata in vari modi.
Il titolo, oltre ad essere un brillante gioco di parole, nasconde dell’ironia, o sbaglio?
Sinceramente è solo un gioco di parole, è come dire : " I Planethard sono arrivati, gente.... e si faranno sentire...."
Non so se ricordi la copertina di Motel California, album degli Ugly Kid Joe, ma la vostra me l’ha riportata alla memoria. Sembra quasi che la vostra sia un fotogramma successivo. E lascia quasi immaginare che non sia accaduto nulla di buono…
Sinceramente non l'ho presente, ma andrò in internet a guardarla prossimamente........
Come nascono le vostre canzoni?
Le canzoni per Crashed on Planet Hard sono state composte prevalentemente da Marco Sivo e dal sottoscritto. Nascono a volte delle melodie, a volte dei fraseggi di chitarra, a volte da dei testi. Non ti saprei dire come nasce una canzone Planethard, perchè aspettiamo solo che l'ispirazione si impadronisca di noi, dopodiché la lasciamo parlare. Stiamo comunque già lavorando al secondo album e ci stiamo concentrando maggiormente sul groove, staremo a vedere poi quando si entrerà in studio cosa accadrà.
In sede di recensione ho definito l’ugola di Marco Sivo una delle migliori in Italia (e non solo) in campo hard…
Marco è di certo uno dei migliori cantanti con i quali io abbia avuto il piacere di collaborare. Lui è uno che il talento lo ha nel sangue, quando canta ti interpreta a suo modo i brani e 9 volte su 10 fa sempre centro. Tra l'altro avere una persona che canta ed interpreta i testi che scrivo io non è sempre facile, però abbiamo trovato la giusta sintonia e il giusto equilibrio che è un qualcosa che si è andato a creare e ad instaurare col tempo. Ovviamente dopo tanti anni di esperienze passate insieme, devo dire che noi 4 Planet siamo più uniti che mai. Infatti per il Giappone abbiamo composto come bonus track la canzone "Rock 4ever" che sarà sul mercato tramite l'etichetta discografica "Soundholic" il 27 agosto di quest'anno. Ovviamente quella canzone parla di noi.
Come mai il genere da voi proposto non “tira” più come negli anni 80?
Probabilmente perchè non siamo più negli anni 80. Però come tutti i generi, c'è sempre un ritorno di fiamma, quindi noi ci accontentiamo di avere la nostra fetta di persone che ci seguono e che ci supportano.
L’attività live come sta andando?
Sta andando bene, siamo nelle mani di due agenzie: Bologna Rock City e Black Dahlia. Da settembre riprenderemo a suonare in giro per l'Italia e non solo, di date certe per ora: il 19 settembre saremo Headliner al Metal Disorder, il 26 settembre suoneremo con i Silent Rage e con i Backyard Babyes, a gennaio saremo in Tour con i Tigers of Pan Tang, in più ci sono altre date/collaborazioni che a breve verranno confermate. Chi volesse seguirci può trovare tutte le date sul nostro sito internet: www.planethard.net e anche sul myspace: www.myspace.com/planethard.
Qual è il vostro rapporto con il web?
Ottimo direi, abbiamo tutti quanti aperto il myspace personale, dove chiunque potrà trovare tutte le informazioni che riguardano il singolo componente dei Planethard. Ovviamente c'è da dire che il web è diventato il sistema di comunicazione mondiale, quindi è più facile farsi conoscere.
A voi il compito di chiudere l'intervista...
Ringrazio a nome dei Planethard tutti i lettori e la redazione di R&W e ovviamente te Giuseppe per la disponibilità ed il supporto dimostrato.
g.f.cassatella
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