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Intervista a Ossian (Opera IX)

Ci sono band in Italia che anche se si sono formate moltissimi anni addietro ma che al giorno d’oggi ancora non hanno perso le speranze di riuscire nell’impresa di uscire dallo “stagno” dell’underground e di acquisire la giusta notorietà che gli spetta.
Una di queste band sono gli Opera IX che quest’anno hanno spento la loro ventesima candelina.
Recentemente in occasione del Black Winter Night (evento tenutosi in quel di Mirabella Eclano in cui i Nostri hanno partecipato da headliner), ho avuto modo di fare una piacevole chiacchierata con il loro leader Ossian a riguardo della situazione attuale della band.
Ecco la nostra chiacchierata:



Ciao Ossian, gli Opera IX nascono nel lontano 1988 (sono passati esattamente venti anni da allora) in quel periodo il black metal era più che un genere musicale era un vero modo di vita, cos’è cambiato oggi?
Molte cose sono cambiate, sopratutto l'attitudine verso un particolare discorso artistico e musicale quale era il black metal, al tempo chi intraprendeva la via oscura era fondamentalmente spinto, appunto, da forze oscure, interessato al grande baratro che si celava nel mondo delle tenebre, colui che si rifugiava nel buio perché sopraffatto e disgustato dalla falsità del mondo della "luce", diciamo così...poi come tutte le cose che nascono per pura passione vengono in qualche modo inquinate dal marketing, dal denaro e dalla becera teatralità e qualche bella testa ha voluto giocare creandosi un palco fittizio dove poter esprimere quello che la vita reale non gli permette di fare.
Continuo a dire che oggi ci vorrebbe l'attitudine degli anni ottanta con i mezzi del duemila.

Quali sono i ricordi che custodisci di quei tempi legati alla vostra Band? Avreste mai immaginato tanta longevità?
I ricordi sono molti, sopratutto i primi tempi , le prime riunioni in sala prove, la fatica e la disperazione per riuscire a raccimolare i soldi per produrci i primissimi demo tape, ma già allora ero fermamente convinto di quello che volevo portare avanti con gli Opera IX, per questo non mi sono mai preoccupato della longevità della band, esisteva e basta e penso che morirà con me.

Per quali motivi decideste di chiamarvi Opera IX?
Volevamo un nome internazionale e sopratutto una forte alchimia esoterica.

Quali band influenzarono maggiormente il vostro sound?
Mercyfull Fate, Celtic Frost ma anche i Death SS e Paul Chain, diciamo che sono stati i primi punti di riferimento anche se personalmente, in casa mia giravano già dischi dei Black Widow e Black Sabbath ed i primi effluvi arrivano anche da lì, questo per le origini poi penso che il sound degli Opera IX si sia caratterizzato in qualche cosa di unico e non abbiamo avuto più punti di riferimento che non noi stessi.

Ossian, nel 2006 hai fondato la tua etichetta personale l’Occultum Productions, label che l’anno scorso ha prodotto “90-91-93 The Early Chapters”, che raccoglie i vostri primi lavori. Quali sono gli obbiettivi principali che ti sei posto per la tua Label?
Precisiamo una cosa, io ho solo creato l'idea della Occultum Production, in realtà chi manda avanti le cose è mia moglie. Per ora i principali obbiettivi sono rafforzare il supporto del merchandise per gli Opera IX, anche perché se la band non dovesse in futuro trovare un'etichetta seriamente interessata a valorizzarne le potenzialità, non rischieremo di naufragare nel nulla, in quanto la Occultum può dare, anche se piccola, una possibilità certa di continuità.

Come credi che sia cambiata la tua Band nel corso di questi 20 anni?
Moltissimo direi! Basta ascoltare la ristampa dei primi lavori ”90:92:93 The Early Chapters” e confrontarlo con “Anphisbena”, c'è un vero abisso sia stilistico che concettuale dietro a quelle prime note, ma è proprio questo il bello, è stata una grande evoluzione e quindi il cambiamento è sempre stato in meglio.

Commentaci un po’ la vostra discografia, partendo dal vostro primo full “The Call Of The Wood”.
Fu grandioso in quanto al tempo  si viveva una grande emozione per la nostra prima "vera" uscita discografica, registrammo l'album in poco più di una settimana, forse impiegammo più tempo per l'artwork che per concepire ”The Call of the Wood” e stavamo anche muovendo i primi passi verso un black metal più incentrato su tematiche neo-pagane, posso osare che da quel punto di vista fummo dei pionieri.
Peccato che la distribuzione come la produzione venne gestita malamente ma allo stesso tempo l'album ci "sdoganò” seriamente verso il panorama dell'underground sia territoriale che internazionale.

A distanza di tre anni uscì il suo successore “Sacro Culto”.
Un album di evoluzione e anche di transizione, qui le tematiche erano ormai al 90% incentrate sul paganesimo e le sonorità ebbero un cambio piuttosto evidente, fu anche l'album in cui vide l'ingresso in formazione di Lunaris.
Purtroppo la produzione fu terrificante, mentre la distribuzione in Italia praticamente inesistente, forse andò meglio all'estero che iniziò a potenziare la nostra fama a livello underground.

Poi nel 2000 fu pubblicato “The Black Opera”, ultimo album con Cadaveria e Flegias.
L'album della grande svolta, in tutti i sensi, ringrazio ancora l'Avantgarde che credette molto nel progetto Opera IX e ci permise di fare il salto di qualità.
The Black Opera ha visto più di 18.000 copie vendute  tra Europa e USA e Russia con annesso un bellissimo tour in Messico.
La produzione fu eccelsa...null'altro da dire.

Dopo lo split in che rapporto siete rimasti?
Per svariati motivi, non ci sono più stati rapporti.

Cosa ne pensi delle loro band?
Rispetto molto i Necrodeath, in quanto li considero una pietra storica del metal estremo tricolore, anche se ho smesso di ascoltarli dopo “Fragments of Insanity”, ora non li trovo più abbastanza estremi come al tempo...ma è solo una questione di gusti personali.
Riguardo ai Cadaveria, continua a piacermi  solo la voce growl di Cadaveria, mentre musicalmente assolutamente non rientra nei miei gusti, siamo su due pianeti differenti e non mi  è possibile stilare un giudizio obbiettivo.

Due anni dopo uscì “Maleventum”.
A mio avviso l'album più difficile per la grande transizione, concettualmente è stato un bellissimo album ma avremmo dovuto prenderci più tempo per il ripristino della formazione, penso che fu il più grande sbaglio degli Opera IX inserire velocemente due elementi che non erano sufficientemente inclini al pensiero ideologico della band, erano solo dei mercenari.

E nel 2004 è uscito la vostra ultima fatica studio “Anphisbena”.
Sono molto orgoglioso di “Anphisbena” in tutto e per tutto, la musica, il concept e l'umore che ha vissuto la band in quel momento.
Purtroppo ha visto anche la fuoriuscita di Lunaris dalla formazione e la conclusione del  rapporto contrattuale  con l'Avantgarde music.
Direi che è stato un ottimo album ma poco ben gestito per quel che riguarda la distribuzione, in quanto sino ad ora i nostri dati si sono fermati a poco più di 3000 copie stampate, senza contare una licenza negli USA di cui però non abbiamo dei riscontri plausibili.

Nel 2007 avete riproposto i vostri primi demo, cosa ne pensi oggi di quei brani?
Che sono parte della storia della band, ed era giusto riproporli per tutti  i nostri fans che non avevano avuto la possibilità di reperire quei demo, in quanto da decenni fuori produzione, in fondo anche i Celtic Frost riformatisi da poco hanno pensato di ristampare tutto il materiale degli Hellhammer...per lo stesso motivo.

La performance di questa sera verrà filmata per il dvd “Live in Maleventum”. Cos’altro puoi dirci al riguardo?
Sì il concerto verrà filmato ma verrà inserito nel DVD storico della band non su di un DVD live unicamente dedicato a questa performance, siamo in piena produzione di questo tipo di materiale video, innanzitutto raccoglieremo come abbiamo fatto per la ristampa dei demo tutto il vecchio materiale video storico della band, più ci saranno dei clip tratti da “Anphisbena” e delle interviste, per il live per ora ci sarà questo "Live in Maleventum" e si spera di riuscire ad organizzare un'altra data valida per effettuare delle riprese e poi se tutto va bene dovremmo finalmente pubblicare il tutto.

Potresti anticiparci qualcosa sui Vostri progetti futuri?
Come ho anticipato prima stiamo continuando a lavorare sulla pubblicazione di un DVD antologico della band e a breve inizieremo le registrazioni di un promo del prossimo album, questo ci servirà esclusivamente per la ricerca di una valida etichetta e poi concluderemo le registrazione per il seguito di “Anphisbena”, un nuovo album che chiuderà una trilogia iniziata con “Maleventum”.

Non tutti sanno che hai un progetto solista “Antica Via Del Nord”, cosa ci dici a riguardo?
Non è proprio un progetto solista, ma un'opera a se stante, fu creata da me e mia moglie unicamente per sonorizzare una mostra che aveva lo stesso titolo, quindi quel progetto è concluso lì con quel unico CD, diversamente ora sto collaborando sempre con mia moglie che ha creato un gruppo artistico denominato Lusenta, è possibile che in futuro esca qualche cosa sotto questo moniker, anche qui io mi occupo totalmente degli arrangiamenti musicali,ma il genere non è legato al metal ma piuttosto a musicalità medievali e sinfoniche.

Ok carissimo Ossian, le mie domande finiscono qui. La parola è tua per concludere quest’intervista.
Non posso che ringraziare voi per la cortese attenzione che avete rimesso nella nostra band e tutti i vostri/nostri lettori, auguro salute e prosperità e che continuino a supportare il nostro culto...onore agli antichi Dei e perchè no onore anche agli Opera IX che da venti anni animano gli antri del metal estremo...

Ossian

Pax (Antonluigi Pecchia)

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