Intervista agli OJM
Quante band italiane possiedono oggi un seguito così vasto da poter garantire la registrazione di un live album all’estero? Se poi si considera la tradizionale avversione dei “cugini” francesi per tutto ciò che è targato Italia, l’impresa degli OJM acquista ancora più valore. Di questo e di altro ci ha parlato Max, batterista della band.
Ciao Max, complimenti per il nuovo album dal vivo. Puoi dirmi come è nata l’idea di un live? Non sono molte le band italiane che ne pubblicano uno e ancor meno sono quelle che lo registrano all’estero.
L’idea è stata quella di riassumere l’intensa attività live che ha seguito l’uscita di “Under the thunder”, catturare in un disco il nostro “groove” dal vivo: abbiamo praticamente riassunto e immortalato un classico concerto degli OJM e tutto ciò che esso comporta. Come per lo storico “Kick out the jams” degli MC5, registrato solamente dal vivo, le ragioni sono simili: alcune “cose” si possono catturare solo in un’ esibizione live. Abbiamo voluto cogliere tutto ciò che esce dalle nostre performance e “fotografarlo” in un disco. Questa esigenza è nata appunto dopo l’intenso ultimo tour: abbiamo riassunto un anno e mezzo di nostri spettacoli presentandone un “campione” al pubblico. Poi siamo una live band e i live sono il nostro punto forte! bisognava immortalarne almeno uno!
Perché proprio la data di Montpellier?
Il live è stato registrato al Subsonic, locale dei nostri conoscenti francesi Sonic Angels, adibito anche a studio di registrazione. E’ stato un caso scendere dal furgone, smontare l’attrezzatura e aver iniziato subito a suonare senza nemmeno il check, dopo un bel po’ di ore di furgone… Ed è uscito un “groove” eccellente e di grande potenza. Riascoltando la registrazione ci siamo accorti che era un buon live e sistemando qualche cosa eccolo pronto!!!
C’è ancora ostracismo per le band Italiane oltre confine?
Per quanto ci riguarda siamo abbastanza apprezzati oltre il confine italiano. Forse l’ostracismo è più presente in Italia per band come noi, o nella nostra zona dove molte menti non sono aperte ma ristrette a canoni musicali di altro tipo!
Iniziativa particolare è l’aver reso disponibile per tutti l’album attraverso il free download dal sito della Go Down Records e attraverso il portale rock.it…
Certo! Questo disco è praticamente un biglietto da visita, un regalo per i fans ed un invito a venire ad ascoltarci dal vivo… Abbiamo voluto rendere possibile il download gratuito per i nostri fans e per chi non ci ha ancora ascoltati, sia come mezzo pubblicitario che per appoggiare questo tipo di iniziative! Anche per adattarci al futuro e alla musica on-line!!!
Penso sia un importante passo! Mezzo mondo gira on-line ormai!!!
L’album sarà disponibile però in una particolare versione in vinile. Puoi dirmi qualcosa al riguardo?
Per gli appassionati e per i nostri fans più esigenti non bastava un semplice download, abbiamo voluto far uscire il live in vinile colorato disponibile su richiesta in edizione limitata di 500 copie; una “chicca” e un bel ricordo che crea un po’ di “culto”. Poi come per “Under the thunder” uscito anch’esso su 33 giri, è molto bello fare un disco su vinile: è una cosa che rimane, un cimelio da collezione per i prossimi anni, si spera!!!
Se penso ai grandi album live del passato, questi arrivavano a conclusione di una fase importante della carriera del gruppo. Vale anche per gli OJM questo discorso?
Si come ho già detto un bel traguardo come la produzione di Mike è stato importante per noi. Dopo 10 anni di attività e una crescita musicale soddisfacente, in studio e sul palco, era il momento di far uscire un live! Speriamo di arrivare anche ad un “the best” in futuro!!!
Credi che la dimensione live sia quella più congeniale alla tua band?
Certamente, chiuderci in studio è stato entusiasmante a livello creativo, ma siamo dei leoni che non stanno bene in gabbia! La nostra dimensione è il palco e nel palco diamo il meglio di noi e da lì nascono le migliori innovazioni!!! Il palco è il nostro “habitat” naturale, dove esprimiamo noi stessi nella fisicità che anche il nostro genere richiede! Se scrivere pezzi e fare un disco è come amare, il palco e il live sono il sesso… Penso che non piaccia a nessun uomo un rapporto solamente platonico!
La scaletta del disco è quasi tutta incentrata sui brani di Under The Thunder, vostra ultima fatica in studio. Sei ancora soddisfatto di quel disco o cambieresti qualcosa?
In generale siamo soddisfatti del disco. E’ ovvio che riascoltandolo adesso, e avendo suonato decine di volte i pezzi dal vivo, saremmo in grado di rifarlo in maniera perfetta se non migliore ora; oppure si potrebbero curare di più altri nuovi arrangiamenti, ma il disco suona grezzo, forte, ed è un buon lavoro così com’è!!!
Sul disco è presente la cover di “Kick Out The Jam” dei MC5, come mai avete coverizzato proprio quel pezzo?
Durane i tour con Mike abbiamo proposto alcune cover degli MC5 come “Kick out the Jams”, “Sister Ann”, “Tonight” e “American Ruse”. Abbiamo poi continuato ad eseguire questi pezzi ma l’unico che continuiamo a fare è appunto “Kick out the Jams” che forse è quello che riesce meglio perché più energico. Quando abbiamo fatto questo tour europeo lo usavamo come pezzo di chiusura al posto di “Tv eye”, come cover. Poi è il cavallo di battaglia degli MC5, un pezzo che dice tutto e che Mike ci ha insegnato ad eseguire con il giusto spirito!!!
“Kick Out The Jam” è presente sull’album d’esordio della band di Detroit, disco tralaltro dal vivo. Ti andrebbe di indicarmi altri tre grandi live album del passato?
Beh penso “Live in Japan” dei Deep Purple, “In concert” dei Doors, un qualsiasi live dei Led Zeppeling o Ac/DC e abbiamo già detto tutto!!!
Io ho particolarmente apprezzato la song posta in conclusione del disco “Montpellier Session”. Siete soliti improvvisare sul palco o quella canzone è frutto di una session estemporanea?
Siamo soliti improvvisare, anzi parte dello show è basato su questo e sulla psichedelica: il pezzo è semplicemente un’improvvisata al momento, in esso però sono racchiusi riferimenti ad alcuni riff in cantiere e ad altri già eseguiti. E’ il nostro modo per provare l’impatto dei nuovi riff dal vivo, per creare le nuove canzoni e cose nuove direttamente dal palco o semplicemente per esprimerci attraverso la libertà dell’improvvisazione!!!
Progetti per il futuro?
Pensiamo che dopo tutti questi concerti, concluderemo il tour estivo di presentazione del live in Italia, abbiamo delle belle date estive estere molto importanti e dopo il tour con Brant Bjork in Agosto, ci concederemo una pausa di qualche mese dai palchi per rilassarci un po’ e per iniziare a creare nuovi pezzi e scrivere cose nuove per il prossimo disco…
Grazie Max, a te la conclusione
Abbiamo ancora molto da dire e trasmettere, la nostra vita è la musica, speriamo di continuare così e raggiungere obiettivi sempre più ambiti, sia artisticamente che come band!!!
Ascoltateci e scopriteci, don’t forget and kick out the jams!!!
g.f.cassatella
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