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Intervista ai Node

Parlare con Gary dei Node è una benedizione per ogni intervistatore: basta dare l’input che lui si trasforma in un fiume in piena. Basta guardare gli occhi quando parla per capire qual è la ragione di questa sua parlantina: l’entusiasmo!

Come sta andando l’As Node Kills Tour?
Sta andando bene. Questa, in realtà, è la seconda parte. Siamo in tour dall’uscita di “As God Kills”, quindi dal maggio del 2006. All’inizio il seguito non era moltissimo, ma ora è aumentato decisamente! Diversi festival e il tour europeo con i Lacuna Coil ha triplicato il successo del gruppo. Questa seconda “tornata” è iniziata con la nostra esibizione al Gods Of Metal italiano davanti a 2000 persone presenti all’Alcatraz all’una e mezza del pomeriggio. Poi la cosa che ci ha fatto piacere è che la Live ci ha informato che, dopo il nostro inserimento nel cartellone del festival, sono stati venduti altri 500/600 biglietti. Infatti la gente sotto il palco c’era. Le date successive a Chiasso e Brescia sono andate benissimo con i due locali pieni.

Prima volta al sud?
No, in Puglia è la terza volta: 1998 nelle vicinanze di Lecce, due anni fa a Parabita e poi a Brindisi. Al sud è sempre andata benissimo.

Se non erro in concomitanza con il tour è partita un’iniziativa riguardante la vostra discografia…
Esatto, noi siamo anti-business! E’ un’iniziativa che abbiamo intrapreso in virtù del fatto che i Node non vivono di musica, anche se è una componente importante della nostra vita, avendo ognuno di noi un lavoro e dato che dai dischi non facciamo i soldi. Può essere difficile da credere, ma i Node guadagnano solo dai concerti e quello che ricaviamo basta appena per pagarci il viaggio di ritorno a casa, comprare le corde della chitarra e pagarci la sala prove. Quindi abbiamo deciso di dare un’opportunità in più di vendita al nostro cd e dimostrare che possono essere venduti ad un prezzo onesto.  L’iniziativa consiste nel dare la possibilità di ordinare tutti i cd sul nostro sito myspace al prezzo complessivo di 25 euro, per poi ritirarli durante la nostra data scelta dal fan. Oppure i cd possono essere comprati durante il concerto a 30 euro. La differenza di costo è dato dal fatto che nel caso in cui i cd siano prenotati per noi il rischio è minore e quindi possiamo venderli a un prezzo più basso.

Visto e considerato che stiamo parlando della vostra discografia ti va di fare una disamina album per album?
Certo.

In principio c’è stato “Ask”, Ep datato 1996.
“Ask” è stato un esperimento. I Node erano appena stai formati da Steve Minelli, ex chitarrista di un gruppo che è meglio non nominare come il 90% dei metallari sa (Death SS, corro io il rischio di nominare la band N.D.R), anche se è bugia che portano sfiga, abbiamo fatto un tour con loro e non è accaduto nulla. Poi sono un fanatico di quel gruppo, ma dovendo fare più di 900 chilometri per tornare a casa… abbiamo iniziato io e lui questo progetto, che poi è culminato in un demo che è stato mandato in giro. La nostra fortuna è stata che il demo è piaciuto sia ai ragazzi della Lucretia Records, sia agli organizzatori del tour dei Death in Italia di supporto a “Symbolic”. Abbiamo firmato il contratto con La Lucrezia e dopo una settimana suonavamo con i Death.

E come è andata?
Abbiamo fatto la data di Milano ed è andata benissimo. Chuck era una persona della “Madonna”, poi c’era Gene Hoglan, ma tutta la formazione era grandissima.

Grandissimo album “Symbolic”…
Per ragioni mie sono legato a “Individual…”, ma “Symbolic” probabilmente è stato il loro migliore album.

Come te lo spieghi che all’epoca i Death non se li filava nessuno e oggi invece..
…come capita per tutti i gruppi che hanno delle morti… All’epoca erano all’avanguardia, erano troppo avanti…

Poi nel 1998 il primo vero full-lenght: “Technical Crime”
“Ask” in realtà era un demo poi masterizzato e ristampato in cd dalla Lucrezia Record. Tra latro, ho visto su e-bay il demo in cassetta venduto a prezzi non proprio bassi… Poi c’è stato “Techinical Crime”, a quel tempo avevo abbandonato il gruppo per delle divergenze con Steve. E’ entrato Daniele in veste di cantante, prima ero io il cantante chitarrista. C’erano Steve alla chitarra, Klaus al basso e Oinos, che ha suonato con i Sadist e Thy Nature, alla batteria. Poi sono rientrato e c’è stato un momento di stasi con la fuoriuscita di Steve. All’epoca avevamo due chitarre e Daniele alla voce; dopo l’uscita di Steve, Daniele ha iniziato a suonare la chitarra.

Il secondo album “Sweatshops” è stato pubblicato nel 2002…
Abbiamo mandato il demo a varie etichette e ci ha preso la Scarlet. Abbiamo registrato l’album in Svizzera in due settimane ed è stata un’avventura perché ci sarebbe servito un mese, ma il budget era quello.. E’ stato l’album che ha fatto girare il nome Node e che ha iniziato a crearci un certo seguito. Un disco di rodaggio.

Il 2004 è stato l’anno di “Das Kapital”
E’ stato il disco del botto. Ci ha permesso di arrivare in alto e di fare delle date in Europa.

Infine “As God Kills” risalente al 2006
Abbiamo cambiato etichetta, siamo passati alla tedesca Massacre. Dire che ci son stati dei diverbi con la Scarlet non sarebbe vero, ma non eravamo d’accordo su alcune cose e molto pacificamente abbiamo cambiato. Adesso siamo ancora con la Massacre, vedremo se restare con loro o cambiare. Per ora le proposte ci sono, anche molto allettanti, ma vogliamo vagliare bene la cosa.
Uscito “As God Kills” c’è stata  una nuova richiesta di “Ask” e “Technical Crime”, ma erano esauriti. Abbiamo acquistato i master dalla Lucrezia e l’abbiamo venduto alla Scarlet, che ha poi pubblicato la ristampa dei due album su un unico cd più una traccia video e dei pezzi bonus. Questo dimostra come i rapporti siano ancora buoni con loro.

Come è cambiato in questi anni il vostro suono?
Il suono è cambiato da sé, non una cosa voluta: in sala prove si suona, ci piace un riff, lo teniamo. Non stiamo a pensare è più o meno nel nostro stile.

Ma qualcosa è cambiato?
Sì, certo. Il fatto che abbiamo “ribassato” le chitarre, abbiamo creato un suono più “Carcass”, meno melodico e più cattivo con pezzi più tirati. E’ venuta fuori la nostra rabbia nascosta. Sia in “Techinical Crime” che in “Das Kapital” i suoni erano molto più ricercati e c’era maggiore tecnica, invece ora ci siamo dati ai tempi più veloci e alle “schitarrate” più violente. Le voci nei ritornelli, però, sono più orecchiabili.

E il prossimo album?
Non lo so! Sta venendo una cosa quasi r’n’r, magari più rallentato, ma più pesante con esplosioni di riff.

Live cd o dvd?
In dvd per il momento c’è solo il video di “As God Kill”, in vendita ai nostri concerti o scaricabile dal sito dove trovi anche nostri pezzi dal vivo. Parlare di dvd è precoce, al GOM italiano abbiamo registrato delle immagini, magari le useremo più in là. Il dvd è una figata se suoni al Wacken, ma se suoni al pub dietro l’angolo…

… anche perché prima i gruppi facevano un live dopo molti dischi e rappresentavano quasi la chiusura d’un epoca nella storia del gruppo…
E’ una mossa commerciale ora. Noi pensiamo a fare musica nuova, fare bei dischi, se poi viene un dvd è ok, ma non è una priorità.

Prima mi parlavi del video di “As God Kills”…
E’ scaricabile sul sito, è acquistabile se compri la long-sleeve ai concerti. E’ stato girato da Gianna salvati che è una regista che ha vinto diversi premi, anche se non lo fa di professione. Lavora a All Music come cameraman e si diletta con la regia. Ha scritto la sceneggiatura e ha scelto le location con noi. Abbiamo usufruito di tutta l’equipe di All Music e poi è stato montato da Ennio Remondini che è uno dei registi di MTV.

Gira in TV?
No, è stato censurato. All’estero va’. In Italia gli unici che hanno avuto il coraggio di passarlo è stata Rock Tv, ma con un’immagine tagliata, quella del papa che compare subito dopo Hitler. La nostra intenzione era quella di raggruppare i personaggi storici principali del 900. Poi hanno rotto le “balle” anche quelli di Rock Tv e hanno dovuto smettere di mandarlo. Comunque è visionabile su internet…

Qual è il vostro rapporto con il web?
E’ ottimo. Lo space in 2 anni ha avuto 70.000 visite. E’ un ottimo veicolo che ti permette di comunicare con i fans. E’ una finestra sul mondo che sta distruggendo il business musicale, e questo non è un male perché uno può fare il musicista liberamente.

Si può parlare oggi di scena italiana?
Io ho sempre parlato di scena italiana. Noi abbiamo musicisti all’estero che hanno sfondato da tempo come i Labirinth, i Raphsody e i Lacuna Coil che sono il gruppo Century Media che vende di più e che ha fatto tour negli States. Cristina Scabbia ha fatto un video con Dave Moustaine perché lui l’ha voluta.

Fino qualche hanno fa vedere un gruppo italiano salire sul palco subito prima di Slayer e Maiden in un concerto era una cosa inimmaginabile. Eppure come ti spieghi che al GOM di due anni fa  i Lacuna sono stati oggetto di fischi dei presenti e non un motivo di orgoglio?
La gente è libera di fare ciò che vuole. Io sui Lacuna Coil sono chiaro: sono il nostro orgoglio, con Labirinth e Rhapsody.

La penso come te, al di là dei gusti, un gruppo può piacere o no, comunque il loro successo è il successo del movimento metal italiano.
Loro hanno dovuto trovare il successo in America per poi fare sempre sold out qui da noi. Loro vivono di musica, ma questo a loro importa poco: sono innamorati della musica. Noi poi dobbiamo avere le etichette e se hai una voce pulita o non fai brutal… Abbiamo suonato in Francia, Inghilterra, Finlandia con loro e ovunque ci hanno accolto bene. In Francia c’erano ragazzi con t-shirt di gruppi estremi, quando hanno sentito noi suonare thrash si sono caricati a mille e dopo hanno cantato i pezzi dei Lacuna. I pregiudizi non esistono fuori dall’Italia.

Il metallaro si lamenta che nessuno ascolta metal… ma se un gruppo poi ha successo…
Noi siamo il paese di Sgarbi! Siamo il paese della lamentela! Storicamente si sono sempre lamentati tutti e tutti sono sempre stati invidiosi. Le giovani leve questa mentalità non ce l’hanno, ascoltano R’n’B e poi passano al thrash e al brtual tranquillamente. E questa è una cosa positiva. Quelli di una volta erano corna al cielo e braccio alla Manowar, se non sei dei nostri sei una merda. Cosa sbagliatissima. Negli altri paesi c’è stata un’evoluzione musicale perché non ci sono barriere. Al Wacken suonano gruppi di genere diversi, ma sempre metal…

… e non volano le bottigliette…
… e non volano le bottigliette! Passiamo dalla musica al calcio. Noi siamo l’unico paese con le reti davanti al campo. Con questo ho detto tutto! Siamo incivili e lo siamo perché ci costringono a guardare solo in una direzione. La tv ci guida e ci costringe e vedere solo determinate cose.

Come nel caso del vostro video…
Esatto. Poi abbiamo l’handicap dell’inglese. Quando hanno suonato Amon Amarth all’Alcatraz il cantante ha detto: ”Volete ascoltare un nostro nuovo pezzo, brutti pezzi merda?” e tutti: “Yeha” e lui: “Allora, ho ragione siete tutti dei gran pezzi di merda?” e tutti: “Yeah” e che si divertivano sotto il palco. Questo soggetto ti ha preso per il culo e tu ti esalti!!? Poi il tipo è venuto dietro il camerino è ha detto che in Italia è bello suonare perché qualsiasi cosa che dici ti rispondono yeh! Questa non è una bella cosa, in Scandinavia a 7/8 anni sanno già l’inglese. Da noi arriva tutto in ritardo: il rock vero verso la fine dei 60, le radio libere fine 70. L’italiano ha bisogno di tempo. Qualcosa sta cambiando, basta vedere i festival che ci sono qui da noi, ma ci vuole tempo.

Hai parlato del vostro rapporto con il web che rappresenta il presente e il futuro. Però voi avete sempre avuto un occhio rivolto al passato, mi riferisco al video con i personaggi del 900 o ai temi trattati in “Das Kapital”.
A noi parlare di morti putrefatti, cadaveri, draghi o spade non interessa! Io e soprattutto  Daniel, anzi il dottor Daniel visto che si è appena laureato e che ha iniziato a lavorare all’università di Alessandria come assistente di un docente, siamo appassionati di storia. In sala prove partono discussioni su temi storici che durano anche ore! Abbiamo voluto portare questa cosa nel metal, anche se non siamo i primi a farlo. Vedere cosa c’è dietro ti aiuta a non commettere più gli stessi errori. Non bisogna dimenticare, un muro una volta che lo hai buttato giù ne devi conservare un pezzo a memoria di quel che c’era. Lo dicevano anche i Pink Floyd.

Quali sono gli errori fatti dai Node?
Di sbagli onestamente non ne abbiamo fatti. Siamo qua dopo 14 anni e siamo felicissimi. E se ne abbiamo fatti, li rifaremmo perché siamo contenti di come stanno andando le cose. Momenti bui ci sono stati, ma li abbiamo sempre superati. Quando sono usciti dal gruppo  Steve e il batterista, siamo rimasti in sala prove solo io, Daniele e Klaus, e l’abbiamo superata suonando.

Quando siete rimasti voi tre avete pensato di cambiare nome alla band?
No. Steve quando è andato via ha detto se andate avanti fatelo con questo nome. Anche se la registrazione del marchio era sua. E l’abbiamo tenuto anche per lui, perché Steve è ancora uno di noi.

Come mai proprio Node?
Sai che non lo so? Credo che abbia a che fare con l’informatica. Steve è un patito di elettronica. Anche i testi di “Ask” parlavano di ‘ste cose.

Anche la stessa copertina…
Infatti.

A te la chiusura…
Gran bel posto. Spero di ritornare presto in Puglia, magari al Total Metal organizzato da Gigi della Vivo (organizzatore della data di Bari Ndr). Due anni fa abbiamo fatto anche lo S-Hammer…

… l’anno scorso c’erano le piscine vicino al palco, finiva il concerto e facevi il bagno…
Ah, sì? Che figata! Allora, quest’anno Total Metal e S-Hammer, così ci facciamo una bella vacanza al sud!

g.f.cassatella

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