Intervista a Marco Melzi, Minotuaro Records
La nostra conversazione è cominciata per caso tramite e-mail, quando la mia attenzione votava verso lavori del mitico ed oramai “estinto” Paul Chain. Insieme a quest’ultimo, Marco Melzi (per chi non lo sapesse) fondò una delle etichette più importanti del panorama tricolore, la Minotauro Records. Ma facciamo due chiacchiere con Marco!
Ciao Marco. Posso notare come una passione (quella musicale) è per te diventata un lavoro, visto che ci siamo incontrati on-line sul tuo e-commerce…vuoi parlarci di come ci sei riuscito?
Il tutto nasce nel 1979 quando aprii un negozio di dischi d’importazione a Pavia.
Era il periodo del Punk, la New wave e .N.W.O.B.H.M., con la nascita di etichette indipendenti da tutte le parti. Dopo ci sono state parecchi movimenti, l’etichetta, l’impiego presso grossisti/importatori, altri negozi etc.
La Minotauro Records è nata negli anni ’80 se non vado errato, ma come è riuscita a fare proseliti nel nostro mercato, vista la devozione verso il genere pop-italiano? Voglio dire, è stata dura?Quali ostacoli avete incontrato?
L’etichetta è nata nel 1984 se non ricordo male, la voglia di fare e l’incoscienza della gioventù superava e non vedeva (inizialmente) i problemi che potevano esserci,nel senso che io facevo la produzione e poi si sperava in Dio … l’importante era fare! Logicamente poi i problemi uscivano perché poi affiorava il discorso economico,investivi e ci doveva essere un rientro altrimenti saltavi e come avresti fatto a continuare, perché il problema era quello , c’era un grosso fermento e non pubblicare sarebbe stato un vero peccato. Avendo dei budget limitati bisognava fare attenzione,la distribuzione tutto sommato non era neanche male considerando che comunque si riusciva a farli circolare nei circuiti underground e negozi specializzati. C’era il problema che i tempi di rientro erano lunghi perché i distributori pagavano sul venduto per cui si anticipavano sempre tutti i costi.
Quali generi trattava l’etichetta?
La Minotauro faceva solo hard rock. Avevo un’altra etichetta (ancora prima della Minotauro) che faceva punk-new wave e poi già più tardi verso la fine degli 80 insieme ad altre persone fondammo la Vinyl Magic che era una negozio a Milano dove affiancammo una produzione che si occupava di ristampe del rock progressivo italiano degli anni 70.
Inserisci una classifica personale delle migliori band che hanno cavalcato assieme alla Minotauro Rec.
Primo fra tutti Paul Chain, mi sembra abbastanza evidente vista la larga produzione.
Gli altri vengono a ruota, ognuno meritevole e degno di attenzione nel loro genere.
Cosa pensi del panorama italiano odierno dell’heavy e sottogeneri? Si possono ancora trovare secondo te, degli analogismi con la scena anni ’70-’80 italiana?
Non seguo assolutamente la scena odierna,non mi interessa in questo momento.
Analogie ci possono essere, sicuramente. Siamo in un paese sottosviluppato musicalmente (e non solo) per cui difficoltà ci sono. Vantaggi? Sì,già il fatto di avere un mezzo di comunicazione come internet…
Sai sicuramente meglio di chiunque altro che Paul Chain ha scelto la morte stilistica ed ora ha preso il nome di Paul Cat. Quali sono le tue riflessioni su questo radicale cambiamento, visto i tuoi trascorsi con lui? Vi sentite ancora?
Il cambiamento radicale certamente stà nel volere staccare l’immagine che era associata al suo passato primo su tutto con i Death SS e poi come Paul Chain, penso piuttosto ad un’evoluzione stilistica di un’artista.
Si certo, ci sentiamo ancora,gli stò dando una mano nella distribuzione delle sue nuove produzioni e comunque il nostro rapporto và oltre la musica.
Quanto danneggiano (o non danneggiano) e come influiscono i brani in mp3 e le copie pirata dei dischi?
Se intendi lo scaricare gratuitamente la musica:
Credo sia evidente agli occhi di tutti, le vendite sono in picchiata, i negozi di dischi chiudono. Questo avere la musica gratuità toglie valore alla musica stessa.In negozio a volte sento i commenti di alcuni amici di clienti che dicono: ma cosa lo compri a fare? Te lo scarico io, come dire; sei un pirla! Và bene come strumento per poter scegliere,ma questo dovrebbe dartelo l’artista stesso o il suo rappresentante (casa discografica ) scarichi, decidi se vale la pena acquistare. Poi si può stare a dire tante cose, che i CD sono cari etc…
Se intendi l’acquisto di brani in mp3:
Và bene!. Per chi si accontenta di avere la musica su un CDR anonimo e con una copertina stampata in casa… contento lui… non parliamo poi di averla sugli mp3… è comodissimo da ascoltare in auto o dove e quando vuoi certo… credo sia anche un problema generazionale.
Per mè una produzione (discografica in questo caso) è fatta di musica (prima di tutto) ma anche di immagine, vale a dire che quando si realizza un lavoro, il gruppo, l’artista o chi per lui pensa anche all’immagine. Un disco è fatto anche di una copertina,di note di copertina,informazioni su dove e quando è stato registrato ,testi,logo…..se mi togli queste cose cosa rimane? La musica! Ok, ma già l’hanno messa su un supporto abbastanza “freddo” e povero rispetto al prezioso vinile,ma almeno mi godo l’oggetto,quando inserisco un CD nel lettore la prima cosa che faccio è sfilare la copertina e guardarmi il libretto, vedere chi sono, che facce hanno…
Se intendi le copie pirata come copia illegale dell’originale:
Chiaramente sono un danno per tutti, a partire dall’artista,casa discografica,editore,distributore e negoziante in quanto non percepiscono nulla,in questo caso credo siano danneggiati gli artisti più da “classifica”. Non ho idea delle cifre di questo fenomeno,ho sempre avuto negozi che trattano prodotti non “commerciali”, se devo giudicare dall’interesse, per un “taroccatore” credo sia più conveniente taroccare un paio d’occhiali o una borsa “griffata “in quanto molto più vendibili come prodotti.
Beh credo che dopo questa domanda sia anche giusto spiegare che cos’è Markuee!!!
Markuee è l’ultimo nato (1999) , si trova a Milano sul naviglio Pavese,zona conosciuta per il suo movimento serale,infatti abbiamo orari di apertura adattati alla zona , siamo aperti tutti i giorni tranne la domenica e il lunedì dalle 15,30 alle 19,30 e alla sera dalle 21.00 alle 24.00 il fine settimana,dal giovedì al sabato.Che dire…la clientela sembra soddisfatta,forse qualcuno no… trattiamo un po’ di tutto con più attenzione all’hard/heavy in quanto a disponibilità di titoli rispetto ad altri generi. Da qualche tempo abbinato al negozio c’è il sito www.markuee.com dove si possono trovare tutti i generi musicali ed eseguire gli ordini per acquistare per corrispondenza ,oppure ordinare e ritirare presso il negozio per i clienti che lo frequentano già o che passano da Milano ogni tanto.
Vedendo il tuo e-commerce pieno di vecchie e nuove conoscenze dal doom, all’estremo heavy metal, dall’ hard rock, al rock melodico, mi sorge spontanea una domanda…sei sempre rimasto fedele al sound oscuro e granitico? E sei ancora speranzoso che qualche bel gruppo posso attirare la tua attenzione e quella del intero paese?
Ho sempre avuto una forte attrazione per il sound oscuro anche in altri generi musicali,comunque mi piace di tutto, se trasmette emozioni và bene tutta la musica.
Riguardo la seconda domanda:In questo momento non mi stò occupando di nuove produzioni né sono attento a quello che succede, stò ristampando il mio catalogo Minotauro e già mi costa parecchie energie per portare avanti il tutto (negozio-sito-label –famiglia….)
Un ultima domanda per poi congedarci. Perché l’underground nostro (compresi i generi doom, stoner, ecc.) vende più all’estero.
Credo sia un problema generale di esterofilia , se devi fare un’acquisto si predilige il prodotto estero,pensando che valga di più l’acquisto o che l’acquisterai in un secondo tempo tanto sarà sempre lì.All’estero prima di tutto c’è molta più cultura musicale e gli artisti sono artisti, italiani o giapponesi che siano e presi in considerazione in quanto tali (tranne in Inghilterra ),poi si può dire che non hanno inventato nulla forse ma ciò non toglie che sanno fare buona musica anche meglio di gruppi esteri .Comunque siamo svantaggiati dalle strutture e supporti che non esistono. Se un gruppo/artista italiano viene preso da una label straniera la cosa cambia!
Grazie infinite Marco.
Grazie a voi.
Stefano De Vito
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